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Il testo critica la cosiddetta “soluzione albanese” del governo Meloni per la gestione dei migranti, descrivendola come inefficace e deludente. La scena degli studenti albanesi che accolgono i primi migranti con lo striscione “Il sogno dell’Europa finisce qui” rappresenta, secondo l’autore, il fallimento di un’Unione Europea che ha tradito i suoi ideali di democrazia e diritti umani. La soddisfazione espressa da Meloni e dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per l’esternalizzazione del problema migratorio è vista con sospetto, poiché potrebbe minare i diritti dei richiedenti asilo.

L’autore sottolinea che, nonostante l’iniziativa, la magistratura italiana garantisce ancora la possibilità di ricorsi contro respingimenti o rimpatri, rendendo inefficace il meccanismo. Viene evidenziato il caso dei 16 migranti inviati in Albania, cinque dei quali sono già tornati in Italia, con ulteriori costi per lo Stato, a causa di errori procedurali. Inoltre, il personale nei centri albanesi garantirebbe ai migranti condizioni migliori rispetto a quelle nelle carceri italiane.

La “soluzione albanese” è descritta come un’operazione propagandistica del governo, che fatica a mantenere le promesse elettorali, alimentando il sospetto che anche altre promesse di Meloni, come la sicurezza e l’autonomia regionale, possano rivelarsi fallimentari.

La conoscenza delle norme tecniche è fondamentale per migliorare la competitività economica, come dimostra la Germania, dove l’adozione delle normative aumenta il PIL. Le istituzioni europee e gli enti di normazione come CEN, CENELEC ed ETSI collaborano per stabilire norme armonizzate che garantiscono la sicurezza e la conformità dei prodotti alle leggi europee. Queste norme riducono i costi per le imprese, promuovono l’innovazione e rendono il mercato unico europeo più competitivo a livello globale. Il programma di lavoro per la normazione europea del 2024 si concentra su resilienza industriale, transizione verde e digitale, e sostenibilità. La Commissione Europea collabora con partner internazionali per sviluppare norme in settori strategici come idrogeno, calcolo quantistico, materiali critici e cibersicurezza, per sostenere le politiche del Green Deal e l’innovazione tecnologica. Le norme europee favoriscono la competitività, assicurando che prodotti e servizi rispettino i più alti standard in materia di sicurezza, salute e ambiente.

Il Meccanismo per Collegare l’Europa (MCE) mira a potenziare le reti transeuropee nei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale, promuovendo la coesione economica e sociale e contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. Il programma, dotato di un budget di 33,71 miliardi di euro, sostiene progetti strategici volti a migliorare le infrastrutture energetiche, la connettività digitale e i trasporti, con particolare attenzione all’integrazione del mercato energetico europeo e alla decarbonizzazione, in linea con gli obiettivi del Green Deal dell’UE. Circa l’83% dei finanziamenti è destinato a progetti che promuovono la sostenibilità, includendo iniziative per l’energia rinnovabile e la modernizzazione delle reti elettriche. Il MCE sostiene inoltre la cooperazione transfrontaliera nel settore energetico, contribuendo all’interconnessione delle reti tra Stati membri e alla sicurezza dell’approvvigionamento. L’assistenza finanziaria è concessa tramite sovvenzioni a progetti presentati da Stati membri, organismi internazionali, enti pubblici e privati, escludendo proposte di persone fisiche.