Il prossimo 13 luglio inizierà il negoziato tra Consiglio, Europarlamento e Commissione per il varo definitivo del Regolamento sull’Euro digitale, già condiviso il 23 giugno dalla Commissione per gli affari economici e monetari Econ. Dovrebbe, quindi, concludersi nei tempi previsti il trilogo per giungere all’adozione definitiva entro il 2026. Un passaggio che si preannuncia cruciale per il futuro dell’Unione Europea in una fase di accelerate innovazioni tecnologiche e instabilità geopolitica.
La sovranità politica ed economica
Una delle principali funzioni dell’Unione Europea è il potere di emettere moneta, controllarne la quantità e decidere i tassi ai fini della stabilizzazione economica e della definizione delle politiche di governo, avendo il pieno controllo della massa monetaria in circolazione. Recentemente Piero Cipollone, membro della BCE ha dichiarato che “La sovranità monetaria – il controllo sulla moneta pubblica, sulla sua emissione, sul suo valore e sul suo ruolo nei pagamenti e nella finanza – è uno degli attributi fondamentali della sovranità in senso moderno. Senza il controllo sulla moneta, si perde il controllo sul proprio destino economico. Difendere e rafforzare la nostra sovranità monetaria è uno degli obiettivi fondamentali della nostra moneta unica, l’euro.”
I rischi e le minacce per l’euro e l’Europa
Abbiamo già visto nell’articolo L’Euro digitale dai pagamenti alla sovranità europea su Tutti Europa ventitrenta del 10 giugno come le transazioni elettroniche mediamente nell’area euro stiano sopravanzando quelle fisiche. Carte di credito, bancomat, carte fedeltà, prepagate, sono già oggi strumenti di crescente uso quotidiano. L’80% di questi pagamenti avvengono nell’ambito di circuito monetari il cui controllo è al di fuori dell’UE. Questione apparentemente distante, per il senso comune legato agli aspetti funzionalistici del sistema, ma con gravi problemi di autonomia, affidamento, controllo come segnalato nel già menzionato articolo. Con le nuove tecnologie e la crescente digitalizzazione del credito e della finanza, con sistemi di pagamento globali, monete elettroniche evolute e l’affermazione di criptovalute e stablecoins si materializzano per la BCE “dipendenze esterne per funzioni economiche critiche che possono rapidamente trasformarsi in gravi fragilità”. Insomma, la sovranità monetaria è a rischio elevato. E riguarda l’euro, l’Europa e le nostre economie. E, in definitiva, la nostra stessa capacità individuale di spesa e gestione del risparmio che potrebbe risentire di tensioni geopolitiche e pressioni dirette all’affermazione di interessi estranei o non coincidenti.
Strutturazione del mercato dei pagamenti
Ad oggi il sistema dei pagamenti sta correndo velocemente verso la digitalizzazione. Oltre i due terzi di essi sono regolati, nell’area euro, da circuiti internazionali come Visa, Mastercard, American Express, Diners. Tutte americane. Mentre non esiste nell’ UE una rete europea per le transazioni elettroniche e 13 paesi su 21 non hanno neppure una rete nazionale di carte. Un ritardo infrastrutturale e tecnologico che espone la sicurezza finanziaria europea a forti condizionamenti, nonostante l’euro sia per dimensioni e reputazione la seconda moneta mondiale, ben oltre la dimensione stessa della sua economia. Se l’Europa tardasse ad adeguarsi ai nuovi standard tecnologici e alle relazioni digitali sistemiche del nuovo mercato finanziario, il rischio sarebbe un lento declino, con lo sviluppo che si radica altrove, e il rafforzamento del dollaro come moneta sottostante agli scambi anche nell’area euro.
Euro digitale e sistemi d’impresa
In questo contesto si inserisce il progetto di Euro digitale, il cui funzionamento abbiamo descritto il 10 giugno scorso. Ulteriore novità sarebbe l’esclusione dei lavoratori autonomi e delle micro e piccole imprese dall’obbligatorietà dell’accettazione dell’Euro digitale, sempre che le stesse non accettino già altre forme di pagamenti elettronici. Una forma di tutela che in realtà potrebbe trasformarsi in una penalizzazione e ghettizzazione delle PMI, mentre per numerosità e impatto la stessa platea costituisce certamente un test importante. In questo senso, resta da definire la questione delle commissioni applicabili agli operatori economici e commerciali, da sempre uno dei punti dolenti della digitalizzazione, mentre appare apprezzata la funzionalità offline capace di dare slancio alla dematerializzazione dei contanti anche nelle situazioni di indisponibilità della connessione rete e per i piccoli importi. Rilievo, ai fini di una più rapida espansione, assumeranno l’implementazione dell’utilizzo dell’Euro digitale con i sistemi di transazioni già in essere, la sostenibilità economica dell’avvio della nuova fase e la semplificazione dell’utilizzo per consumatori e imprese.
Digitalizzazione e stabilità monetaria
In questo quadro, l’Euro digitale potrebbe essere in fase sperimentale già a partire dal prossimo anno per entrare nel circuito nel 2029. In questo modo, dunque, l’Europa mira a salvaguardare una delle funzioni essenziali della propria sovranità, come richiamate in premessa, e a darsi strumenti idonei a garantire stabilità e ad agire in modo coerente e coordinato in un mondo finanziario in rapida evoluzione. In questo senso la digitalizzazione dell’Euro, per dirla con le parole del Governatore Panetta, “…mira a tutelare il ruolo della moneta pubblica nei pagamenti al dettaglio” mentre “Nei mercati all’ingrosso, (…) estenderanno l’utilizzo nei circuiti interbancari attraverso piattaforme basate su tecnologie a registri distribuiti, garantendo sicurezza ed efficienza. Parallelamente, le banche stanno sviluppando progetti di tokenizzazione dei depositi”. In questa direzione, la soluzione tecnica è, con grande ritardo, a buon punto, mentre persistono nell’Eurosistema due gravi carenze politiche: il processo decisionale e la mobilitazione delle risorse per far fronte alla sfida tecnologica. Due aspetti decisivi per il futuro dell’Unione, di fronte alla negoziazione in corso del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale che già si delinea insufficiente nelle risorse e datato nell’impostazione.


