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    Home»Culture»Cittadini sospesi
    Culture

    Cittadini sospesi

    Nino SergiDi Nino SergiNovembre 20, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
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    Cittadini sospesi di Nino Sergi
    Cittadini sospesi di Nino Sergi
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    NON PIÙ STRANIERI, NON ANCORA ITALIANI. CITTADINI SOSPESI. LE NUOVE GENERAZIONI CON ORIGINI TRANSNAZIONALI. di Nino Sergi
    NON PIÙ STRANIERI, NON ANCORA ITALIANI. CITTADINI SOSPESI. LE NUOVE GENERAZIONI CON ORIGINI TRANSNAZIONALI. di Nino Sergi

    Occuparsi di cooperazione internazionale allo sviluppo e di emergenze umanitarie ti fa conoscere persone, realtà e situazioni che rivedi negli occhi, nella pelle e nelle espressioni di tante persone che da quelle realtà giungono anche qui da noi, in Italia, in cerca di migliori condizioni di vita.

    È proprio la consolidata esperienza di INTERSOS in numerosi Paesi colpiti da crisi e conflitti, da cui hanno origine importanti movimenti di popolazione, ad aver alimentato in molti operatori umanitari l’interesse ad approfondire le cause delle migrazioni, le sfide dell’accoglienza e i percorsi di integrazione e cittadinanza, insieme alle aspirazioni delle nuove generazioni nate e cresciute in Italia.

    A spingermi a scrivere e pubblicare un saggio – breve e di facile lettura, ma preciso, severo e aggiornato nei contenuti – sul tema della cittadinanza di tanti giovani italiani-non-ancora-italiani, trattati da stranieri pur essedo ormai-non-più-stranieri, è stato il mancato raggiungimento del quorum nel referendum dell’8 e 9 giugno 2025.

    La proposta referendaria mirava a ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale necessario per l’acquisizione della cittadinanza da parte degli stranieri extracomunitari maggiorenni, estendendola automaticamente ai figli minorenni. Temevo che l’insuccesso del voto potesse mettere una pietra tombale, almeno per alcuni anni, su una questione profondamente giusta e vantaggiosa, dati i tempi e la realtà italiana, e profondamente sentita dalle nuove generazioni transnazionali. Sono figli e figlie di una migrazione che ha riguardato solo i loro genitori o i loro nonni, ma che essi non hanno mai vissuto o non ricordano, perché nati o comunque cresciuti in Italia e perché si sentono e sono in realtà pienamente italiani.

    Il saggio ha in particolare una dedica, preceduta da questa citazione di La storia infinita di Michael Ende: «Ci sono cose che non si possono capire con la sola riflessione, bisogna viverle.» … «Bastiano voleva essere un individuo, un qualcuno. E proprio per questo voleva anche essere amato, perché era così com’era.»:

    Al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai membri del Parlamento, con il rispettoso invito a vivere e comprendere pienamente, al di là degli schieramenti, le sfide del nostro tempo, riconoscendo in ogni persona un individuo unico, degno di ascolto e di considerazione.

    L’auspicio è che si possa aprire un confronto serio e rispettoso, ascoltando senza pregiudizi le diverse posizioni politiche e, soprattutto, la voce di questi nuovi italiani, nella consapevolezza che il fatto migratorio, nella sua complessità, non può restare materia di scontro, poiché riguarda il futuro dell’Italia e dell’Europa.

    Questo saggio intende offrire uno spazio di approfondimento e di discerni­mento, necessario per affrontare con maturità una questione che non può essere risolta con risposte semplicistiche, ma che richiede una visione condivisa e coraggiosa, capace di unire politica e società in un progetto comune e consapevole, trasformando una sfida in un’opportunità di crescit civile e democratica.

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