Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    23 Maggio 2026 - sabato
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Culture»Tron: l’eredità luminosa della fantascienza Disney
    Culture

    Tron: l’eredità luminosa della fantascienza Disney

    Emanuel Felice CoppolaDi Emanuel Felice CoppolaOttobre 20, 20258 VisualizzazioniLettura 7 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    e steelbook esclusive dei primi due capitoli con nuovo master da scansione 8K disponibili anche in Italia dal 1° ottobre
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Sono trascorsi quarantatré anni da Tron, quel piccolo gioiello di fantascienza targato Disney che, nonostante il modesto riscontro al botteghino, è diventato nel tempo un autentico film cult. Nato dalla mente visionaria di Steven Lisberger, regista e co-sceneggiatore del primo capitolo, Tron rappresentò una svolta epocale per la casa di produzione di Burbank: fu infatti il primo film Disney a fare uso estensivo della CGI, aprendo la strada a una nuova era per il cinema digitale. Il team responsabile dell’animazione annoverava, tra gli altri, anche un giovanissimo Tim Burton, allora agli esordi della propria carriera, destinato di lì a poco a diventare uno dei cineasti più originali e riconoscibili di Hollywood. Pur restando uno dei franchise più sottovalutati del catalogo Disney, Tron continua a essere ricordato per la sua portata innovativa e profetica. Il film del 1982 fu, a tutti gli effetti, avanguardia pura: uno spettacolo visivo senza precedenti, capace di fondere estetica digitale, filosofia e un’autentica dichiarazione d’amore per la tecnologia e per le potenzialità della realtà virtuale. Indimenticabile la sequenza finale, in cui la visione aerea della città, con il suo traffico pulsante di luci e il ritmo frenetico della vita urbana, richiama volutamente l’universo virtuale rappresentato nel film: un mondo di impulsi che scorrono a velocità vertiginosa, simbolo di un futuro allora immaginato e oggi, a distanza di decenni, guardato con nostalgia e meraviglia. A ventotto anni di distanza dal film originale, nel 2010, Tron: Legacy ha raccolto l’eredità del cult di Steven Lisberger, finendo, tuttavia, per condividere, almeno inizialmente, lo stesso destino del suo predecessore. Accolto freddamente dalla critica, il sequel di Joseph Kosinski è stato per lungo tempo etichettato come un esperimento visivamente ambizioso ma privo di anima. Eppure, col passare degli anni, Tron: Legacy ha progressivamente riconquistato l’attenzione di pubblico e appassionati, trasformandosi in un caso di rivalutazione postuma non dissimile da quello che aveva già toccato il film originale. Dal punto di vista estetico, l’opera di Kosinski ha rappresentato un vertice assoluto del cinema digitale degli anni Duemila. La sua regia, elegante e ipercontrollata, ha restituito un universo visivo di straordinaria coerenza stilistica, in cui la geometria delle luci e il design futuristico si sono intrecciati con una fotografia dalle tinte fredde e seducenti. Ma il vero cuore pulsante di Tron: Legacy risiedeva nella sua colonna sonora iconica, firmata dal duo francese Daft Punk, qui alla loro unica incursione cinematografica.

