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Autore: Daniele Poto
Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.
Antropologicamente azzeccatissima la frase di Winston Churchill sul carattere degli italiani. “Gli italiani vanno alla guerra come se fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come se fosse una guerra”. Riferimento sottinteso agli ultrà dell’ex Belpaese a parte, la metafora ha avuto una perfetta esemplificazione alla Camera dei deputati che ha chiuso in anticipo la seduta alle 17.30 cassando l’ordine del giorno perché i parlamentari dovevano correre allo Stadio Olimpico su auto blu per accedere alla ben più importante versione del derby Roma-Lazio, naturalmente debitamente e gratuitamente ospitati in Tribuna d’Onore. L’Italia si perde in…
Si è respirato un clima da “Ultimi giorni di Pompei” nelle battute finali della Cop28… Come giocare al boia in casa dell’impiccato, in Dubai, dove si sviluppa il massimo possibile della magica parola “sviluppo”. L’uomo è al bivio tra crescita/lavoro e salute/sopravvivenza. Alla voce “cambiamento climatico” o a quella “Ilva di Taranto”, piccoli grandi scenari di sopravvivvenza. E l’Italia, fanalino di coda ritardatario nell’assolvimento dei 17 obiettivi del capitolo di cambiamento (come ampiamente sottolineato da Enrico Giovannini) si conferma ultima ruota del carro in tutte le scelte decisive del futuro (cambiamento climatico ma anche eventi bellici, inversione rispetto alla vasta…
Divorati da un’onnipresente orgia consumistica abbiamo adottato il Black Friday come fosse una consuetudine di casa nostra, che so io, sotto Natale, il Pangiallo a Roma o il Parrozzo in Abruzzo. Una dislessia commerciale ci avviluppa in questi giorni di presunta corsa all’acquisto più scontato. Senza pensare che se c’è uno sconto del 50% e il negoziante che te lo vende continua a guadagnarci vuol dire che i suoi margini di guadagno in periodi normali sono enormi. Non è difficile prevedere, vista la deriva che ha assunto il fenomeno negli ultimi anni, che nel 2024 il Black Friday più che…
Le classi dirigenti che si sono alternate al potere nelle ultime legislature, da destra a sinistra e viceversa, hanno assicurato la continuità in Italia dell’inesorabile slittamento dal pubblico al privato. Paludando con un indubbio vantaggio per la collettività le trasformazioni e i cedimenti di un servizio che in gran parte dovrebbe essere assicurato dal pagamento della tasse oltre che garantito, statualmente, dalla Costituzione. Le liberalizzazioni di Bersani (le cosiddette lenzuolate) erano passaggi tutto sommato innocenti rispetto alla brusca involuzione odierna. Il caposaldo più decisamente minacciato è quello della sanità, un settore su cui il Governo Meloni continua a infierire e…
Gli italiani sono un popolo di santi, navigatori, pizzaioli e…scrittori. Nel paese in cui si pubblicano 170 libri al giorno con un’offerta bulimica il cui risultato boomerang è che il 93% degli stessi non supera le 100 copie distribuite (i dati sulla lettura effettiva sarebbero ancora più scoraggianti) si moltiplicano le scuole di scrittura creativa. Come se l’ispirazione letteraria potesse essere insufflata per decreto. Non crediamo al mito del talento puro. La scrittura è un misto di applicazione, artigianato e doti naturali. Ma il meccanismo dei corsi ruota attorno alla vanità di chi prevede un roseo futuro davanti a sé…
Non basta issare virtualmente la bandiera di Israele o dell’Ucraina sui social network per entrare di diritto nella categoria dei “buoni della terra”. Quando scoppia un conflitto non c’è più distinzione manichea e morale (moralistica?) tra i buoni e i cattivi perché scatta l’eterogenesi dei fini. Al principio di azione succede quello di reazione. E le ragioni dei conflitti sono carsiche, hanno radice profonde e richiedono spiegazioni complesse. Forse come ogni problema della vita. Dunque è puerile fare gli ultrà. È ovvio che abbiamo tutti orrore per la strage di Hamas ma questo è a priori che non ha bisogno…
Credere alle promesse delle istituzioni, dello Stato e, più in piccolo, della tua Regione, della tua Provincia (esistono ancora) del tuo Comune che si fregia dell’etichetta di “Capitale”, richiede una buona dose di fiducia, oltre che di ingenuità, per quel bene in fondo molto materiale che è la cultura. Che non si semina nelle scuole, che è giudicata superflua, che non s’irradia nei teatri. Dunque le false promesse sii interpretano come un tradimento. Un fenomeno generale di deviazione tale e quale ai trasparenti cartelli sugli appalti dove le date di realizzazione vengono sempre posticipate. Una suadente metafora dell’Italia dell’emergenza nella…
SOLO IN ITALIA UN DETENUTO SU TRE È IN CARCERE PER QUESTIONI DI DROGA Nell’emergenza carceraria dei nostri tempi c’è un dato che spicca su tutti e che merita riflessione, approfondimento e inviterebbe a debite conseguenze. Su una popolazione carceraria di 56.196 soggetti al 31 dicembre 2022 (un dato in aumento dopo il riflusso pandemico, ancora più notevole considerando che siamo passati a un’anagrafe in diminuzione di circa 59 milioni di italiani) 19.283 casi (il 34,3%, diciamo pure sommariamente un terzo) è connesso a reati connessi al traffico di stupefacenti. Questa percentuale è clamorosamente un valore doppio rispetto alla media…
Le esperienze personali segnano e forgiano di più degli eventi pubblici. E lasciano un pensiero indelebile su chi si incontra. Dieci anni di permanenza su facebook non mi avevano fatto capire sulla creatura di Zuckerberg quanto la perdita dell’account dovuta ad hackeraggio. Succede che un giorno un’amica di FB (realmente una conoscente) mi chiede aiuto per attivare un nuovo smartphone sul social network. Aderisco alla richiesta (e non ho rimpianti) anche perché in passato una modalità di facebook per validare un account richiedeva il contributo degli amici (scoprirò nell’attualità che la modalità è stata abolita). Le passo dunque un codice…
L’abolizione del reddito di cittadinanza spalanca un abisso sociale: e adesso pover’uomo?
“E adesso, pover’uomo?”. Ci viene in mente di riecheggiare il titolo di un dimenticato romanzo di Hans Fallada, recentemente ripubblicato da Sellerio, per evocare lo stato d’animo dei 169.000 italiani, rispondenti ad altrettanti nuclei familiari, che hanno ricevuto la disdetta del reddito di cittadinanza attraverso l’antiquato ma sempre funzionale mezzo di comunicazione via Sms. E ci è venuta pure in mente una frase del pluri-miliardario Warren Buffett: “Si sta combattendo ogni giorno la guerra tra ricchi e poveri. E la stanno vincendo i ricchi”. La diffidenza per la misura sembra ispirata da una guerra tra poveri. Tra poveri che guardano…

