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    Home»Culture»Recensione “Chiudo la porta e urlo” di Paolo Nori, Mondadori (2024)
    Culture

    Recensione “Chiudo la porta e urlo” di Paolo Nori, Mondadori (2024)

    Paola MaddalunoDi Paola MaddalunoGiugno 20, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
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    Chiudo la porta e urlo di Paolo Nori

    Chiudo la porta e urlo” è uno dei cinque finalisti dello Strega dell’edizione del 2025. L’autore è il parmigiano Paolo Nori, uno scrittore famoso soprattutto perché esperto di letteratura russa, di cui ne è spesso il traduttore, e proprio i suoi ultimi libri sono stati dedicati ad autori russi come lo scrittore Dostoevskij di cui parla in Sanguina ancora (Mondadori, 2021) e la poetessa Achmatova protagonista in Vi avverto che vivo per l’ultima volta (ivi, 2023); ma questa volta l’autore ci fa fare un viaggio diverso, attraverso le poesie di Raffaello Baldini, poeta romagnolo di Sant’Arcangelo di Romagna che è per il Nori un autore fondamentale nella sua crescita e formazione, Nori ci conduce anche in un viaggio interiore della sua vita.

    Il libro prende il titolo proprio da una delle rime di Baldini e che l’autore ne apprezza il significato perché identificativo di un carattere riservato che non ostenta neanche quando soffre e che preferisce non esprimere mai il dolore se non quando è chiuso in casa.

    Il libro scritto con brevi paragrafi che potremmo definire dei post non vuole essere una semplice biografia del Baldini, ma ha una valenza autobiografica nonché di saggio letterario. Attraverso le rime di Baldini, di cui sono riportate citazioni delle sue rime nella versione italiana, si snoda la vita dell’autore che trova nel Baldini poesie adatte a tutte le situazioni della sua vita, a questo si aggiungono le riflessioni sulla nostra epoca.

    Il libro ci mette in contatto con il Nori e con la sua vita e rende partecipe il lettore nel ritrovarsi in episodi, aneddoti della vita dello scrittore stesso, che però hanno sempre come riferimento il grande poeta romagnolo. Con una sintassi semplice di chi ha una nonna, come lo stesso scrive, di nome Carmela, che non sapeva leggere, e che quindi ha conosciuto una Italia analfabeta e che non dimentica i valori di una società contadina il Nori vuole dialogare direttamente con il lettore e ci riesce perché crea una suggestione nello svolgimento dei suoi “post”.

    Il libro, a mia modesta opinione, va letto due volte perché mentre nella prima lettura si cerca la storia, la seconda volta ci si abbandona alla significanza dei messaggi che parlano della vita. Un percorso in cui comunque Raffaello Baldini ne resta il protagonista e che con il suo attaccamento a quei valori e a quei significati immediati e intuitivi che sono parte della vita, fanno comprendere la grandezza di questo poeta.

    Se si volesse conoscere meglio il poeta romagnolo con uno studio approfondito, come ha fatto il Nori, è utile ricordare che l’archivio di Raffaello Baldini è custodito presso il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia. Noi per il momento senza muoverci da casa potremmo leggere il libro di Nori e apprendere qualcosa in più su un poeta nonché scrittore che è scomparso venti anni fa, nel 2005.

    Buona lettura!

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    Paola Maddaluno

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