La recente vicenda della multa inflitta alla trasmissione Report, porta ad interrogarci sulle Autorità Indipendenti e sulla loro origine.
Inoltre, stimola ad approfondire l’esame sul concetto di “indipendenza” coniugato con quello di cosa pubblica.
Dopo la Banca d’Italia, istituita nel ventennio, tutte le altre Autorità hanno visto la luce, a partire dalla fine degli anni Settanta, per marcare la loro differenza in chiave di autonomia rispetto alla politica.
Alle Autorità, moltiplicatesi nel tempo, sono state assegnate funzioni definite paragiurisdizionali, perché affidate ad organismi indipendenti e non sottoposti al potere politico (rectius: partitico).
Nel tempo, però, le garanzie derivanti dalla indipendenza delle Autorità sono venute meno perché la partitica ha recuperato lo spazio perduto monopolizzando le nomine, sostituendo i tecnici con uomini e donne dei propri apparati, finendo per svuotare dall’interno le loro funzioni facendo venire meno la loro terzietà.
A ben vedere anche altre strutture, ipotizzate come indipendenti, sono state fagocitate dalla politica: i giudici costituzionali nominati dal parlamento per i quali si sono effettuate vere e proprie lottizzazioni in barba alla conclamata indipendenza dei giudici.
Anche gli assessori comunali, che con la elezione diretta del Sindaco avrebbero dovuto essere scelti al di fuori dei consiglieri comunali eletti, per garantire competenza ed anche Indipendenza di pensiero, poi a poco tempo dalla sua emanazione quella previsione normativa è finita nel dimenticatoio ed oggi gli assessori sono esclusivamente scelti tra gli eletti.
Forse bisogna recuperare la piena indipendenza dalla partitocrazia di queste figure giuridiche ed amministrative nate per garantire competenze autonome ed indipendenti e divenute strumenti dei partiti disattendendo, in tal modo il loro compito.
Ancora una volta la separazione dei poteri viene meno a causa degli straripamenti di campo di chi non ha il rispetto dei limiti fissati dalla legge.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere più nessun articolo
Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.


