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    Home»Attualità»I nostri ragazzi: una speranza che non interessa alla politica
    Attualità

    I nostri ragazzi: una speranza che non interessa alla politica

    Alessandro Erasmo CostaDi Alessandro Erasmo CostaGennaio 20, 20230 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
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    Avevo già scritto dei ragazzi di Ultima Generazione, il gruppo estremista della sostenibilità ambientale, che aveva colpito ancora, schizzando con vernice la porta ed alcuni muri di palazzo Madama. Sono gli stessi che avevano interrotto la circolazione sul raccordo anulare stendendosi sull’asfalto e avevano spruzzato vernice sui vetri che proteggono alcune opere d’arte in una mostra. Avevo cercato di usare toni ragionevoli, come sto per dire, fino a quando La Russa, il presidente del Senato, non li ha paragonati ai criminali del calcio che si sono affrontati in un’area di servizio autostradale, bloccando la circolazione per oltre un’ora.

    Certo conosciamo il livello politico ed intellettuale di questo personaggio, ma la sua disgustosa affermazione, mi impedisce di nascondere la mia rabbia. Faccio quindi un grande sforzo per tornare ad una riflessione più seria.

    Ragazzacci, anzi, più che altro, ragazzacce che compiono atti di disturbo della comunità delle persone perbene, che causano ritardi nell’entrata al lavoro e sono giustamente preoccupate per le opere d’arte. E siccome sono sempre dalla parte dei giovani ho voluto assistere ad una loro riunione via Zoom. Erano meravigliati, e un po’ divertiti, della presenza di un settantenne, ma mi hanno gentilmente lasciato partecipare.

    Le etichette usate in sociologia per indicare le diverse generazioni – Foto da wikipedia.org – CC BY-SA 4.0

    La lunga introduzione del loro leader mi ha fatto ritornare giovane, alle riunioni degli anni ’70 pieni di ideologie rivoluzionarie di matrice comunista, meglio ancora maoista. I ragazzi di Ultima Generazione invece lottano per far percepire a tutti la drammatica situazione del cambiamento climatico, dell’inquinamento e del degrado dell’ambiente naturale. Pensate che preoccupazione assurda: dicono che i governi del mondo non si preoccupano dell’avvenire e del destino della loro generazione!!! Questi cattivi ragazzi e queste cattive ragazze vogliono servirsi di gesti più forti, più eclatanti, per attirare l’attenzione di tutti sul problema. È vero, queste forme di protesta sono illegali, forse non molto illegali, ma comunque illegali. Spero che mi perdonerete però se considero queste imprese come peccati veniali, di giovani che non sanno come far sentire la loro voce su un tema così gigantesco ed epocale dal quale dipende il loro futuro. Non rompono le vetrine, non danno fuoco alle automobili, non usano le bombe molotov né tanto meno la P38 di alcuni estremisti sessantottini. Sanno bene che saranno perseguiti dalla legge e lo mettono in conto.

    In ogni caso, alla politica non frega niente dei giovani, a nessuna politica: destra, sinistra e centro. Il nostro Paese è sordo ai problemi dell’ambiente, non c’è neppure un vero partito ecologista. Lo so, se dico che questi ragazzacci mi piacciono, rischio di dispiacere molti benpensanti della mia età.

    Però le dichiarazioni di politici come La Russa, che li hanno condannati come se fossero i peggiori delinquenti, mi disgustano per la loro profonda ipocrisia, anche se sono state di fatto la prova del successo delle proteste di Ultima Generazione. Del resto il decantato provvedimento contro i rave party è un’altra prova dell’atteggiamento della politica verso i giovani, dal momento che occupare un terreno altrui o spacciare droga era già proibito dalle leggi in vigore. Se vogliamo prendercela con i cattivi nel nostro paese non abbiamo che l’imbarazzo della scelta: crimine organizzato, evasioni fiscali, corruzione, società calcistiche che truccano i bilanci e pagano ai giocatori immensi compensi in nero. È vero, nella rissa sull’autostrada c’erano anche dei giovani, ma il razzismo e la violenza degli ultrà delle curve, sono attentamente gestiti da ultracinquantenni, con la complicità delle società di calcio.  La scuola non è degna di adeguate risorse finanziaria e i professori universitari, cui spetterebbe il compito di formare il nostro futuro, sono reclutati con i concorsi “addomesticati” che ben conosciamo.

    Io non posso che sorridere ricordando quello che facevamo negli anni ’70, quando era la mia generazione a cercare di guidare un cambiamento, in una società che ignorava i diritti dei lavoratori, sottometteva le donne e criminalizzava il sesso.

    I primi cortei studenteschi nel ’68 – Foto pubblico dominio da wikipedia.org

    Come nel ’68 i giovani di Ultima Generazione sono la punta di diamante di una protesta civile, contro una politica e una società attenta ai vecchi pensionati. Mi aspettavo che la mia posizione su questi ragazzi suscitasse l’indignazione di tromboni e ben pensanti: invece molti della mia età mi hanno manifestato approvazione e solidarietà con loro, forse perché non dimenticano i nostri anni di entusiasmo e di impegno. Anche quei giovani che si chiudono nelle loro stanze davanti allo schermo di un pc, protestano, a modo loro, contro una società che fornisce loro soltanto prodotti e chiacchiere. Non vorrei essere frainteso però, me la prendo con La Russa per dichiarazioni ignoranti e ipocrite, ma la sinistra non ha fatto niente di meglio per i ragazzi, se non proclami e chiacchiere, oppure lezioni con il dito alzato.

    “Vivamus atque amemus, mea Lesbia, et rumores senium severiorum unius estimemus assis” (Catullo) viviamo ed amiamo, mia adorata Lesbia, perché, i borbottii e le critiche dei vecchi tromboni non valgono un soldo bucato.

    Coraggio ragazzi, continuate così, sembra che il futuro del pianeta interessi solo a voi.

    Foto di apertura libera da Pixabay

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    Alessandro Erasmo Costa

    Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.

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