    Tron: Ares, quando l’intelligenza artificiale prende vita

    A quindici anni di distanza dal secondo capitolo, il mondo di Tron torna a illuminarsi con il terzo film del franchise, Tron: Ares, diretto dal regista norvegese Joachim Rønning, già noto in casa Disney per aver firmato Pirati dei Caraibi: La vendetta di Salazare Maleficent: Signora del male. Al centro della narrazione si trova Jared Leto, protagonista assoluto nei panni di Ares, un programma sofisticato e misterioso creato da Julian Dillinger (interpretato da Evan Peters), nipote di Ed Dillinger, CEO della Encom presente nel film originale. Proprio la Encom, storico colosso informatico del primo capitolo, è ora guidata da Eve Kim (Greta Lee), figura carismatica e visionaria che ha risollevato l’azienda dalla bancarotta grazie alla creazione di una nuova generazione di videogiochi. Non è un caso che la saga di Tron continui a mantenere viva la connessione tra cinema e videogioco, due mondi da sempre al centro della sua identità estetica e narrativa. Fin dal primo film, il protagonista Kevin Flynn (Jeff Bridges) rappresentava l’archetipo del genio visionario, un creatore di videogiochi animato dal sogno di unire esseri umani e intelligenze artificiali in una società ideale, fondata su collaborazione e progresso tecnologico. In Tron: Ares questa eredità ideale si riflette nel contrasto tra Eve Kim e Julian Dillinger, due visioni opposte del futuro dell’umanità. Da un lato, Eve incarna un’utopia etica e progressista: vuole mettere la tecnologia al servizio del bene comune, utilizzandola per curare malattie e promuovere un uso responsabile dell’intelligenza artificiale. Dall’altro, Dillinger rappresenta la deriva cinica e militarizzata dell’innovazione, desideroso di vendere Ares come “il soldato perfetto” al miglior offerente, trasformando un miracolo tecnologico in un’arma. Tron è, prima di tutto, uno specchio del progresso tecnologico e dell’immaginario umano. Ogni film del franchise riflette il rapporto tra uomo e macchina nel proprio tempo. Il primo capitolo rappresentava lo stupore e la scoperta del digitale, in un’epoca in cui l’informatica era ancora misteriosa. Legacy mostrava, invece, il fascino e l’alienazione del mondo virtuale, ponendo domande sulla perdita di umanità nell’era delle identità digitali. Ares, oggi, affronta l’età dell’intelligenza artificiale, interrogandosi sull’etica del progresso e sui rischi di una tecnologia che può superare il suo creatore (come si vedrà nel corso del film con Dillinger). Se nei primi due capitoli del franchise gli esseri umani venivano proiettati all’interno della rete digitale, in Ares avviene il processo inverso: sono i programmi e le macchine a entrare nel mondo reale grazie ad un laser generativo. La tecnologia, tuttavia, non è ancora perfetta: ogni materiale generato dal laser si disintegra automaticamente dopo 29 minuti, lasciando dietro di sé solo polvere. Da qui nasce il fulcro narrativo del film: il “codice di permanenza”, un algoritmo ideato originariamente da Kevin Flynn che Eve riesce ad ottenere grazie alle tracce lasciate dalla sua defunta sorella. Questo codice rappresenta la chiave per consentire alle entità digitali di mantenere la propria forma e autonomia nel mondo reale. Dillinger invia Ares a recuperare il codice da Eve, ma nel corso del film il programma manifesta una visione del mondo che contrasta con la logica di obbedienza imposta dal suo creatore. Già nelle prime sequenze in cui appare, Ares osserva le gocce di pioggia e cattura tra le mani un insetto, scrutandolo con stupore: un sentimento insolito, soprattutto considerando che il volto del programma rimane gelido e impassibile, privo di espressione umana. Ma è proprio questa capacità di percepire il mondo al di là delle istruzioni ricevute che porta Ares a comprendere di non essere semplicemente un’arma. La sua presa di coscienza lo induce a ribellarsi al controllore e a schierarsi al fianco di Eve, diventando un alleato determinante nello scontro finale con Dillinger.

    Tra virtuosismi visivi e limiti narrativi

    e steelbook esclusive dei primi due capitoli con nuovo master da scansione 8K disponibili anche in Italia dal 1° ottobre

    Tron: Ares si conferma un film tecnicamente e visivamente impeccabile, ma non privo di limiti. La storia avrebbe potuto osare di più, alcuni personaggi risultano eccessivamente piatti, e il legame con i due capitoli precedenti rimane poco esplorato, sebbene il film riesca a strizzare l’occhio ai fan storici con un momento emblematico. I veri punti di forza, però, risiedono altrove. Le scene di combattimento sono coreografie eleganti, quasi danzanti, e il montaggio supporta e amplifica questa impressione, orchestrando le inquadrature in modo da esaltare movimento e ritmo. La colonna sonora, affidata questa volta ai Nine Inch Nails, con le sue esplosioni sonore potenti e penetranti, non fa rimpiangere l’indimenticabile lavoro dei Daft Punk nel precedente capitolo, conferendo all’universo digitale di Tron un’ulteriore dimensione sensoriale. In conclusione, Tron: Ares rappresenta una tappa significativa nel percorso della saga, capace di coniugare spettacolo visivo e riflessione sul rapporto tra uomo e tecnologia, confermando come il franchise continui a essere un riferimento imprescindibile della fantascienza cinematografica e un laboratorio creativo in cui il digitale diventa metafora della nostra epoca.

    Autore

    • Emanuel Felice Coppola
      Emanuel Felice Coppola
    Cinema Disney Fantascienza Tron Ares
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Arte e Mondo: quale dialogo? La realtà rappresentata / 4

    Maggio 20, 2026

    Luoghi oltre la superficie

    Maggio 4, 2026

    La realtà rappresentata /3 Il cinema

    Aprile 20, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026273

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026182

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026162

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022127
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Europa
    Lettura 6 min.

    Per un’Europa libera ed unita

    Di Pier Virgilio DastoliMaggio 20, 202620

    Mi è capitato – nelle conversazioni universitarie, negli incontri con le scuole e nei seminari…

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026

    L’assassinio di Moro è il Muro di Berlino dell’Italia

    Maggio 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Per un’Europa libera ed unita

    Maggio 20, 2026

    L’Europa nella trappola energetica per la crisi iraniana e il prezzo del petrolio

    Maggio 20, 2026

    La strage infinita di lavoratori senza tutele

    Maggio 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?