
Fare una sintesi della questione israelitico/palestinese in sole 92 pagine è una cosa difficilissima, ma Anna Foa ci riesce, meritando con il suo libro “Il suicidio di Israele” edito da Laterza (2024) il Premio Strega Saggistica, che quest’ anno è alla sua prima edizione.
Gli autori finalisti erano tutti autorevoli e meritano pertanto di essere menzionati – oltre la vincitrice, ecco gli altri 4 finalisti:
- Alessandro Aresu, Geopolitica dell’intelligenza artificiale (Feltrinelli);
- Vittorio Lingiardi, Corpo, umano (Einaudi);
- Simone Pieranni, 2100. Come sarà l’Asia, come saremo noi (Mondadori);
- Luigi Zoja, Narrare l’Italia. Dal vertice del mondo al Novecento (Bollati Boringhieri).
Ad Anna Foa, docente universitaria e studiosa, è dato il primo riconoscimento di questa nuova iniziativa culturale che vuole dare spazio ai saggi, opere molto utili per far riflettere e fare divulgazione anche con chi non sia un esperto – lei, la premiata verrà intervistata anche in occasione della consueta serata del Premio Strega che si è svolta a Roma al Museo di Valle Giulia il 3 luglio.
Il volume è diviso in quattro sezioni (La storia, Identità, Verso la pace/contro la pace, Il suicidio di Israele) con una introduzione intitolata Preludio che spiega l’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas e la situazione politica di Israele in quel momento.
La parola “preludio”, termine musicale usato per introdurre un componimento più complesso, è in questo caso molto appropriato perché l’argomento trattato ha radici forti nel passato e che necessita di essere descritto dettagliatamente per capire come la tristezza, la rabbia e l’impotenza che proviamo in questo momento non possa essere facilmente consolata.
La nascita dello stato di Israele inizia male sin dalla sua istituzione, dalla lettura del volume si oserebbe dire che l’impianto sia stato fuorviato, la fondazione di uno stato può avere dei vantaggi ma per alcuni degli svantaggi e soprattutto vi sono stati quelli che ne hanno voluto trarre solo benefici soprattutto nei contesti internazionali.
Il sionismo come volontà di dare una patria agli ebrei, in diaspora, trasforma profondamente lo spirito del popolo ebraico sino ad arrivare alla situazione odierna che tra sionisti ed ebrei non vi sia una soluzione di continuità.
I tentativi di convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi, sono tutti falliti nonostante i numerosi accordi di pace.
Le imprese terroristiche islamiche in giro per il mondo per rivendicare l’indipendenza della Palestina hanno contribuito ad isolare gli ebrei e a rafforzare gli estremismi del sionismo.
Le potenze internazionali con i loro interventi non hanno lavorato per contribuire al rispetto degli accordi di pace.
Gli ebrei che non vivono in Israele sentono come l’antisemitismo intorno a loro cresca e in aggiunta i molti cittadini che vivono in Israele, pur dissentendo, non riescono a porre fine alla politica del governo attuale.
Comunque il 7 ottobre Hamas ha colpito profondamente Israele e l’auspicata pace se verrà non potrà dimenticare tutta questa storia pregressa: la violenza subita da entrambe le parti in maniera ricorrente ha pregiudicato la convivenza e il dialogo.
Nel leggere il libro con la sua analisi, come già detto, molto dettagliata si trae una facile conclusione che la politica abbia completamente fallito, la Foa conclude che l’unica strada sarebbe fare un accordo di pace, tuttavia poiché la politica è fatta dagli uomini, sarebbe utile domandarsi se gli accordi di pace si faranno tra coloro che hanno fatto una simile politica, che risultati si avranno?!
A noi resta solo la speranza!


