Autore: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

Due proposte di pace per una guerra infinita. 28 punti contro 20. Trump contro l’Unione Europea e a favore di Putin. Vale la metafora guerresca. Cominci una guerra se hai la possibilità di vincerla. Qui si combatte un conflitto che non ha speranze di risoluzione vincente per l’aggredito. E da tempo. Si parla di pace giusta. La pace non è mai giusta. E chi sbandiera l’espressione fa sola retorica. La pace è un compromesso tra le conquiste dell’aggressore e la dignità del battuto. Ed è qui che ci si deve incontrare. La risoluzione in 28 punti è più realistica di…

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Esordisco con una provocazione. Bottai, Gentile, Balbo, sono stati peggio di Giuli, Valditara, Mollicone? Paragone incongruo con il risonare di vecchi e nuovi (?) fascismi. E poi: il Minculpop è definitivamente morto? Tra una riforma di una giustizia che invece di chiamare gli italiani a responso sulla sua inaccettabile lentezza li spacca sul tema non universale della separazione delle carriere e li schiaccia con la repressione della libera stampa con giornalisti come Tizian, Trocchia e Vergine che rischiano addirittura 8 anni di carcere per qualcosa di strumentalmente peggio della rivelazione del segreto d’ufficio. Libertà schiacciata e vilipesa con il surplace…

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Uno dei gialli più bollenti del 2025 in dirittura d’arrivo. Di quelli che sicuramente non vi fanno dormire la notte. Telenovela all’italiana perfetta per un’omologa serie turca con tanto spreco di pathos e di retorica. La vexata quaestio del possesso degli orologi preziosi di casa Totti.  Le separazioni delle star sono sempre traumatiche e legate a una scia di conflitti d’interesse che si trascinano negli anni. Ma l’eredità sospesa più curiosa era quella legata ai cronometristi del tempo. Mica roba da poco Parliamo di una collezione di rolex griffata per un valore superiore al milione di euro con un pezzo…

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Linda Laura Sabbadini, statistica e sociologa italiana, è una pioniera della lotta alle diseguaglianze grazie anche al lungo percorso nell’Istat che ha misurato e valutato la crescita della povertà assoluta e relativa in Italia nell’ultimo decennio. Ci siamo confrontati con lei con un agile questionario per valutare lo sviluppo di questo disagio che dovrebbe essere la prima preoccupazione dei partiti di Governo e di opposizione. E invece risulta tema sfuggente e tristemente inevaso dall’agenda politica italiana. Quasi sei milioni di poveri rappresentano una percentuale che non è problema minoritario ma assoluta emergenza nazionale. Il tema della povertà perché non è…

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Se nel dibattito pubblico è diventata una possibilità reale che il Nobel della pace venisse attribuito a Donald Trump vuol dire che l’assegnazione più prestigiosa del mondo accademico ha perso il suo magico appeal. Ironizzando si potrebbe scrivere che non ci si potrebbe aspettare di più da un Premio inventato da un mecenate nel nome dell’invenzione della dinamite. Mentre per le attribuzioni scientifiche i motivi di polemica spesso latitano sono i riconoscimenti per la pace e la letteratura quelli che alimentano stigmi e recriminazioni. Lo scampato pericolo della mancata attribuzione a Trump non devi farci dimenticare che in sua vece…

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Il Paese reale non sembra sedere tra Camera e Senato. Il problema maggiore dell’Italia contemporanea è l’arretramento degli stipendi, il peggioramento delle condizioni di vita di gran parte dei 59 milioni di abitanti nei confini nazionali con un sintomatico arretramento stipendiale della classe media. Chi se ne occupa? Se è scientifico il disinteresse per la questione di un Governo che ossequia i poteri forti, è ventriloquio di Trump, difensore di Netanyahu, più che mai ostinatamente e forsennatamente filoatlantico, risulta inspiegabile la mancata concentrazione e focus sul problema della cosiddetta opposizione. Possiamo forse salvare i Cinque Stelle che hanno giocato la…

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Viviamo un mondo di cover dove anche gli autori originali imitano se stessi. Faccio uno stimabile esempio. La mitica canzone Rimmel compie cinquanta anni e diventa il pretesto per un revival tournèe per un bravo cantautore che da almeno sette anni non scrive un testo e più che altro si gode da bon vivant la vita producendo, tra l’altro, un ottimo olio. Tutto giustificato, per carità. Possiamo pensare che un distinto signore di 74 anni chiamato Francesco de Gregori ci rinnovi i palpiti amorosi che invadevano la sua canzone mezzo secolo fa? Ecco perché parliamo di cover. Perché De Gregori…

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L’Europa o, meglio, la sua posticcia Unione, ha toccato il punto più basso e tragico della propria esistenza. Nata come reazione al disastro materiale, ideologico e morale della seconda guerra mondiale, doveva avere come prima mission la difesa della pace per ritrovarsi molti anni dopo il proprio concepimento con maestri fondatori che ora rabbrividirebbero di fronte a un progetto che è solo riarmo, difesa, belligeranza. Macron, Merz Meloni come patetici epigoni di Brandt e Adenauer. Sbaglia persino il Presidente della Repubblica nostrano quando parla di un’Europa che non ha mai fatto guerre. Come continente può avere ragione ma i singoli…

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La Federbasket ha avuto una stagione piena di ottimi risultati. Primo fra tutti l’inaspettato bronzo della nazionale femminile al campionato continentale 2025. Ma tutti i brillanti podi delle nazionali Under 16, 18 e 20 saranno dimenticati in un amen se la squadra azzurra maschile dovesse uscire battuta e umiliata dal torneo europeo che scatta a fine agosto. La spedizione è partita nel segno di una brutta figura istituzionale che spande i suoi riflessi persino su Mattarella. Per riscattare la modesta qualità media del team da due anni la Federazione corteggiava Donte Divincenzo per una sua nazionalizzazione e un automatico ingresso…

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Il suo Governo ha appena tagliato il nastro del sorpasso laureandosi come la quarta coalizione della Repubblica per durata.  E non c’è alcun dubbio che ultimerà la legislatura dimostrando che le maggioranze di destra, per amore di potere, sono molto più coese di quelle di un’incerta sinistra come pure dimostra la lunga reggenza di Berlusconi, refrattario a ogni scandalo. Ma se pencola l’ambizione di Giorgia Meloni di costituire un polo di dialogo tra Trump e l’Unione Europea, un bluff che alla fine verrà svelato, il leader di Fratelli d’Italia guarda più lontano. Facciamo nostra, per autentica primogenitura personale, al di…

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