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Autore: Nunzio Ingiusto
Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;
Davvero il Next Generation Eu è l’occasione per disegnare un nuovo Paese solo con le energie rinnovabili? Attese e pragmatismo nelle valutazioni dei Proff. Davide Tabarelli e Alberto Clò, tra i maggiori esperti di energia europei. Non sarà un piano facile, né veloce. Tutto quello che l’Italia sta per presentare all’Unione Europea per uscire «in avanti» dalla pandemia avrà bisogno di tempo e di consenso. Su entrambi questi elementi pesano variabili che possono travolgere il racconto che la politica ha fatto del Recovery plan da un anno a questa parte. Il capitolo più complicato di tutto il progetto di rinascita…
Per salvare il pianeta l’Europa fa scelte forti e strutturate pensando soprattutto ai giovani. Gli errori del passato e la necessità di fare presto. Abbiamo perso troppo tempo. La Conferenza sul Clima di Parigi del 2015 aveva stabilito cosa e come fare per limitare il riscaldamento globale. Gli anni successivi sono stati una teoria di adesioni e dissensi. In ogni Paese abbiamo visto all’opera favorevoli e contrari a politiche ambientaliste, vieppiù accertate come unica soluzione per salvare il pianeta. A Capi di Stato colpevolmente negletti ad accettare la strategia di Parigi 2015, si sono opposti via via movimenti coscienti dei…
Foto di Edwin Hooper on Unsplash Non sarà facile, ma bisogna crederci. Il post 2020 – anno Covid che vogliamo dimenticare – potrà condurci ad una ripresa qualitativa delle relazioni sociali. Qualitativa? Si, nel senso che se una pandemia è scoppiata per cause tuttora incerte o in discussione, è ora che si dia più peso ad una socialità diversa. Più sostenibile, meno ansiogena, più rispettosa dell’ambiente e delle buone pratiche. Ciascuno può fare in proprio, la salute ne avrà beneficio. E se Greta Thunberg dal suo angolino svedese – piaccia o no – ha mobilitato pour cause milioni di giovani…

