Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    17 Giugno 2026 - mercoledì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Sviluppo sostenibile»Economia circolare: Italia sei pronta?
    Sviluppo sostenibile

    Economia circolare: Italia sei pronta?

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoMarzo 20, 20231 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Inquinamento anni 2000
    Inquinamento
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Il modo in cui l’Italia sta affrontando la transizione energetica declinata sotto forma di economia circolare è sempre più una corsa contro il tempo per nuove infrastrutture. È risaputo che senza accumuli di energie rinnovabili o apparecchiature idonee ad immagazzinare ciò che si produce, non si va molto lontano. Accettando, dunque, le sfide del futuro, è urgente mettere mano ad un piano accelerato di investimenti per non smarrire la rotta. In  questi giorni si lavora ad un aggiornamento del Piano di Ripresa e Resilienza come conseguenza principale della guerra in Ucraina. Per il governo di Giorgia Meloni è l’occasione per stabilire davvero le priorità per il Paese e dimostrare, una volta per tutte, che anche il centrodestra ha a cuore i temi dell’ambiente e del clima. Inoltre, la Commissione europea ha appena allentato la normativa sugli aiuti di Stato in favore delle aziende che si impegnano sulla transizione energetica.

    governo Meloni, Giorgia Meloni con i suoi ministri alla Camera

    Sull’energia Giorgia Meloni ha sfruttato l’occasione della guerra in Ucraina per assicurare al Paese nuove forniture di gas e petrolio dai Paesi dell’area mediterranea. Il cosiddetto Piano Mattei darà risultati nel prossimi due-quattro anni, anche se la prospettiva di far diventare l’Italia hub del gas europeo solleva più di una perplessità. Non sono chiari, infatti, i costi di tutta l’operazione e quanto del gas che arriverà servirà effettivamente all’Europa. Abbiamo davanti anni di mix energetico con fonti tradizionali e rinnovabili, ma la strada per salvare il pianeta (Europa e Italia incluse, evidentemente) è la prevalenza delle seconde sulle prime. Sulla necessità di realizzare nuove infrastrutture il mondo del lavoro, fino a questo momento, ha mostrato una visione comune. Confindustria e sindacati chiedono che la transizione energetica non sacrifichi posti di lavoro, che gli investimenti- sia pubblici che privati- siano accompagnati da piani di sostegno per la formazione, che si proceda con assunzioni di manodopera qualificata. Infine, che la transizione segni anche un riscatto del Mezzogiorno. “L’Italia ha davanti due necessità: costruire nuove infrastrutture e garantire mantenimento dell’occupazione e della competitività delle aziende. Sono due facce della stessa medaglia” ha detto Giuseppe Ricci, Presidente di Confindustria Energia. Nello studio “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile”, gli industriali si augurano che la transizione non lasci indietro nessuno, che stimoli la ricerca e lo sviluppo, valorizzi le tecnologie disponibili e il loro potenziale. In fondo ad un percorso che non accetta più ritardi ci sono gli obiettivi del RepowerEU al 2030 e del Net Zero Carbon al 2050. La partita vale 180 miliardi di euro che avranno un valore aggiunto di circa 320 miliardi ed una riduzione di emissioni di 127 Megaton di CO2 al 2030. Conviene a tutti giocarla bene la partita del nuovo millennio e vincerla.

     

    Sul fronte sindacale c’è altrettanta attenzione. La Cgil ha istituito un forum di 30 esperti con l’obiettivo di rafforzare le azioni green in tutti i settori produttivi per limitare a 1,5° il riscaldamento climatico. La  transizione va accelerata con “ in funzione del RepowerEU, della revisione del Piano nazionale energia e clima per adeguarlo ai nuovi target di riduzione delle emissioni al 2030, per evitare gli impatti sociali della transizione, rivendicare piani e misure di giusta transizione “. Ecco il punto: per avere sviluppo sostenibile bisogna stare tutti dalla stessa parte. Essere convinti che una strategia siffatta non può che fare bene ad un Paese che può essere preso a modello in Europa. È anche un problema culturale . Perché ? Le infrastrutture da costruire saranno il perno di un’economia circolare che dalle campagne arriva alla grande industria, alle città, alle famiglie, all’export. Le 400 mila aziende agricole possono produrre biogas e biometano; si affiancano a eolico e fotovoltaico; l’industria vede diminuire i costi di energia; le città aumentano il livello di raccolta differenziata ed hanno a disposizione termovalorizzatori che generano altra energia pulita; le famiglie attraverso le comunità energetiche hanno tariffe più convenienti; l’Italia esporta merci a costi decrescenti. È solo una sintesi. È un progetto futuro economia che comprende fasi intermedie, non un sogno da svegli. Il Paese, terza economia d’Europa, ha la grande occasione di ridisegnare il proprio futuro. Aspettiamo solo che si inizi a costruirlo.

    Autore

    • Nunzio Ingiusto
      Nunzio Ingiusto

      Nato a Pomigliano d’Arco (Na) è giornalista, iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 1986. Laureato in Scienze Politiche, attualmente è Direttore responsabile del quotidiano www.ItaliaNotizie24.it. Ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, www.Firstonline.it. Si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ".

    Economia circolare Europa governo italiano
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026

    Le grandi svolte europee parlano italiano

    Giugno 10, 2026

    Carlo Petrini: “chi semina utopia raccoglie realtà”

    Giugno 10, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026276

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026184

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025148
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Di Piero SandulliGiugno 13, 202610

    Sono iniziati i campionati Mondiali FIFA 2026 in un clima, certamente, opposto a quello che…

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?