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    Home»Mondo»Buffonate e un rapporto strategico: megalomania incontenibile
    Mondo

    Buffonate e un rapporto strategico: megalomania incontenibile

    Pietro RagniDi Pietro RagniDicembre 20, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 10 min.
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    planisfero
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    Un auspicio subito smentito

    Certo questo 2025 si sta chiudendo anche in maniera peggiore rispetto a quel che abbiamo temuto con l’avvio della Presidenza Trump. Proprio in settembre avevo espresso, su queste colonne, l’auspicio che l’avvicinamento fra Cina e India, come risposta ai dazi stratosferici e alle ingerenze di Trump, potesse “effettuare una pressione indiretta su Putin per terminare presto la guerra, ripristinando una situazione di pace e stabilità com’è nell’interesse di tutti”.

    Auspicio subito smentito dalla visita di Putin a Modi per rafforzare i propri rapporti economici anche come fondatori del BRICS, un’organizzazione intergovernativa che raggruppa alcuni degli stati con economie in rapida crescita e con trend positivo del PIL, l’ultima riunione annuale si è avuta in Brasile. Non sappiamo se i due presidenti abbiano parlato concretamente della guerra d’invasione in Ucraina, Modi ha detto: “L’India non è neutrale. È dalla parte della pace”; Putin non ha risposto, rilevando che vi è “un partenariato privilegiato tra i due Paesi” e sono stati confermati il fornimento di carburanti all’India e accordi commerciali per decine di milioni di dollari.

    Logo durante la presidenza BRICS del Brasile (2025)

    Irritanti buffonate

    Gli USA hanno messo in crisi la storica alleanza con l’India e Putin ha facile partita nel parlare di un nuovo ordine mondiale, con un insieme di paesi euro asiatici e dell’America latina che si propone di coordinare. Un dittatore spietato e criminale di guerra come Putin ha avuto la sfacciataggine, visitando il memoriale del Mahatma Gandhi, di dire che ha gli stessi valori dell’eroe della non violenza!

    In contemporanea a Washington, durante la cerimonia per i Mondiali di Calcio 2026 il Presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha consegnato a Trump un “Premio per la pace”. Premio inedito, di cui nessuno sapeva prima e che ha dato il via a numerose critiche internazionali, fra l’altro Human Rights Watch ha notato che per questo premio non è stata promossa una procedura di selezione ufficiale, non vi è una lista di candidati, non vi è una giuria che deliberi. Insomma un ridicolo esempio di piaggeria, particolarmente grave perché commesso da una organizzazione internazionale.

    La curiosa premiazione di Trump da parte di Infantino

    Dopo queste irritanti buffonate di due personaggi con megalomania e narcisistica smania di essere protagonisti, verrebbe da chiedersi se c’è qualcuno in grado di curarli o almeno consigliarli, ma si teme che sia una “mission impossible”. Il dato è che molte situazioni internazionali dipendono dalle bizze di questi due personaggi che, per il momento e in funzione di comuni interessi commerciali, sembrano voler collaborare insieme ai danni di tutti gli altri attori interessati, a iniziare dall’Ucraina e dall’Unione Europea. Certo non si può scommettere sulla stabilità di questo innaturale connubio, viene invece il sospetto che in futuro si arriverà alla competizione fra i due, se non allo scontro aperto.

    Il rapporto USA “National Security Strategy”

    Nel frattempo, per chi avesse ancora dubbi, Trump ha chiarito le sue intenzioni per il prossimo futuro firmando il “National Security Strategy” che è molto esplicito su vari argomenti geopolitici, salvo future inversioni di rotta. Una lettura interessante e, per me, desolante.

    Non ho competenze per commentare questo documento con un’analisi specifica, ma da semplice cittadino di un paese libero e democratico come l’Italia e di un’entità politica come l’Unione Europea, che ha garantito lo sviluppo e la stabilità negli ultimi ottanta anni, mi permetto di rilevare alcuni pochi punti.

    Nel documento la UE è citata solo in questa frase: “Le questioni più importanti che l’Europa deve affrontare includono le attività dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà e la sovranità politica…”. Per cui di fatto si fa intendere che la UE è un problema per gli stati che vi aderiscono, d’altra parte anche Musk è stato ancora più esplicito: “la UE dovrebbe essere abolita, restituendo la sovranità ai singoli Paesi”.

