Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    14 Aprile 2026 - martedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Lavoro»La crisi della stampa, un ex quarto potere
    Lavoro

    La crisi della stampa, un ex quarto potere

    Daniele PotoDi Daniele PotoGennaio 20, 20220 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Photo by Annebell Dogger on Unsplash
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email
    Foto di Jeremy Bishop da Unsplash

    La pandemia ha offerto un duro colpo alle attività lavorative. E possiamo parlare con buona cognizione di causa di quanto sia cambiato quello che una volta, ottimisticamente, era chiamato “il quarto potere” la stampa. Potere ex. Come lettori potete constatare come le foliazioni si siano ridotte, gli inserti meno ricchi, i comparti editoriali ridotti al rango di fornitori di gadget (quelle edicole in cui nessuno più fa la fila ne sono piene). E i giornalisti, nobili decaduti, progressivamente svuotati di tutti i benefit di categoria, transfughi dal prestigioso Inpgi (Istituto nazionale di Previdenza Giornalista) alla ben più dimessa e anonima Inps. Anche la considerazione del pubblico nei confronti della stampa è progressivamente calata, rivolgendosi ad altre fonte di informazioni (alcune largamente deficitarie come i social network) non riconoscendo alta credibilità alla categoria visto lo spostamento di focus dell’interesse e dell’attenzione. Ma quelli che pesano, al di là di ogni percezione, sono i dati. Pesanti e inoppugnabili. Tali da far evocare la metafora del serpente che si morde la coda. Meno copia vendute ovvero meno investimenti ovvero meno inviati ovvero meno qualità. Se ci fate caso la maggior parte dei servizi pubblicati sulla stampa italiana (anche la più ricca) sono scritti in sede senza che l’occhio dell’inviato testimoni su un fatto constatato. E l’inchiesta è genere giornalistico abrogato. Dunque opinioni e dati di una mente che non vede ma che mette insieme agenzie e indizi, non vissuta materia prima.

    Foto di Julius Drost da Unsplash

    Nei primi nove mesi del 2021 le copie vendute quotidianamente in formato cartaceo hanno subito una contrazione dell’8,4% rispetto all’omologo periodo (già di crisi) del 2020. Calo che non è compensato da un avanzamento digitale. È in doppio cifra il calo dei quotidiani generalisti mentre compensano lo stallo quelli sportivi (-2,4) che si avvalgono dell’effetto Europeo di calcio più che quello dell’Olimpiade. Come ricordava un antico direttore di giornali (Piero Dardanello) infatti “fa vendere più un cross di Roccotelli che un primato mondiale di Mennea”. In soldoni i quotidiani in 5 anni, dal 2017 ai giorni nostri, hanno perso un terzo delle copie. Anche dal punto di vista dell’etica, l’industria editoriale non offre buona prova di sé. Certo non è passato inosservato un sequestro di 30 milioni operato sulla Gedi per una presunta truffa ai danni dell’Inps. E parliamo dell’editore di Repubblica, de La Stampa, dell’ormai decaduto Espresso (in sospetto di cessione). A tal proposito molto ci sarebbe da scrivere sugli stati di crisi artatamente richiesti dagli editori e sempre approvati dal Ministero del lavoro. Si torna a bomba, è quello che esattamente riassume le obbligatorie ragioni del passaggio previdenziale dall’Inpgi all’Inps.

    giornalismo Inpgi Inps quotidiani
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Daniele Poto

    Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    Articoli correlati

    La crisi dell’informazione: un elemento fondamentale per allontanare i cittadini dalla politica

    Dicembre 20, 2025

    In Italia si pratica l’illibertà di stampa

    Novembre 20, 2025

    Sud Italia: terra senza futuro o terra di riscatto?

    Novembre 20, 2025

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 202680

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202628
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202628

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?