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Autore: Nunzio Ingiusto
Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;
Si dice: se hai un problema che deve essere risolto dalla burocrazia, ti conviene cambiare problema. Per l’uso delle energie rinnovabili in Italia questo metodo, purtroppo, non è possibile. Stiamo andando avanti con alti e bassi dovuti alla solita schizofrenia politica (il caso del termovalorizzatore di Roma ne è l’ultimo esempio) e c’è sempre un però. Gli investimenti su eolico, fotovoltaico idrogeno, biomasse ci sono, sono attraenti. Ma il nodo – con buona pace del Ministro Renato Brunetta e dei Presidenti di Regione – restano le autorizzazioni a fare. Ovviamente non mancano, come sappiamo almeno da venti anni, le organizzazioni…
Con il prolungarsi della guerra in Ucraina e l’aumento delle sanzioni alla Russia cresce in Europa il timore per i prossimi mesi di dover ridurre i consumi di energia. Il sospetto di rinunce e privazioni con conseguenze imprevedibili. Mario Draghi ne ha parlato in più di un’occasione e la preoccupazione ha cominciato a farsi strada. C’è, tuttavia, un altro elemento da prendere in considerazione quando si parla di fabbisogno energetico (al di là della contingenza di una guerra) ed è il clima. Una variabile che influenza approvvigionamenti, produzione, consumi, sia per le famiglie che per le imprese. L’impatto è globale…
La qualità e l’impegno dei Paesi industrializzati per ridurre le emissioni nocive sono requisiti che accrescono la credibilità dei governi. Nei consessi internazionali Capi di Stato e di governo non sempre, pero’, portano con sé dati a supporto di quegli impegni. E se fino a qualche tempo fa era persino possibile manomettere cifre e statistiche, nei fatti non è più cosi’. La guerra in Ucraina ha cambiato – ed ancora cambierà- gli scenari per un’ autentica decarbonizzazione del pianeta. Quel conflitto ha fatto scoprire a tutti coloro che lo ignoravano che la transizione ecologica senza fonti fossili è praticamente impossibile.…
Per la prima volta da quando è stato varato il Next Generation Eu l’Europa fa i conti con una crisi energetica. Avviene a causa di una guerra. Nessuno poteva immaginare una simile situazione, per giunta quando il Vecchio Continente è candidato alla neutralità climatica prima di tutti gli altri. La guerra in Ucraina ha messo in risalto una chiara disomogenità nelle politiche energetiche nazionali. Il frutto di accordi politici e di strategie non sempre meditate. Sulla necessità di lavorare per un mondo green e sostenibile non ci sono dubbi. Cio’ che è tornato al centro del dibattito e delle valutazioni…
La transizione ecologica come verifica della flessibilità dell’economia mondiale. Analisi qualificate e studi autorevoli osservano gli effetti della strategia globale per arrestare il declino del pianeta. Ci si confronta su come adattarsi ad un nuovo sistema incentrato sulla tutela dell’ambiente. Ogni epoca ha fatto i conti con trasformazioni inimmaginabili finché non si sono realizzate. Ora è sempre più evidente che lavorare, produrre e consumare con metodi capaci di conciliare benessere, sostenibilità e affari richiede competenze e professionalità. Crescenti. Perché il processo avviato ha solo tappe intermedie, non c’è un the end. Non resta che attrezzarsi. UNA NUOVA ECONOMIA Sindacati…
In una intervista del 13 dicembre Alberto Clò ex Ministro italiano dell’Industria e tra i massimi esperti di energia d’Europa mi aveva detto che gli organismi europei avrebbero dovuto vigilare meglio sul mercato dell’energia. Non solo per il gas e il nucleare, evidentemente. Non averlo fatto è stato un fatto grave, con le conseguenze sotto gli occhi di tutti. Clo’ ha ragione. La realtà è che da diversi mesi l’Europa politica combatte tra crisi e transizione. Ha scelto di affondare da sola ? Crisi e transizione sono le parole che danno la cifra della difficoltà di fare sintesi su questioni…
La crescita dei contagi Covid con le misure restrittive del governo hanno fatto slittare di qualche settimana la cerimonia inaugurale di « Procida Capitale italiana della cultura ». La diffusione di malattie (anche gravi ) via mare, tuttavia, si ritrova nella storia dell’isola. Oggi per fortuna non c’è più traccia di pestilenze o infezioni, ma resta un capitolo originale dell’evoluzione dell’isola che ha incontrato la storia dell’Europa. Per saperne di più, nell’anno in cui sbarcheranno migliaia di visitatori, ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Raffaella Salvemini, procidana, storica e dirigente presso l’Istituto di Studi sul Mediterraneo del CNR. Dott.a Salvemini,…
La proclamazione di Procida Capitale italiana della Cultura 2022 è di un anno fa. Un riconoscimento eccezionale, tenacemente inseguito da un’Amministrazione comunale che non perde occasione per guadagnare ribalte importanti. L’isola è certamente bella, ricca di storia e tradizioni, ma è conosciuta anche come uno dei luoghi più sostenibili del Mediterraneo. Un concetto declinato qui in più modalità. La Commissione nominata dal Ministro della Cultura Dario Franceschini e presieduta da Prof. Stefano Baia Curioni nella proclamazione dell’isola a Capitale della cultura ha valutato un progetto di 150 eventi, 330 giorni di programmazione, accoglienza e scambi internazionali. Ma ha premiato anche…
Verde e digitale l’Europa riunisce le sfide. L’Italia si prepari.
Che la rivoluzione verde abbia bisogno di tecnologie che aiutino a non sprecare risorse, è un dato di fatto. Quelle economiche sono le più importanti, fondamentali, per imprimere una svolta che avrà effetti di lunghissimo periodo. Il mercato dei capitali si muove con destrezza, soprattutto in questa fase di ripresa dell’economia. Tuttavia per agevolare gli investimenti nelle energie alternative, il Centro comune di ricerca dell’Unione europea ha messo a punto una piattaforma digitale per capire dove conviene investire. Energy and Industry Geography Lab, questo il nome, sta prendendo il largo con dati geospaziali a disposizione utili ad individuare le zone…
Non hanno litigato del tutto ed alla fine qualche speranza sul futuro del pianeta ce l’hanno lasciata. I Paesi della Cop26 di Glasgow si sono presentati al mondo come paladini della lotta ai cambiamenti climatici. Ma al tempo stesso interessati a far progredire le proprie comunità. Le discussioni e i documenti finali- in pratica una riscrittura degli accordi della Conferenza sul clima di Parigi – sono stati lo specchio di un percorso lungo e tortuoso per non soccombere. Dico subito che hanno ascoltato poco i giovani. “Non sono soddisfattissimo, ha detto il Ministro italiano della transizione ecologica Roberto Cingolani- però, il…

