Autore: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

La prescrittività sembra il marchio di fabbrica dei nostri tempi. E sotto questa insegna possono essere tranquillamente arruolate le giornate dedicate, data per data, settimana per settimana, mese per mese. Badate bene, più che un calendario è una jungla in cui si sgomita per un posto al sole, un riconoscimento, né più né meno di quanto avviene per l’inclusione nei “Borghi più belli d’Italia. Buffo è che questo mood va a sommarsi a una congerie indiscriminata e confusa di imprescindibili doveri con gli anniversari dei personaggi famosi. Celebrazione dell’anno di nascita, del giorno della morte, persino della data di uscita…

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L’illibertà di stampa è il revanscistico progetto del Governo in carica di pescare dal fondo del barile un’idea, sia pure vaga, di cultura di destra, stroncando quella che considerano l’egemonia tradizionale della sinistra. Ecco perché dal giorno dell’insediamento in avanti, Giorgia Meloni ha piazzato, secondo la logica di uno spoil system esasperato, un corteo di fedelissimi nei posti chiave di quella che viene considerata una cultura alta, puntando nelle nomine alla Rai su fedeli scherani. Un enorme senso di frustrazione permea questo modesto prototipo di “presunto rinascimento di destra”. Se la riconferma di Giordano Bruno Guerri al Vittoriale dannunziano appare…

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Non abbiamo neanche bisogno di leggere le statistiche. Il Salone del libro del 2024 ha avuto più visitatori di quello precedente, battendo tutti i record. Primati gonfiati! Se togli le statistiche fornite dalle scuole l’anagrafe delle presenze ci riporta a numeri più umani. La rassegna è la perfetta epitome dell’industria editoriale in Italia, la perfetta e agghiacciante fotografia sull’esistente. Tutta apparenza e alcuna sostanza. Lo specchio di un’industria editoriale che stampa 80.000 volumi all’anno con considerevole spreco di carta. Di questi testi il 93% non arriva a distribuire 100 esemplari nel corso della breve stagione di diffusione. Si può quasi…

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Parafrasando una nota citazione filmica, si potrebbe scrivere “È la stampa, bruttezza!”. In effetti, questa stampa italiana, contestata e depotenziata (come nel limite estremo di 100.000 copie dell’inserto di Repubblica spedite al macero), priva di editori davvero indipendenti, è ulteriormente messa all’angolo e coartata dai propositi contenitivi del Governo. Sembra un’azione concertata. Da una parte, la richiesta di un anonimo componente della maggioranza, puro esecutore di ordini venuti dall’alto, che propone una recrudescenza del reato d’opinione ovvero l’appesantimento delle pene carcerarie per reati legati alla diffamazione; dall’altra, un pedale schiacciato sulla censura televisiva, ipotizzando che il Governo possa avere pieno…

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Luogo comune: le sale teatrali, dai tempi del Covid, non sono mai state affollate come in questa stagione 2023-2024? Affollate sì, ma di cosa? Di scarsissima qualità. Con il teatro inteso solo come sede fisica, come cornice dello spettacolo e non come quadro/contenuto. Si può stimare Marco Travaglio per le sue battaglie su Il Fatto, ma vederlo replicare in palcoscenico le querelle che alimenta quotidianamente sulla propria testata o, per un pubblico più vasto, in televisione, vuol dire solo trasformare una visione e una missione in un overdose di contestazioni. Tutto meno che teatro in senso letterale. Pensavamo che non…

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I Paesi di più grande storia e tradizione sono anche quelli di maggiore evidente decadenza. Egitto, Grecia, Italia in ordine cronologico. Roma è l’epitome di questo lungo ma inesorabile declino anche se cova un’eterna speranza di palingenesi. Sembra quanto mai attuale, mentre la città continua orgogliosamente a fregiarsi dell’etichetta di Capitale (come se qualcuno potesse nutrire dei dubbi) la storica frase di James Joyce: “Roma mi ricorda un uomo che si mantiene mostrando ai viaggiatori il cadavere di sua nonna”. Ben nascosto il cadavere nell’armadio virtuale, tra i Fori e le rovine che rappresentano una magnifica metafora del suo presente.…

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Bisogna difendersi dal compleanno. Quest’anno malauguratamente con il nuovo profilo di facebook non mi sono ricordato di cancellare il giorno fatidico e così non ho evitato 270 messaggi di auguri. L’anno prossimo mi andrà meglio, con la cancellazione ne eviterò almeno l’80%. Il compleanno quando non festeggi per motivi anche intuibili è una gran seccatura. Ma non ci sono solo i privati. Nel grande fratello telematico tutti sanno quando compi gli anni e persino quanti ne hai. Così i fornitori ti fanno gli auguri. Te li fa la Banca che però non ti aumenta di una virgola l’interesse (basso, inesistente)…

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Lo spoils system è una pratica utilizzata da destra e sinistra a seconda della presa di possesso del potere. Ma c’è modo e modo stile e stile. È stata sicuramente una forzatura il decreto legge che ha sminato la responsabilità dell’Inps di Pasquale Tridico, buon gestore della previdenza nel suo interregno. Non è così scandalosa la conferma di Giordano Bruno Guerri al Vittoriale vista la riconosciuta competenza “dannunziana” dello scrittore. Più criticabile la nomina di Buttafuoco alla Biennale di Venezia: saggista, polemista e quant’altro, ma non un raffinato esperto di arte né tanto meno un manager viste le scarse capacità…

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Non vi fate abbagliare se nel curriculum di un cantante leggete che si è aggiudicato un disco di platino. Il disco di platino oggi è svalutato. Per ottenerlo basta superare la soglia di 50.000  della propria produzione sonora. Grasso che cola per i tempi che corrono ma una volta il requisito era assolutamente più selettivo. Difatti oggi nessuno parla di disco di diamante che sottintende un autentico miraggio per i tempi che corrono: oltre 500.000 copie. Eppure erano traguardi facilmente raggiungibili dai divi della musica che fu: Domenico Modugno, Mina, Gianni Morandi, Adriano Celentano. Quando il disco era la merce…

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La serietà dei partiti dovrebbe essere commisurata a un effettivo impegno per l’Europa. Che non sia un comodo approdo per politici in disarmo sul suolo patrio o soggetti da riciclare tra Strasburgo e Bruxelles solo per assicurare loro un caritatevole quanto ben remunerato futuro. È successo di tutto in passato. Con mandati interrotti dopo pochi giorni in ragione di un incarico ancora più allettante meglio se consumato in patria. Con l’assenteismo europeo che nel curriculum ben si omologava a precedenti assenteismi parlamentari con invereconde percentuali di astensioni dai lavori, con punte vicine al 100%. Ora in vista del prossimo appuntamento…

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