Autore: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

Vorremo originalmente proporre una nuova Liberazione per la fatidica giornata del 25 aprile. Perché le parole di oggi non risuonino come quelle del 1983 o del 1992: consumate come gusci vuoti. La nostra è un’utopia ma Tommaso Moro ha speso la sua vita per questo e dunque perché non cimentarci nella proiezione della speranza? Scontato e meritorio che vogliamo ribadire la nostra gratitudine per chi ci ha liberato dal nazifascismo. Ma gli amici di ieri sono i nemici di oggi e dunque proponiamo la liberazione dagli Stati Uniti, più che mai nei giorni del funambolico Trump. Ottanta anni sono sufficienti…

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Avviso ai lettori. Le citazioni commerciali che seguiranno non vogliono essere pubblicità gratuita ma desiderano riferire su un’esperienza personale diretta. E dunque l’evocare ragioni sociali e interlocutori è funzionalmente necessario. Voglio riferire dell’esperienza del compleanno attraverso la valenza consumeristica. Sono un collezionista di tessere e dunque abbondantemente schedato dalla comunità digitale. Vi basti pensare che solo alla voce “supermercati” i documenti a mia disposizione sono 12 con la sola eccezione di Carrefour (non ho mai sentito il bisogno di andarci). Il compleanno capita una volta all’anno e fatta doglianza del grave errore di lasciare sul profilo post-hackeraggio di Facebook il…

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Pasquale Tridico è il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo ed è uno dei nuovi potenziale leader di un gruppo coeso sbocciato come partito e che propose come rimedio alla povertà il reddito di Cittadinanza. La presidenza dell’INPS gli ha fornito nel recente passato un monitor importante sullo stato sociale del Paese. Epurato dal Governo Meloni palesemente fuori dalle dinamiche dello spoil system, con una tempistica proditoria e sospetta. Ovviamente velleitario fu l’annuncio del dimenticato Di Maio (“Abbiamo abolito la povertà”). In realtà le sacche di povertà in Italia crescono e stanno inghiottendo la classe media che, soprattutto…

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La politica, si sa, oggi è marketing. Annunci raramente tramutati in realtà. Ma sulle pensioni la demagogia elettorale ha toccato picchi inauditi. Avete presente la riforma Fornero, quella che destabilizzò completamente il mondo del sindacato e del lavoro, con un salto quasi quantico di 5 anni per il collocamento a riposo? Beh, tutti gli avvisi di smantellamento di quel discusso provvedimento legislativo, adombrati dalla Lega, sono finiti sostanzialmente nel vuoto. E l’abisso che viene evocato è quello dell’impossibilità di mantenere un rapporto sostenibile tra il numero dei lavoratori e quello dei pensionati, pena il tracollo dello Stato che già fa…

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Ai primi bruschi scossoni dell’equilibrio internazionale, ventilati e messi in parte in pratica da Trump, l’Italia riscopre la propria vocazione filo-atlantica, per la verità mai abbandonata dal 1945 in avanti. La mancanza di autonomia nelle scelte riflette una fedeltà assoluta che non è della Francia, che non è della Germania ma che imita l’ imbarazzante dipendenza dall’Inghilterra versione brexit. Più America meno Europa nella vocazione intrinseca del Governo Meloni, nonostante che la versione di facciata possa apparire diversa. Così l’Italia non si associa alla protesta daziaria che è di altre nazioni, molte europee. Lo scudo dell’Aja non viene approvato dall’Italia.…

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Il comunismo è morto, il turbo-capitalismo ha i suoi problemi e anche la satira non se la passa proprio bene. Parafrasando Groucho Marx lo sguardo sull’esistente non è incoraggiante. E nel mondo globale dove i riflessi di un albero tagliato in Amazzonia si riverberano anche in Lucania, l’avvento di Trump certo non è un buon antidoto. Così negli USA una vignettista del Washington Post viene censurata mentre l’anniversario dell’attentato terroristico a Charlie Hebdo (dieci anni fa) passa nel quasi totale silenzioso anonimato. La satira non ha bisogno di gabbie né di censure. Non può esistere per definizione una satira ripiegata…

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Non è il caso di infierire sui clamorosi ritardi nella conclusione delle opere previste per il Giubileo 2025. A settembre ne risultavano ultimate solo quattro e la volata finale è servita, in alcuni casi fuori tempo massimo, per euforizzare i media con il sottopasso di Piazza Pia, concluso, quello sì, a tempo di record perché necessario vista la contiguità con il polmone pulsante dell’evento, ovvero Piazza San Pietro. La photopportunity di Gualtieri con il caschetto non cancella le magagne id un’improvvisata volata finale. Inoltre, nelle opere previste e quelle già concluse, nel generale rinvio di molti cantieri a babbo morto,…

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Difficile trovare un argomento di discussione in cui interlocutori così diversi da talk show siano tutti d’accordo. Quello che accomuna Cacciari, Mieli, Porro e Padellaro è ritenere che la democrazia in Romania sia stata sospesa. Parliamo di un Paese di fresca adesione all’Unione Europea, entrato, non a caso, da pochi giorni nella legislazione di Schengen di libera frontiera continentale. Il diktat della Corte Costituzionale che ha annullato il primo turno elettorale che decretava l’inaspettato successo del Carneade Georgescu con il 22,6 per cento dei suffragi è un inaudito nella storia del dopoguerra e si presta a censure e obiezioni. Vogliamo…

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Le necessità dell’appalto con bando per il Festival di Sanremo sembra l’ennesima tegola sul collo per il miserevole stato della musica italiana. Gli indicatori sono sul piatto. Basti leggere i dischi più ascoltati nel corso del 2024 su Spotify che è il più credibile juke-box/contenitore della musica nostrana  per valutare l’indice di gradimento. Al primo posto compare Geolier con un pezzo dimenticabilissimo. Geolier è quel corpulento cantante napoletano che, per mascherare la propria abituale stonatura, si serve dell’ autotune, una sorta di play back del terzo millennio. Un vero e proprio inganno per il pubblico pagante. Così può replicare indisturbato…

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Uno statista dovrebbe guardare al futuro di un paese e progettarlo per tempo. L’Italia, invece, è piena di operatori di un marketing politico che guardano al massimo al giorno dopo. Ecco perché, sul drammatico calo demografico della popolazione, invece di impiantare un serio e programmatico studio, la risposta è la messa al bando dei migranti “che ci portano via il lavoro”. Contraddizione evidente. Risposta incongrua e paradossale. Così quest’Italia, dalle finanziarie misere, perde di vista gli obiettivi primari e a lunga gittata. Un dato illuminante: in 13 anni 550 mila giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato…

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