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Filtro: Benjamin Netanyahu
Lettera aperta di 58 ex ambasciatori dell’Unione Europea richiedente misure immediate ed efficaci contro le azioni illegali di Israele a Gaza e in Cisgiordania
Ai Presidenti del Consiglio Europeo, della Commissione Europea e del Parlamento Europeo, All’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e…
Affinché oltre settanta ambasciatori italiani in pensione — donne e uomini che hanno servito lo Stato con dedizione silenziosa, nella…
G7 e altri Vertici: l’impotenza della diplomazia dei Grandi e dell’Ue asservita a Trump e a Netanyahu
Parte zoppa la stagione dei Vertici dell’Occidente, mentre il Medio Oriente s’infiamma per l’attacco di Israele all’Iran: parte zoppa perché…
Nel mio lungo lavoro di studioso, durato quarant’anni, non ho mai smesso di meravigliarmi perché i comportamenti umani, i modi…
Il conflitto tra Israele e le Nazioni Unite si è intensificato nell’ottobre 2024, con Israele che accusa l’ONU di antisemitismo, in risposta alle critiche ricevute per le sue operazioni militari. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito l’ONU una “palude antisemita”, esacerbando la tensione diplomatica. La crisi ha raggiunto un punto critico con la dichiarazione di persona non grata per il Segretario Generale Antonio Guterres, accusato di non condannare adeguatamente l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma di criticare pesantemente l’operazione israeliana a Gaza.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno intensificato le operazioni nel Libano meridionale contro Hezbollah, con l’ONU presente attraverso la missione UNIFIL, principalmente composta da soldati italiani, francesi e spagnoli. Nonostante Israele avverta UNIFIL prima degli attacchi, ci sono state vittime e danni tra i contingenti, portando a tensioni diplomatiche tra Gerusalemme e i paesi europei.
Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti continuano a sostenere militarmente Israele, con aiuti significativi, ma hanno anche minacciato di sospendere il sostegno se non sarà facilitato l’accesso degli aiuti umanitari a Gaza. Netanyahu, tuttavia, sembra puntare sull’elezione di Donald Trump nel 2024 per rafforzare la sua posizione.
Viva la guerra! Vae victis! Riflettiamo sugli aspetti umani della vittoria di Netanyahu
L’articolo critica la tendenza dei governi a utilizzare la forza militare come strumento politico, citando l’invasione della Crimea da parte di Putin e il recente conflitto tra Israele e Hamas. Si evidenzia come la rappresaglia israeliana, in risposta agli attacchi terroristici del 7 ottobre, abbia causato migliaia di vittime palestinesi, sollevando paragoni inquietanti con il passato. Il governo di Netanyahu è descritto come aggressivo, con l’appoggio di alleati estremisti, e si teme che la sua politica non porti a un Medio Oriente pacifico, ma piuttosto a un’escalation di violenza e vendetta. Il mito della soluzione “due popoli, due stati” sembra ormai accantonato, con la guerra che torna a essere vista come un mezzo accettabile per risolvere i conflitti.
L’anticiclone africano Caronte tropicalizza le nostre notti insonni e sudaticce. La ragazzina palestinese da Gaza scrive delle notti e delle…
“Hamas ama Biden”. Questo il tweet del ministro israeliano della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir mentre commentava la sospensione di…
Guerra Israele – Hamas: no de-escalation, la tensione resta altissima
Per gentile concessione di ‘The Watcher Post’, cui era destinato e che l’ha pubblicato la mattina del 19 Ottobre: https://www.thewatcherpost.it/news/guerra-israele-hamas-biden-non-innesca-la-de-escalation-tensione-resta-altissima/…
Blocco pace e guerra: il conflitto presenta il conto a Netanyahu
Non basta issare virtualmente la bandiera di Israele o dell’Ucraina sui social network per entrare di diritto nella categoria dei…

