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Author: Flavio de Luca
Redaz. Roma – Docente universitario, avvocato quindi manager Specializzato in scienze amministrative ha approfondito i problemi dell’organizzazione amministrativa e dei pubblici poteri insegnando per quattro anni presso la scuola superiore della pubblica amministrazione e scrivendo un primo libro intitolato “definire l’amministrazione” edito da Rubettino. È stato al vertice di aziende pubbliche di Trasporti e Lavori Pubblici inoltre consulente legale e gestore del contenzioso di altra società pubblica di livello nazionale. Ha pubblicato: “Lavoro e immigrazione nuovi diritti di status individuale” edito da “Ed. Croce 2017 e “Tramonto del Welfare e capitalismo globale” edito da Pagine 2019.
Siamo vicini al punto di rottura, la crisi del sistema partitico, figlio del down-grading delle culture dominanti nel XX secolo, ha incubato la crisi della propria forma di governo che ora si manifesta. La crisi della Democrazia non è novità, è nella sua natura: Churchill la definì la migliore delle peggiori forme di governo. Ma la nostra democrazia, quella che l’Occidente ha faticosamente elaborato nel corso degli ultimi 300 anni, è particolarmente fragile perché poggia sull’interpretazione del principio di uguaglianza che nega l’individualità, demonizza l’ambizione, mortifica il talento. Da questa prospettiva la lotta alla corruzione della Politica, intuita dalla Sinistra…
Per l’Uomo Primitivo l’Incomprensibile era mistico e dopo un po’ divino. Secoli dopo la civiltà Ellenica spiegò che il Corpo era la morte dell’Anima cosicchè, morto il Corpo, lo Spirito viveva. La convinzione dilagò nel Mondo Classico e il peccato divenne del Pensiero (attraverso il Corpo) il quale non era Pensiero né Spirito. L’Uomo risponde primariamente al principio di conservazione della specie; la prima legge di azione dice “scappa o combatti”, ossia soddisfa l’esigenza di non soccombere e nutriti utilizzando la tua superiorità. Hobbes, ispirandosi a Plauto, oscurò il Mondo asserendo che la convivenza poggiava sul principio homo homini lupus.…
Superlega a livello europeo e richiesta della Lazio di usare lo Stadio Flaminio a livello nazionale, sono gli argomenti sportivi destinati a tenere banco. Fallimento/cessione Inter a parte. La prima è una sfida all’UEFA la seconda alla Soprintendenza Italiana Beni Culturali. Queste due Istituzioni sono tra le più arroccate e le sfide spaccheranno la società globale orizzontalmente e trasversalmente. L’esito della prima avrà enorme impatto su mondo finanziario e media, quello della seconda sulla politica italiana dei vincoli imposti all’esercizio dell’impresa per ragioni culturali. I personaggi che hanno lanciato i guanti sono forastici ma hanno dimestichezza con le Istituzioni di…
Ci hanno definito in ogni modo ma, a differenza degli Americani, gli Inglesi lo hanno sempre fatto con sarcasmo, mai ironia, per deriderci se non offenderci. Agli Europei di calcio appena finiti secondo alcuni (che sbagliano) la GB non avrebbe dovuto partecipare e ancor meno ospitare la finale, per via della Brexit. Costoro dimenticano che l’Europa geografica non coincide con quella socio-economico-politica. Ironia della sorte a contendersi il trofeo sono state Italia ed Inghilterra, due squadre diverse quanto la rispettiva storia, i loro ideali, capacità, sogni e paure. La GB, uscita nel 1945 dall’ennesima guerra vinta, ha continuato ad ammiccare…
Parlare di riforma della giustizia a pochi giorni dalla libertà condizionata concessa a Brusca e dall’assassinio di Roberto Mottura in casa sua potrebbe fuorviare. La proposta fatta nel 1994 dal ministro della giustizia Biondi per evitare arresti ricattatori era di fatto sacrosanta ma si sbriciolò contro il muro eretto dalla Opinione Pubblica a difesa della ribellione del Pool Mani pulite. Di Pietro aveva rifiutato di fare il ministro nel governo Berlusconi, rivendicando il dovere di riformare, per via giudiziaria, la società italiana sradicando la corruzione politica. Sappiamo com’è andata finire. Di Pietro è stato più volte parlamentare e ministro ma…
Più di una volta il presidente del Consiglio ha lasciato intendere cosa pensa della burocrazia italiana. Personalmente ritengo giustificati i dubbi che sembra nutrire perché il tasso di politicizzazione della nostra PA (meglio delle nostre PA perché ne abbiamo di tutte e più e ciascuna fa per se) è eccessivo. Per affrancarla da quel rischio, era stata stabilita, a livello costituzionale, la selezione dei suoi componenti per concorso pubblico ma la misura non ha funzionato. Viceversa la rigidità della sua struttura organizzativa combinata con l’obbligo della laurea per accedere ai concorsi (conseguenze della riserva di legge per l’ordinamento degli uffici)…
Il Recovery Fund pone diversi interrogativi primi fra tutti chi gestirà le somme e redigerà i progetti. Il presidente del Consiglio, in corretta solitudine, ha deciso di coinvolgere, a diverso titolo e obbiettivi, giganti mondiali come McKinsey, Ernst & Young, Pwc, Accenture, con il mandato limitato all’impatto delle proposte sulla Società in termini di ricchezza reale. Molti vi hanno visto un giudizio di inadeguatezza della nostra pubblica amministrazione, cui aggiungo la permeabilità, e la preferenza per investimenti produttivi volti all’ammodernamento tecnologico. Nessun dubbio che gli obbiettivi terranno conto del livello di vita di moltissimi Italiani, sceso pericolosamente sotto la soglia…

