La politica e l’informazione hanno un elemento negativo in comune: sono due debolezze sedotte dalla ricchezza. Lo sfarzo fa vendere i giornali? Forse sì, forse no. Comunque l’informazione (quotidiani, Internet, televisioni) si occupa molto dei Paperoni come una volta i rotocalchi popolari erano pieni delle gesta delle teste coronate o assimilate (potenti imprenditori modello Gianni Agnelli o Silvio Berlusconi).

I giornali ad esempio, anche con anticipo di mesi, parlano del “matrimonio dell’anno”, quello tra l’imprenditore super ricco Jeff Bezos e la spericolata giornalista Lauren Sánchez. Il binomio seguito in genere è ricchezza e bellezza. Il miliardario e la giornalista si sposeranno a Venezia, saranno dal 24 al 26 giugno nella città incantata dei dogi, spenderanno circa 10 milioni di dollari, occuperanno per i loro invitati cinque alberghi di lusso sul Canal Grande. Sembra che tutti i motoscafi taxi della Serenissima siano prenotati per l’occasione. Queste notizie possono interessare qualcuno? Forse sì, forse no.
Soldi, soldi e ancora soldi. Ecco i centimiliardari, i signori del denaro e del potere. C’è chi non riesce a pagare la bolletta della luce e chi vive nel lusso più sfrenato. C’è chi non riesce ad affrontare le spese per curarsi e chi viaggia su jet e yacht privati. Le disuguaglianze sociali sono diventate dirompenti negli ultimi 30 anni. Sono addirittura diventate esplosive negli ultimi 10 anni. È stata inventata perfino una nuova denominazione per catalogare gli ultra ricchi: i centimiliardari, cioè i Paperoni con un patrimonio superiore a 100 miliardi di dollari.

Sono 17 in tutto il mondo i centimiliardari, per la maggior parte statunitensi, secondo i conteggi dell’agenzia Bloomberg. Ci sono i “magnifici 7” (si fa per dire) del denaro, in testa c’è Elon Musk con oltre 300 miliardi di dollari. Sono nomi notissimi, tutti americani, sono miliardari per la maggior parte attivi nell’industria dell’alta tecnologia o nel mondo della finanza: Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Bill Gates, Warren Buffett, Steve Ballmer. Sono i cosiddetti oligarchi della tecno destra trumpiana. Qualcuno come Musk (prima era democratico, poi ha cantato le lodi di Trump, poi ha attaccato il presidente populista americano salvo quindi tentare una riconciliazione), tifa perfino per l’estrema destra tedesca con venature neo naziste. In molti casi la contiguità con la politica è fortissima e ciò facilita importanti commesse pubbliche per gli imprenditori multimiliardari. Del resto lo stesso Donald Trump è un miliardario, ramo immobiliare.
I ricchi del mondo prosperano sulle spalle dei poveri. Nel 2020 l’1% più ricco del pianeta deteneva quasi la metà della ricchezza totale, che saliva oltre il 70% per il 5% più ricco. E la situazione peggiora ancora. La società scossa dalle disuguaglianze è sempre più divisa, frammentata, ingiusta.

L’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti hanno un nuovo problema enorme da affrontare: la gigantesca crescita delle differenze sociali. Le società occidentali sono travolte dall’estremizzazioni della ricchezza un tempo requisito dei regimi autocratici: in alto i miliardari (in dollari e in euro) che molte volte pagano tasse ridotte o non le pagano affatto anche in modo legale, dall’altra i diseredati retribuiti a nero anche con meno di 5 euro l’ora. In mezzo c’è un ceto medio impoverito e incattivito (basti pensare che in Italia un professore o un operaio in genere guadagnano 1.500 euro al mese). Lo sfruttamento e gli scarsi controlli fanno crescere il precariato e i morti sul lavoro (oltre mille “morti bianche” l’anno, in media tre al giorno).
Lo sviluppo del capitalismo selvaggio sulla rotta della globalizzazione ha travolto tutti i vecchi equilibri nella redistribuzione della ricchezza. I partiti, in maniera consapevole o inconsapevole, hanno dato un calcio all’uguaglianza sociale. Il virus ha contagiato le destre liberali ma finanche le sinistre. Sono stati intaccati i diritti conquistati nel dopoguerra dalle socialdemocrazie europee, in testa le garanzie dello stato sociale: sanità, istruzione, abitazione. Le disuguaglianze hanno causato per reazione la vittoria travolgente di populismi vecchi e nuovi, di destra e di sinistra che hanno prodotto solo danni. È stata ferita la stessa democrazia, non a caso l’astensionismo elettorale dilaga: è arrivato quasi al 70% nei referendum su lavoro e cittadinanza.
La credibilità dei partiti come quella della stampa è in picchiata in tutto il mondo occidentale, quello nel quale vive una democrazia sempre più acciaccata. Esaltare la ricchezza, il lusso, lo sfarzo dei Paperoni forse può soddisfare il mondo del privilegio o quello degli ammiratori dei privilegiati, ma certamente la maggior parte dei lettori dei giornali e degli ascoltatori delle televisioni non la pensa così. Non a caso le vendite dei quotidiani e gli ascolti dei telegiornali sono in picchiata.