    Frontespizio del rapporto “Strategia di Sicurezza Nazionale”

    In aggiunta, fra i problemi della Unione Europea si annovera “la censura della libertà di parola e la repressione dell’opposizione politica” e Musk arriva a dire che è il “IV Reich”. Non si capisce che film abbiano visto Trump e socio, verrebbe da pensare che è una frase contro i partiti nazionalisti e vetero-fascisti che in alcuni paesi europei hanno un peso non trascurabile. Peggio, vi è una simmetria di queste ingiurie assurde e risibili con quella lanciata da Putin che ha definito nazisti gli ucraini solo per giustificare la sua invasione.

    Invece sappiamo ed è poi ben chiarito: “L’America incoraggia i suoi alleati politici in Europa a promuovere questa rinascita di spirito, e la crescente influenza dei partiti patriottici europei è davvero motivo di grande ottimismo”. Alle parole hanno fatto seguire i fatti finanziando questi partiti con l’obiettivo di sabotare la stabilità dell’Unione Europea.

    La supremazia americana

    In tutto il resto del documento si parla dei paesi dell’Europa e di alcuni paesi (Giappone, Sud Corea, Australia, Canada e Mesico) come alleati e partner in grado di contribuire a “ripristinare la supremazia americana nell’Emisfero Occidentale”. In conclusione vi è anche una frase di tono vagamente minatorio: “Tutti i paesi dovranno decidere se vogliono vivere in un mondo guidato dagli Stati Uniti, composto da paesi sovrani ed economie libere, o in un mondo parallelo in cui sono influenzati da paesi dall’altra parte del globo”.

    “Gli USA intendono collaborare con gli alleati e partner, che insieme aggiungono altri 35 trilioni di dollari al potere economico della nostra economia nazionale da 30 trilioni di dollari (costituendo insieme più della metà dell’economia mondiale)… insieme possiedono risorse enormi per promuovere un piano congiunto -non ancora formalizzato- per il cosiddetto “Sud del mondo”. In merito sarebbe interessante leggere l’articolo di De Luca sulle nostre pagine.

    Dritto della banconota USA da un dollaro

    Ma l’obiettivo principe, come è facile aspettarsi dal personaggio è: “Dovremmo passare dall’attuale economia da 30 trilioni di dollari nel 2025 a 40 trilioni negli anni ’30, ponendo il nostro Paese in una posizione invidiabile per mantenere il nostro status di economia leader a livello mondiale”; inoltre “dovrebbe esser chiaro che i beni, i servizi e le tecnologie americani sono un acquisto di gran lunga migliore nel lungo periodo”. Aspirazioni comprensibili, ma certo sorprende che in 29 pagine non si parla mai né della difesa dei diritti umani e sociali, né delle politiche sociali per i cittadini americani, tranne un cenno generico a favore dei lavoratori. Vogliono raccogliere soldi e vendere merci in tutto il mondo per fare cosa?

    La pax americana

    Dopo essersi autoincensato, nel documento di presentazione del rapporto, come immaginifico risolutore di una lista di conflitti in otto mesi (?!), è facile comprendere che per il Presidente USA la guerra d’invasione condotta dalla Russia è poco più che una seccatura da archiviare al più presto, pazienza per le perdite ucraine.

    “È nell’interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire un’escalation o un’espansione involontaria della guerra e ristabilire la stabilità strategica con la Russia, nonché consentire la ricostruzione postbellica dell’Ucraina per garantirne la sopravvivenza come Stato valido”.

    D’altra parte su questo argomento da troppo tempo assistiamo a trattative totalmente sbilanciate a favore della Russia, se non dettate direttamente da essa. In più Trump inserisce nel contesto interessi commerciali personali o nazionali complicando ulteriormente la situazione. Per fortuna l’UE e l’UK sono intervenuti per promuovere una pace giusta e non una resa incondizionata dell’Ucraina; attendiamo con ansia che finiscano questi vergognosi bombardamenti indiscriminati effettuati dai russi solo per colpire la popolazione civile e si avvicini il tempo della pace. Certo non aiuta che alcuni leader politici europei sostengano che sia meglio lasciar fare tutto a Trump e che fra questi vi siano a nostro disonore Salvini e addirittura Conte!

