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    Home»Culture»Socrate, Agata e il futuro : l’arte di invecchiare con filosofia di Beppe Severgnini. La recensione
    Culture

    Socrate, Agata e il futuro : l’arte di invecchiare con filosofia di Beppe Severgnini. La recensione

    Paola MaddalunoDi Paola MaddalunoSettembre 20, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
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    “Imparare a fare un passo indietro” potrebbe essere un altro titolo del libro di Beppe Severgnini “Socrate, Agata e il futuro : l’arte di invecchiare con filosofia”, edito nell’anno in corso da Rizzoli, in cui l’autore con il suo stile pacato e gradevolmente ironico scrive della nostra società e per quelli che diventano consapevoli che il tempo passa e che non si possa essere sempre protagonisti.

    In Italia si tende a non “uscire mai di scena” e a voler sempre primeggiare anche quando non si ha più l’età per certi tipi di prestazioni, eppure è necessario trovare un nuovo equilibrio e capire che si può dare un valido contributo anche se non si è più sul palco della vita.

    Per esempio, con la propria esperienza e competenza si può diventare degli eccellenti formatori, incontrare i giovani e creare costruttive sinergie.

    Nel suo libro Severgnini offre dei consigli su come comportarsi in certe situazioni che sono state direttamente sperimentate da lui dopo anni di lavoro e di esperienze e di viaggi ed elogia anche la pazienza.

    Per esempio, è riportato un bellissimo vademecum su come comportarsi quando si incontrano persone stupide in cui si afferma che tra l’altro siano più “pericolose dei banditi”.

    Sono illustrati ben otto consigli per farsi venire delle buone idee e quindi per vivere bene con ispirazioni utili e creative.

    Si domanda anche su che fine faranno i mille oggetti collezionati nel corso della sua vita come gadget, souvenir ricevuti in occasione dei tantissimi eventi cui lui stesso ha partecipato; pensa a sua nipote Agata che non conosce l’origine di quegli oggetti, che sono prove di tanta esperienza di vita, e che da grande non saprà neanche perché sono nella sua casa.

    Riflette su suo padre notaio che redigeva testamenti e che affermava che fare un buon testamento seguendo i consigli di un professionista che conosca l’intera situazione familiare fa evitare liti e controversie.

    Il libro scorre veloce perché come sempre Severgnini con la sua eleganza elargisce verità sacrosante dovute anche al fatto, a mio modesto parere, di non aver mai dimenticato le sue origini e di essere potuto rimanere nella sua città. Questa dimensione ha consolidato la sua semplicità e sincerità senza cercare ostinatamente fasti e i riflettori della ribalta.

    In aggiunta, la sua felice relazione con la moglie lo aiuta ancora oggi ad affrontare la vita con speranza e positività.

    Anche questa volta Beppe ci stupisce con la sua eleganza e ci fa riflettere su come si sia evoluta o involuta la nostra società, invitando tutti a non dimenticare che anche noi possiamo dare un contributo per rendere questa nostra vita più serena ed equilibrata.

    Il libro è impreziosito da una preziosa bibliografia e dalle tante musiche e canzoni che lo hanno ispirato.

    Un libro che parla di cuore e di buoni sentimenti e che per questo colpisce al cuore. Leggetelo e vi rallegrerà lo spirito.

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    • Paola Maddaluno
      Paola Maddaluno
    Beppe Severgnini libro recensione
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