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Author: Alessandro Erasmo Costa
Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.
Mi sono ripromesso di non scrivere più della guerra in Ucraina, perché non voglio in alcun modo inserirmi nelle analisi, ipotesi e congetture di tutti quegli esperti, giornalisti e politici che ne parlano tutti i giorni, spesso ripetendo le stesse cose. È inevitabile che in un confronto bellico i commentatori finiscano per portare argomenti a favore del loro pensiero, cioè cercando di dimostrare che hanno ragione gli ucraini o che, in fondo, Putin è giustificato. Comunque, invece, il vero problema è che molti commentatori sono andati in Ucraina a guerra iniziata e si sono avvalsi di testimonianze raccolte per strada…
Lo scisma, un crimine contro la Fede o una reliquia del passato?
Qualche giorno fa alcuni quotidiani, ma non certo molti, hanno riportato la decisione del Dicastero per la Dottrina della Fede, che ha condannato come scisma il comportamento e le dichiarazioni di monsignor Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti. Viganò ha definito Papa Francesco come un “falso profeta” e un “servo di Satana”, mettendo anche in questione la legittimità della sua elezione al soglio pontificio e rifiutando i risultati del Concilio Vaticano II. Il prelato aveva chiaramente l’intenzione di ritornare a un’ortodossia tradizionale della dottrina cattolica contro tutte le evoluzioni iniziate con il Concilio Vaticano II, contestando Papa…
L’elezione della von der Leyen per non regredire nel buio della storia
La rielezione di Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione ha dato la stura ad una pandemia di commenti, prevalentemente riguardanti l’atteggiamento di Giorgia Meloni. I suoi dicono che è stato un atto di coerenza non votarla, altri sostengono che ha fatto perdere importanza al nostro paese. Ma c’è da fare una osservazione che mi sembra molto più importante. Essersi affidata alle sinistre, ai progressisti, Verdi compresi, ha significato per la rieletta Presidente di affermare una continuità con una Europa integrata, progressista, che difende i diritti e mantiene la sua battaglia verde. Nonostante il rafforzamento delle destre, queste battaglie…
Da un carcere che uccide a un percorso per una nuova vita e un futuro di dignità
Come scrivono spesso i giornali, e come abbiamo mostrato in molti articoli su questo periodico, le carceri italiane sono sempre più un inferno e una vergogna per un paese democratico. I numeri sono più che eloquenti, assolutamente impressionanti. Su una disponibilità di 47.067 posti si contano 61.480 detenuti, ciò che genera celle sovraffollate e malsane, invivibili soprattutto d’estate. Mancano gli essenziali servizi medici e psicologici, i contatti con le famiglie e la conservazione dell’affettività dei detenuti è ridotta al minimo. È inevitabile che questa condizione di degrado abbia prodotto 58 suicidi soltanto nei primi mesi del 2024. Ad essi si…
Forse perché sono un frequentatore dell’isola di Ischia, o forse soprattutto perché ho fatto e scritto molto sulle donne che ho incontrato in tutto il mondo – e su come discriminiamo ed esercitiamo violenza su coloro che generano e difendono la vita – sono stato quasi schiaffeggiato dal caso di Marta Maria Ohryzko. Nessuno le dedicherà spazio: i giornali di oggi hanno classificato la sua morte come uno dei tanti femminicidi ai quali siamo ampiamente abituati. Eppure, se è possibile, il calvario di questa donna è ancora più mostruoso di tanti altri. Non solo aveva probabilmente importanti problemi psicologici, ma…
Costanza d’Altavilla e Saman Abbas: le donne ancora una merce politica, economica e sessuale
Cosa c’entra la grande principessa normanna del 1100 europeo con una ragazzina pakistana, barbaramente uccisa dalla sua famiglia soltanto 3 anni fa? Per puro caso, qualche mese fa, una mia amica, che conosce la mia passione per il ruolo delle donne nel mondo, mi ha regalato il libro “La sposa normanna” di Carla Maria Russo. L’autrice ha scritto molti altri romanzi storici, che continuerò a leggere con entusiasmo. Io non sono certo in grado di seguire tutti i grandi giornali, ma nelle trasmissioni televisive, dove si commentano – o meglio si pubblicizzano – quasi ogni giorno libri di ogni tipo,…
Vorrei chiarire fin dall’inizio che questo articolo non riguarda la libertà di stampa, perché oggi essa è un segmento piccolissimo dell’informazione di cui tutti disponiamo. Molti politici e giornalisti si sono di nuovo stracciati le vesti perché 3 giornalisti sono stati identificati in un commissariato perché stavano filmando le imprese di alcuni ragazzi di Ultima Generazione. L’occasione è buona per formulare accuse al governo che tenta di reprimere la libertà di stampa! Certo se il povero Piantedosi avesse dato istruzioni in tal senso, più che un attentatore alla libertà di stampa, apparirebbe un poveraccio che non ha capito bene il…
Dal momento che sono sicuro di non riuscire a spiegarmi bene, propongo due stupidi esempi che potrebbero essere però lo spunto per un periodico che volesse veramente caratterizzarsi per rapporto alla gran parte dell’informazione che si trova sui giornali e tv. Esempio 1 Da un po’ di tempo a questa parte si parla di terremoti piccoli e grandi relativi al bradisismo dei Campi Flegrei. Io frequento Pozzuoli da quando avevo 15 anni, quindi il problema è vecchio di 60 anni. La solita giornalista intervista alcuni serissimi scienziati, geologi, sismologi ecc. Le rispondono con straordinarie illuminazioni: non possono prevedere i terremoti,…
Devo riconoscere che sento un crescente, profondissimo malessere, che mi accompagna da un po’ di tempo, per l’incapacità della politica, non soltanto di risolvere ma almeno di affrontare, non solo i giganteschi problemi che affliggono oggi il nostro mondo, ma soprattutto e in primo luogo quelli delle persone, dei cittadini che costituirebbero invece la responsabilità della politica. Mi rendo conto che non è facile, perché il riscaldamento climatico, la violenza tra i giovani, i femminicidi, le guerre, l’intelligenza artificiale, sono temi giganteschi, ai quali la comunità umana non si è confrontata, almeno negli ultimi decenni. Forse i politici, di tutte…
Era questo lo slogan dei ragazzi francesi del Maggio 1968, e nonostante come sia andata a finire, quegli anni hanno significato sicuramente un giro di boa nella storia. Allora la bandiera era il comunismo, se non addirittura il Libretto Rosso di Mao. Poco importa perché si trattava soprattutto di una grande reazione di insofferenza verso una società vecchia e conservatrice, già preda di un capitalismo di sfruttamento e discriminazione. In America i giovani si ribellavano alla guerra in Vietnam: gli Hippies, “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, Dylan, Joan Baez e tanti altri. Oggi la miccia è stata accesa, prima…