    L’area dell’Indo-Pacifico “è già e continuerà ad essere uno dei principali campi di battaglia economici e geopolitici del prossimo secolo”. Nel documento in merito ci sono indicazioni per incrementare l’influenza americana e contenere la super-produzione Cinese, che ha conquistato importanti mercati in Africa e in America Latina.

    Ritratto di James Monroe, Presidente USA (1817-25)

    Viene anche battezzato il “Corollario Trump” alla “Dottrina Monroe” (dichiarazione del 1823 che afferma l’idea della supremazia degli USA rispetto a tutto il continente americano) la volontà di espandere la supremazia americana a tutto l’Emisfero Occidentale.

    Riflessioni

    Sugli atteggiamenti da bullo internazionale di Putin, che cerca di travestirsi da statista rispettabile, non mi dilungo, il giudizio è netto: da un criminale non ci si può aspettare nulla di buono. Opprime una popolazione in gran parte impoverita e ha il palese obiettivo di esportare caos e preoccupazioni nei paesi democratici e più prosperi. Attendiamo con ansia di vedere se sarà possibile arrivare a una pace accettabile per l’Ucraina con le garanzie per la sua ricostruzione e la sua libera vita democratica in futuro. Temiamo che comunque non sarà la fine delle violenze russe.

    Invece poche parole vorrei spenderle per il documento firmato da Trump. Vi è scritto che “non è basato sulle ideologie politiche tradizionali”, forse è l’unica frase condivisibile. Il problema è che le visioni megalomaniache e da usuraio vengono esposte scrivendole in un documento con il simbolo degli USA e senza relazione al contesto diplomatico ed al quadro dei rapporti internazionali. Non si può né minimizzarle, né tanto meno ignorarle.

    Il principio è in sintesi quello del Marchese del Grillo: “io so’ io e voi non siete un…”. Dopo essersi più volte incensato in maniera indegna e senza costrutto, fa presente al mondo che gli USA sono il numero 1 della parte giusta del mondo, che tutti i paesi devono decidere se essere sudditi o avversari, che l’Unione Europea (un’unione politica e economica proprio come gli USA) per lui è una delle “organizzazioni transazionali che minano la sovranità delle nazioni” e che, di fatto vuole avere come partner condiscendenti i singoli stati (in modo che abbiano ciascun un peso politico ed economico trascurabile), meglio se governati da forze sovraniste (per minimizzare le contestazioni, limitare i gradi di libertà dei cittadini e affossare definitamente la UE).

    Garrisce la bandiera dell’Unione Europea

    Di fatto un autocrate e un dittatore vogliono dettare lezioni di democrazia all’Unione Europea e agli altri pochi stati liberi e democratici e si auto definiscono campioni della democrazia, si ammantano di questa parola che temono e vilipendono. I valori europei sono i monumenti che oscurano le loro ambizioni.

    Per me tutto questo è inaccettabile e insultante. Chi però deve prendere urgentemente le decisioni giuste per contrastare questa guerra sporca e subdola dovrebbero essere l’Unione Europea e i singoli stati democratici europei ed extra-europei che non vogliano essere equiparati e trattati da servi sciocchi e ininfluenti. In questa direzione va la recente decisione dell’UE di congelare i miliardi di Euro russi depositati nelle banche europee. Atto che appare aver messo in difficoltà Putin, visto che potrebbero poi essere utilizzati per la ricostruzione dell’Ucraina. Questo rende più difficile una pace che non coinvolga anche la UE e dunque non umili l’Ucraina.

    BRICS dollaro Europa FIFA Gandhi global south India Marchese del Grillo Monroe Musk pace Putin Trump Ucraina Unione Europea USA
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    Pietro Ragni

    Primo tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. Presidente di Erfap Lazio. Direttore del Consorzio universitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto. Cofondatore di dieci spin off in Bio-scienze. Esperto di valutazione e gestione progetti europei.

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