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Author: Antonio Bincoletto
L’altro giorno, passando in una sezione della Casa di reclusione per i colloqui settimanali incrocio un detenuto che mi chiede “Allora, l’incontro si fa o no?”. È uno dei partecipanti al gruppo di lettura di Kutub hurra. Gli dico che l’incontro è stato sospeso a causa di una circolare del DAP. Lui mi guarda di traverso, con aria di sconforto e abbozza un amaro sorriso, poi commenta “Vede?” e se ne va, scuotendo la testa. Non so quali motivazioni o urgenze abbiano spinto il dott. Ernesto Napolillo del DAP a emanare la circolare del 21 ottobre 2025, con la quale…
Un anno da Garante: qualche considerazione e una modesta proposta
È passato più di un anno da quando ho assunto l’impegnativo incarico di “Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale” del Comune di Padova. Sin dall’inizio ho capito che vi erano molte aspettative per l’introduzione di questa figura che finalmente, dopo lunga attesa, veniva istituita anche nel territorio padovano. In precedenza a Padova si poteva far riferimento solo al Garante regionale o a quello nazionale, con tutte le limitazioni che ciò comportava, trattandosi di persone operanti al di fuori del territorio e già sovraccariche di competenze. Un garante territoriale dedicato e “a portata di mano” fu…
Quasi 63.000 detenuti nelle carceri italiane, capaci di contenerne regolarmente 48.000. Erano circa 56.000 i detenuti quando, nel 2021, assunsi il ruolo di Garante comunale a Padova. La situazione è andata via via peggiorando negli anni, con un aumento costante delle persone ristrette. Ci stiamo avvicinando al punto di rottura, come avvenne nel 2013, quando una sentenza della Corte europea condannò l’Italia per le condizioni in cui teneva i carcerati, che rasentavano la tortura: celle con meno di 3m² di spazio disponibile per persona. Si ricorse allora a misure straordinarie, quali l’apertura delle sezioni attraverso la vigilanza dinamica, e il…
Quando si parla di sicurezza c’è un grosso equivoco che viene alimentato e una verità non detta che andrebbe svelata: non è con la pura repressione che si ottiene un mondo più sicuro. Lo dimostrano una quantità di studi e dati di fatto su esperienze umane passate e presenti. Negli USA la pena di morte tuttora applicata in alcuni stati non ha dissuaso dal compiere reati anche molto gravi (si pensi per esempio alle periodiche stragi fatte con armi da fuoco nelle comunità scolastiche). Risulta inoltre che da quando negli States si è applicato il modello definito “tolleranza zero” il…
Nessun segnale di svolta per le emergenze carcerarie. Tutto “normale”?
Dopo il record raggiunto nel 2024 (90 detenuti si sono tolti la vita, il suicidio è la prima causa di decesso fra i reclusi) pare che nulla si stia facendo per comprendere e affrontare il drammatico fenomeno dei suicidi in carcere, che continua a mietere vittime come una pena di morte sommersa, autoinflitta e non dichiarata. Dall’inizio del 2025 purtroppo altre 18 persone si sono tolte la vita nei nostri istituti penitenziari e ad oggi non si intravede alcun segnale di cambiamento. Pare che ormai si consideri “normale” un tasso di suicidi fra i detenuti 10 o 20 volte superiore…
Questo articolo è un’anteprima e comparirà nel prossimo numero della rivista Ristretti orizzonti Mentre comincio a scrivere queste righe, 61 persone detenute si sono suicidate nelle carceri italiane dall’inizio del 2024. Non escludo che, quando avrò terminato di scrivere, la quota di tale tragico computo sarà salita ulteriormente. Rischia di diventare un fenomeno “normale” agli occhi dell’opinione pubblica, sempre più indifferente a quanto accade dietro le sbarre. E chi governa il sistema dell’esecuzione penale pare non sentirsi toccato da questa somma abnorme di drammi personali che si consumano negli istituti di pena, quasi si trattasse di un problema che…

