Autore: Giampiero Gramaglia

Dopo la Spagna, anche la Polonia sceglie l’Europa e boccia i populisti sovranisti e xenofobi: il voto di Varsavia relega all’opposizione i conservatori che governavano da otto anni. Il partito al potere, ‘Diritto e Giustizia’ (Pis), nazionalista e populista, di Jaroslaw Kaczynski è primo con il 35,4% voti, in calo di otto punti rispetto al 43,6 del 2019, ma non ha la maggioranza dei seggi in Parlamento: ne ha 194, 29 in meno. Non gli basterebbe neppure l’alleanza con il partito di estrema destra Confederazione (in lieve crescita al 7,2%, con 18 seggi, sette in più), razzista, omofobo e intenzionato…

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Sull’agenda politica dell’autunno europeo, due – e forse tre – date da scrivere in neretto: il 15 ottobre, le elezioni politiche in Polonia; il 22 novembre, le elezioni politiche in Olanda; e, forse, in una data ancora ipotetica, nuove elezioni politiche in Spagna – dopo il ‘voto al mare’ di luglio, un voto ‘sotto l’albero’ a dicembre? -. Appuntamenti cruciali per rimodulare le previsioni sulla prossima legislatura del Parlamento europeo e delle Istituzioni europee, la cui fisionomia sarà decisa dal voto previsto tra il 6 e il 9 giugno 2024 e dal rinnovo della Commissione europea, entro il novembre 2024.…

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Dopo 40 giorni di stasi della diplomazia, un’intera quaresima di lutti e di devastazioni, la Francia e la Germania e pure l’Italia rimettono in fermento la ricerca della pace in Ucraina; e cercano spazi d’autonomia europea rispetto alla linea rigida di Stati Uniti e Gran Bretagna. Il momento di svolta è un 9 Maggio dai molteplici aspetti; i segnali di ripartenza dei tentativi di rivitalizzare il negoziato vengono da una serie di contatti in rapida successione. Tra lunedì e martedì, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz incontrano in video-conferenza il presidente cinese Xi Jinping e…

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