Cuzco – Plaza des Armas

La dimensione sociale della città si concretizza nell’unione dello spazio pubblico e di quello privato. In particolare riguardo allo spazio pubblico si tiene a Roma dal 2011, organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Università, un importante appuntamento che ogni due anni promuove il confronto e la divulgazione delle attività di ricerca e delle azioni svolte sui temi degli spazi pubblici urbani. In particolare nel corso dell’edizione 2013 è stata elaborata e approvata la Carta dello spazio pubblico, che vuole essere il documento di tutti coloro che credono nella città e nella sua straordinaria capacità di accoglienza, solidarietà, convivialità e condivisione. Nel 2018, con l’intento di dare un assetto più strutturato ed una migliore organizzazione alla Biennale, è stata costituita l’Associazione di Promozione Sociale Biennale Spazio Pubblico.  L’ultima edizione, l’ottava del 2025, è stata curata da Pietro Garau, Architetto urbanista, dall’ottobre scorso presidente dell’Associazione Biennale Spazio Pubblico e già insegnante di pianificazione territoriale e politiche urbane all’università Sapienza di Roma.

Lo spazio pubblico si definisce per essere un luogo di proprietà e uso pubblici, di interesse collettivo e di fruibilità gratuita, dove i rapporti sociali diventano fondanti, un luogo che cambia con la società e non ha limiti precisi, che accoglie le voci dei cittadini e la vita collettiva, aperto a contaminazioni multidisciplinari. Nel corso del tempo alcuni spazi che già avevano acquisito ruoli identitari e tematizzati, ad esempio alcune piazze (piazze del porto, del mercato, della basilica…) o terrazze panoramiche, e che già svolgevano funzioni specifiche, sono state utilizzate per rivestire altri ruoli, divenendo teatri   di socialità e attivando dinamiche di scambio, di incontro, di sostenibilità. Recentemente, per naturali evoluzioni culturali, si tende a produrre e generare nuovi tipi di spazi pubblici, impegnando anche luoghi tendenzialmente privati, come musei o stazioni, che vengono utilizzati per eventi, attività artistiche, performance, creando interazioni che riguardano e congiungono idealmente diversi luoghi della città, proponendo nuove visioni e identità condivise. Il tutto favorito dalle nuove tecnologie e dai progetti urbani che vedono spazi e funzioni ripensati in base alle esigenze degli utenti e a nuovi criteri di sostenibilità, e supportato da forme di “cittadinanza attiva”, intesa come coinvolgimento dele persone nelle pratiche di trasformazione urbana e di partecipazione alle politiche pubbliche riguardo agli spazi comunitari. Gli individui o i gruppi sociali possono contribuire a reinventare gli spazi urbani inserendovi nuovi significati applicati alle realtà quotidiane.

Abu Dhabi – Piazza della Moschea

Per quel che riguarda l’utilizzo degli spazi urbani da parte della popolazione più giovane, l’UNICEF dal 1996 ha varato un programma chiamato Città amiche dei bambini e degli adolescenti, che si collega ai programmi di sostenibilità dell’Agenda 2030 dell’ONU. Viene posto l’accento sull’ habitat della città, e sul ruolo dei giovani come beneficiari e protagonisti della vita cittadina e delle trasformazioni urbane.  Se la città è sana, se la sua amministrazione è efficiente, l’habitat sarà favorevole per loro. Nelle città odierne si è perso molto del rapporto antico tra i bambini e le strade, e spesso l’organizzazione dello spazio urbano non considera per nulla le esigenze della popolazione più giovane. Invece la riappropriazione di parte degli spazi pubblici alla vita dei giovanissimi contribuirebbe significativamente al loro percorso di crescita e di formazione civica. Nel ridisegno di alcuni aspetti della città dovrebbero emergere ipotesi progettuali per ridefinire alcuni luoghi con opzioni inedite dedicate al mondo dei bambini, per condurli in nuove avventure ed esperienze educative con diversi linguaggi relazionali ed architettonici. La sfida della creazione di nuovi spazi di gioco creativo, di istituire momenti di narrazione della città in luoghi tradizionali potrebbe attirare molto interesse e incentivare la fruizione giovanile, liberando molte energie e facendo nascere nuove passioni. In tema di generazioni, con un approccio diametralmente opposto, le città attuali devono confrontarsi con l’evidente sempre più forte presenza di anziani che, per le migliorate condizioni di vita della società attuale, costituiscono una significativa componente demografica, ma sono fuori dall’occupazione lavorativa e dai cicli produttivi. Anche per questa fascia di popolazione l’attuale pianificazione urbana è molto carente nel proporre specificità di spazi e luoghi di fruizione pubblica con caratteristiche adatte a persone con le particolari esigenze legate all’età. Esistono illustri esempi di spazi pubblici che includono Centri Sociali con attività ricreative e aggregative e che promuovono il benessere, l’autonomia e l’inclusione sociale degli anziani e in particolare in alcune città sono interessanti le nuove proposte di co-housing, soluzioni strategiche rispetto all’emergenza abitativa ma che acquistano anche il valore di cura, partecipazione e collaborazione, e che attraverso gli spazio comuni creano anche rapporti sia creativi che ricreativi.

Un piano urbano efficiente dovrà sempre prevedere strategie di sinergia tra i vari livelli della popolazione e tra l’uso pubblico e privato dei luoghi.

 

In copertina: Lima – Piazza San Francesco