Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    15 Giugno 2026 - lunedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Inchiesta sull’Ucraina»L’escalation degli armamenti è una mina sulla trattativa
    Inchiesta sull’Ucraina

    L’escalation degli armamenti è una mina sulla trattativa

    Daniele PotoDi Daniele PotoAprile 20, 20222 VisualizzazioniLettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    La curiosa uscita del premier Draghi (“Volete la pace o i condizionatori?”) oltre a contenere un ossimoro consente uno scandaglio quasi psicanalitico che va ben al di là delle parole polemicamente pronunciate in risposta a una domanda di un giornalista de ‘Il Fatto’. Sarebbe buona regola non rispondere a una domanda con un ulteriore quesito ma tant’è!

    Foto di Rod Long da Unsplash

    Appare evidente che in una sorta di transfer Draghi mentre nominava la pace pensava alla guerra. È forse caduto nella sindrome di Putin (“Non è una guerra ma un’operazione strategica di pace”)? Non crediamo. Ma la frase avrebbe avuto una maggiore consequenzialità logica se nell’avversativo fosse stata contemplata l’eventualità bellica.

    Ma non vogliamo fare troppo i sofisti e di getto rispondiamo a Draghi se ci fosse possibile comparire davanti al Migliore: “Vogliamo sia la pace, sia i condizionatori”. Perché la pace assicura il ristabilimento dello statu quo, mutatis mutandis, e quindi torna a garantirci i nostri agi da società occidentale, tra cui non ultimo il condizionatore, viste le conseguenze di un cambiamento climatico che ogni anno rende l’estate sempre più invivibile.

    Dal punto di vista costituzionale la guerra sarebbe ripudiata ma l’Italia la vive a mezzo Nato, in una finzione geopolitica che conviene agli Stati Uniti. Si può scrivere che l’Europa è ostaggio della guerra. Manda le armi su obbligo Nato e se ne assume tutte le conseguenze con una dichiarazione di palese ostilità firmata da Putin. Viviamo una guerra vicina, perché insediata nel vecchio continente, ma di comprensione ardua perché corrotta dalla propaganda.

    Più forte e vicina quella ucraina, più lontana e inaudibile quella russa. Con tanti interrogativi. Appare infatti formidabile il numero dei profughi che si sono spostati dall’Ucraina nei Paesi Vicini: cinque milioni è una migrazione di massa che, se il numero fosse confermato, avrebbe letteralmente svuotato il Paese. E Zelensky aggiunge che 500.000 ucraini sono stati deportati e carcerati in Russia. Statistica che se aggiunta al numero dei carcerati ordinari di quella nazione la renderebbe un autentico lager a cielo aperto.

    Foto di Will Porada da Unsplash

    Ma l’interrogativo più angoscioso e irrisolto è quello sul numero delle vittime. L’Onu ha emesso un bollettino in cui parla di 1.842 civili uccisi tra cui 148 bambini. Una guerra griderebbe vendetta anche per una sola vittima inutile nel gioco di chi ha più armi ma sull’altro fronte i soldati russi uccisi sarebbe 19.500, cioè dieci volte di più. Vorrà mica dire che l’Ucraina sta vincendo la guerra? C’è qualcosa che non torna in questa illusione traditrice.

    Intanto in questo braccio di ferro bellico più equilibrato del previsto perdono tutti e per prima la Pace. L’incarognimento sull’escalation degli armamenti è una sorta di delirio a cui gli Stati Uniti (v. Luttwak) partecipano come a un banchetto di nozze con un ovvio tornaconto. Ma una guerra lunga vuol dire più vittime, allontanamento della trattativa, stupri, massacri, utilizzo anti-etico dei droni. Il giornalismo sottolinea l’aspetto spesso pietistico con cui viene trattata la materia, con possibile sviluppo di fake news. Inoltre l’elenco degli intellettuali presuntamente filo-Putin viene redatta proprio da chi dimostra con la censura la propria mancanza di liberalità, allineandosi metaforicamente all’oscurantismo russo. Perché questi maestrini dalla penna rossa non se la prendono con chi conta di più e non criticano, addirittura, il Papa. Mancanza di coraggio?

    Autore

    • Daniele Poto
      Daniele Poto

      Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    guerra invasione dell’Ucraina profughi Putin
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    La credibilità tradita e calpestata

    Giugno 10, 2026

    La via stretta

    Maggio 20, 2026

    La Remigrazione e l’ignoranza

    Maggio 12, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026184

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025142
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Di Piero SandulliGiugno 13, 20269

    Sono iniziati i campionati Mondiali FIFA 2026 in un clima, certamente, opposto a quello che…

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?