Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    19 Aprile 2026 - domenica
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Società»La crisi dell’informazione: un elemento fondamentale per allontanare i cittadini dalla politica
    Società

    La crisi dell’informazione: un elemento fondamentale per allontanare i cittadini dalla politica

    Alessandro Erasmo CostaDi Alessandro Erasmo CostaDicembre 20, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Oggi giustamente si parla molto della libertà dell’informazione, perché come è sempre avvenuto nella storia, il potere, qualsiasi potere, teme la critica. Comprendere il senso e gli obiettivi di quello che scrivevano i giornali o ospitava la tv, era facile quando esisteva un conflitto chiaro e definito tra due strutturate ideologie, quella del capitalismo/liberismo e quella del socialismo/comunismo. Le tribune elettorali di Zatterin in TV forse non erano lo spettacolo che si persegue oggi, ma erano condotte in modo molto serio e professionale, anche se forse oggi le considereremmo noiose.

    Oggi non solo le ideologie sono crollate, ma internet permette a tutti di dire tutto e spesso politici e giornalisti, prima di scrivere o parlare, guardano i social media. Se Trump afferma che gli uomini preferiscono le bionde per 4/5 giorni giornali e TV parleranno di questo per dargli ragione, o per dire che anche le brune possono essere bellissime.

    Non lo dico soltanto io ma internet e i social media permettono ai politici e all’informazione di promettere e dire qualsiasi cosa, tanto dura lo spazio di un mattino, “l’éspace d’une matin”, perché dopo pochi giorni possono affermare l’opposto, come dimostrano molti spezzoni delle dichiarazioni di Giorgia Meloni, per non parlare di quelle di Trump.

    Accanto ai grandi giornali oggi si possono trovare molti periodici online, diversissimi e  dei quali è difficile capire la provenienza e la professionalità.

    Viviamo in un’epoca nella quale ai cittadini è proposta una informazione confusa, più improntata allo spettacolo che all’analisi dei problemi.

    I giornalisti che partecipano ai talk show televisivi sono sempre gli stessi, così come gli esperti che vengono invitati. Un giornalismo diverso, con giornalisti diversi e senza i soliti esperti io l’ho trovato soltanto in Skytg24, del quale apprezzo moltissimo i giornalisti e soprattutto una serie di donne, Liliana Faccioli Pintozzi, Nicole Di Ilio, Mariangela Pira. Sono soltanto alcune, ma tutte queste giornaliste raccontano prima di tutto i fatti, le cose che sono accadute o  stanno accadendo, invece molti esperti e giornalisti delle altre TV non sono interessati ai fatti, ma a farsi bravi delle loro opinioni.

    Come al solito mi capita di leggere molto sulla guerra a Gaza. Però, se volete ascoltare analisi serie, di persone che conoscono l’arabo e l’ebraico, vi consiglio di leggere tutto quello che dice Gilles Kepel su Youtube e nei suoi libri, perché lui il mondo arabo lo conosce sul serio. Nessuno ha dato grande rilievo a uno dei rarissimi esperti italiani che sa veramente di cosa parla: Lorenzo Kamel nel suo libro “Israele-Palestina in quaranta domande”, ci fornisce una analisi davvero completa e storicamente fondata su questo conflitto, così discusso e attuale. E non è un  caso che molti altri saggi e libri di questo grande esperto italiano, siano stati pubblicati soltanto in inglese!!

    Per essere più chiaro possiamo tentare di classificare l’informazione in alcuni raggruppamenti.

    Il primo è quello delle testate governative  e propagandistiche come ‘La Verità’ (Francesco Bogonovo e Maurizio Delpietro), niente di male che ci siano testate di partito, come ce ne sono sempre state, ma esse, come Il Popolo o L’Unità, si sapeva bene che politica promuovessero, mentre oggi è più difficile comprenderlo per molti cittadini. Non sempre capisco Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano: non riesco mai a rendermi conto se si tratti di feroci critiche al governo e al sistema oppure questo giornalista voglia soltanto passare per il critico dei critici, il cattivo dei cattivi, e spesso è molto difficile capire quali soluzioni alternative proponga.

    Poi ci sono i vecchi giornali, La Stampa, La Repubblica e il Corriere della Sera, che certamente ospitano articoli di giornalisti qualificati ma se si legge il contenuto ho spesso l’impressione che le critiche al governo siano abbastanza sfumate: un mio amico, colto e raffinato, dice semplicemente che danno un colpo al cerchio e uno alla botte. In ogni caso si tratta quasi sempre di over 60, che giudicano l’attualità con gli occhi di una cultura passata: è difficile per i vecchi, come me, togliersi di dosso il bagaglio culturale con il quale siamo cresciuti.

    Ci sono poi giornali come Il Dubbio o Il Domani, che nella mia visione appaiono certamente più oggettivi e imparziali.

    Infine si possono trovare in rete decine di periodici online, dei quali sappiamo poco o pochissimo. Chi paga? Quali sono le credenziali dei giornalisti che ci scrivono?

    Questa mia analisi può apparire troppo semplificatrice, ma essa evidenzia soprattutto la grande confusione dei cittadini italiani che sentono parlare tutti di tutto. Non è che anche questa informazione contribuisca fortemente ad allontanare i cittadini dalla politica, visto che la metà di loro non va a votare?

    A tutte le persone con cui parlo e soprattutto ai più giovani, dico sempre che prima di leggere o ascoltare qualcuno occorrerebbe porsi la domanda: chi lo paga? Si scoprirebbe che è molto difficile saperlo, ma è anche altrettanto difficile per un giornalista che riceve lo stipendio da qualcuno, essere veramente libero di dirci quello che pensa, anche se è il più serio e qualificato dei giornalisti.

    L’autore dichiara a difesa del suo onore e della sua responsabilità, che tutto quanto scrive dipende esclusivamente dalla sua modesta esperienza e cultura e che non si è servito, né si servirà mai in futuro, di ChatGPT o altri strumenti di intelligenza artificiale per le sue ricerche e i suoi scritti.
    astensionismo chi paga l’informazione cittadinanza informata Corriere della Sera crisi dell’informazione democrazia Disinformazione esperti in TV fact checking Gilles Kepel giornalismo giornalismo televisivo guerra a Gaza Il Domani Il Dubbio Il Fatto Quotidiano indipendenza dei giornalisti informazione e politica infotainment internet Israele-Palestina La Repubblica La Stampa La Verità libertà di stampa Liliana Faccioli Pintozzi Lorenzo Kamel Marco Travaglio Mariangela Pira Nicole Di Ilio partecipazione politica periodici online Propaganda Skytg24 social media talk show testate di partito trasparenza editoriale tribune elettorali Zatterin
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Alessandro Erasmo Costa

    Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.

    Articoli correlati

    Piccola guida per uscire dal disastro: l’esclusione dai Mondiali, uno psicodramma nazionale

    Aprile 13, 2026

    Non lasciamoci vincere dal buio

    Aprile 13, 2026

    La scuola davanti allo specchio: riparte

    Aprile 13, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026152

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202655

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202648
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202648

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?