Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    18 Aprile 2026 - sabato
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Diritti»Migranti e caporalato nei campi: l’Italia della disfatta
    Diritti

    Migranti e caporalato nei campi: l’Italia della disfatta

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoAgosto 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Li piangiamo, ma facciamo anche finta di non vederli. L’ipocrisia verso i migranti che lavorano, e muoiono, nelle campagne italiane è giunta a livelli insopportabili. Le loro vite ci appartengono fino a quando sono funzionali a soddisfare la vendita di prodotti di cui non possiamo fare a meno. Lavorano per noi tutti. Al momento in cui scrivo l’ultimo morto è un indiano. Riposi in pace nel paese della disfatta umanitaria.
    Li piangiamo- i migranti morti- nelle cerimonie religiose, nelle sedi della politica, sui giornali e nei talk show mentre un poliziotto-notaio aggiorna il numero dei decessi. Che paese è questo ? Le loro vite hanno sempre più le sembianze di un fantasma che proietta la propria ombra su tutta l’Italia. Chi si impegna per squarciare quell’ombra minacciosa e turpe ? Ma sul serio. I ministri, i leader politici, gli industriali e gli agricoltori delle filiere, la Grande distribuzione  ? Pochi giorni fa i carabinieri hanno controllato centinaia di aziende agricole da Nord a Sud, chiudendone 145 per sfruttamento illegale di manodopera e caporalato. Capite ? Erano le piaghe dell’Italia del dopoguerra, delle battaglie dei cafoni del Sud e oggi, produttori a volte green, premiati nelle fiere e riconosciuti leader agricoli, non si fanno scrupolo di sfruttare, truffare, delinquere. Si escluda da sé chi è fuori dalla lista.
    È esagerato se dico che quella manodopera scoperta dai carabinieri è tutta a rischio morte per incidenti, condizioni di lavoro disumane, orari, eventi meteorologici ? L’odiosa ipocrisia da cui siamo circondati sfocia nel politically correct allorché i poteri – politico, industriale, finanziario – declamano il “mai più”dopo l’ennesima assurda morte. I sacerdoti laici della pietas non fanno distinzione tra un italiano vittima di incidente sul lavoro e un immigrato. Li ascoltiamo e fanno bene a non distinguere. Trovino, però, la forza e la volontà di scardinare tutto il sistema che conta, purtroppo, molti e insospettabili attori. Beninteso, non solo in agricoltura. La politica, questo è chiaro, non riesce a governare l’utilizzo della manodopera clandestina nei settori più diversi dell’economia. L’agricoltura sostenibile di cui narriamo successi, si diffonde anche  grazie al sacrificio dei migranti i aivo da ogni parte, in spregio a ogni principio sociale. Nord e Sud del paese in gran parte si equivalgono e non è affatto una virtù. “Siamo una Nazione che ha conosciuto i drammi e le sofferenze degli emigranti e avvertiamo il dovere di rifiutare di riviverli al contrario” ha detto Sergio Mattarella il 1 maggio scorso. Inascoltato Presidente.

    agricoltura caporalato migranti
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Nunzio Ingiusto

    Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;

    Articoli correlati

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026

    Il carcere in Italia senza dignità umana

    Aprile 13, 2026

    Paternità in carcere: un diritto incompiuto tra principi costituzionali e realtà penitenziaria

    Aprile 13, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026151

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202651

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202648
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202648

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?