GREENPEACE Italia ha denunciato, alla vigilia delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, la presenza, tra gli sponsor, di Eni, multinazionale che ha grandi responsabilità ambientali legate all’inquinamento e alle emissioni di CO₂ nell’atmosfera. L’associazione di cui sono volontario, ha riportato la stima delle emissioni di Eni che per il solo 2024 potrebbero causare a livello globale e nel lungo periodo, la fusione di 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio dei ghiacciai.
GREENPEACE ha diffuso un video denuncia sulle politiche dannose della multinazionale ed ha anche inviato una lettera al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) con la richiesta di rinunciare alle sponsorizzazioni inquinanti di Eni, appellandosi ai valori olimpici e al rispetto dell’ambiente. La presidentessa del CIO, Kirsty Coventry, rispondendo nei giorni seguenti ad una domanda di una giornalista che le “chiedeva conto” sulla presenza di sponsor che contribuiscono al cambiamento climatico, dichiarava genericamente che stanno cercando di fare meglio, ma che è necessario tempo. Il Comitato Olimpico non ha però rinunciato alle sponsorizzazioni di Eni.
L’organizzazione ambientalista cita uno studio commissionato dal CIO stesso secondo cui, entro il 2080, almeno la metà dei luoghi che potrebbero ospitare i Giochi Olimpici Invernali, non saranno più idonei a causa della mancanza di neve causata dal riscaldamento globale a cui contribuiscono le grandi aziende del fossile come Eni. Viene anche riportato come la multinazionale italiana, nel 2024, per ogni euro investito nelle energie rinnovabili, ne ha destinati 7,7 al settore petrolifero e del gas.
I pericoli ambientali denunciati da GREENPEACE sono reali e confermati dalla comunità scientifica. Ad esempio, è stato recentemente pubblicato dalla rivista Nature (dicembre 2025) uno studio che illustra il processo in atto di scomparsa dei ghiacciai a causa del riscaldamento dell’atmosfera.
I ghiacciai assolvono a molte funzioni vitali, quelle ambientali in primis, servono ad attrarre turismo e contribuire agli sport invernali per l’appunto, senza trascurare quelle culturali e spirituali. Lo studio spiega come, entro il 2100, scomparirà gran parte dei 200 mila ghiacciai attuali diffusi su tutto il pianeta e come questa perdita dipenderà dall’aumento della temperatura. Se questo sarà contenuto tra i +1,5° e i +2° dell’Accordo di Parigi, il picco di estinzione si verificherà nel 2041, andranno persi 2.000 ghiacciai l’anno e si salverà il 50% di quelli attuali. Se il riscaldamento globale raggiungerà i +4°, il picco ci sarà a metà degli anni ’50, si estingueranno 4.000 ghiacciai l’anno e permarrà solo il 10% di quelli esistenti oggi.
Lo studio conclude quindi sull’ importanza vitale delle politiche di mitigazione per limitare l’aumento della temperatura e i relativi danni per i ghiacciai, danni che comunque ci saranno anche nello scenario più ambizioso del suo contenimento a +1,5°.
GREENPEACE e le altre organizzazioni ambientaliste continueranno a denunciare e a battersi per contrastare il cambiamento climatico, ma è necessario un cambio di rotta a livello globale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.


