Author: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

Le ragioni della pace sono quelle che si oppongono a tutti i 169 focolai di guerra diffusi nel mondo. A maggior ragione per il conflitto scoppiato nella pancia calda dell’Europa e che l’Europa non riesce a domare perché schiavo atlantico degli Stati Uniti. Le ragioni della pace sono quelle che si oppongono strenuamente alla spesa mondiale di 2.242 miliardi per le armi (Italia in quarta posizione in questa graduatoria negativa). Chi sostiene che ci si siederà al tavolo della pace solo quando l’Ucraina avrà vinto la guerra, sposa una posizione oltranzista che è negata dai fatti. Perché la Russia non…

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Uno dei più grandi fatiscenti miti della civiltà contemporanea è la macroscopica valorizzazione del PIL. Sembra che la vita di uno Stato non possa prescindere da un esuberante segno + collocato all’altezza delle stime delle previsioni per l’anno seguente. Regolarmente contraddette. I segni pesanti del cambiamento climatico, uniti all’aumento della temperatura, ad alluvioni impreventivate miscelate con lunghi periodi di siccità, alla pandemia triennale da Covid, ai 169 focolai di guerra sparsi per il mondo, non hanno indicato una strada alternativa al sempiterno miraggio della crescita. È facile trarre omologazioni pertinenti. Quattro anni fa la Cina si preoccupava perché la sua…

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L’analisi più catastrofica sul mondo del lavoro prevede la perdita di 300 milioni di posti di lavoro di qui al 2040. Percentuale tutt’altro che minoritaria all’interno di un universo di otto miliardi di esseri umani in una geo-statistica demografica che vedrà l’Africa crescere e l’Europa marginalizzarsi (Italia compresa) anche come capacità d’influenza. Chi vivrà vedrà bilanciando la famosa alternativa tra l’ottimismo della volontà e il pessimismo dell’intelligenza. Quello che è certo è che tra i marosi del cambiamento climatico, del politicamente corretto e dell’intelligenza artificiale, i Governi dell’orbe terracqueo non sembrano avere la capacità di visione e narrazione che sarebbe…

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Giorgio Armani ha speso 25 milioni di euro per la squadra di basket di Milano che porta il suo nome. Soldi privati che non devono essere rendicontati al pubblico. Ma la resa? Milano finora ha perso tutto quello che c’era da perdere: Coppa, Supercoppa, Eurolega, con vistosi passi indietro nel ranking europeo, nonostante la messa al bando delle squadre russe. Ha sfrecciato al primo posto nella regular season ma questo traguardo relativo non è certo garanzia per poter mettere le mani sullo scudetto, il traguardo salva-stagione. Cui prodest? C’è da chiederselo nel generale arretramento del basket italiano nelle graduatoria di…

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Immaginiamo la “Festa della liberazione” con il solito ricettario di polemiche. Sulla presenza nei luoghi istituzionali dei rappresentanti del governo di destra; sulla contestazione alla brigata Ebraica; sulla semplicistica equivalenza tra il ruolo dei partigiani e quello degli interventisti militaristi nella vicina guerra in Ucraina. Un copione già visto e abbondantemente saccheggiato, ma pur sempre polemicamente valido. In mezzo la domanda più evidente. C’è traccia di fascismo nell’ideologia del governo Meloni? Di sicuro c’è il tentativo nei suoi rappresentanti di mettersi al riparo da nostalgie con una collocazione ibrida. Né fascisti né antifascisti. Diremo, con un neologismo che si affaccia…

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L’ultimo film dell’attivissimo Walter Veltroni è l’ennesimo nostalgico sguardo rivolto al passato. Non intendiamo addentrarci in una recensione cinematografica e tanto meno sul versante estetico per “Quando”. Togliamo qualche lettera e ci limitiamo all’aspetto etico, con l’unico rilievo sull’imitazione/plagio. “Goodbye Berlin” è l’originale: il protagonista si risveglia quando il muro non c’è più e per evitargli choc gli rappresentano un mondo ancora pieno di Trabant, Honecker, Vopos etc. Veltroni quando non scrive gialli disimpegnati, disegna una sorta di epitaffio del proprio fallimento politico. Un autocompiacimento onanistico che non è masochistico perché sono prodotti che piacciono alla gente che piace. È…

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Può credere nel futuro dell’auto, fosse anche elettrica o Euro 7, solo chi crede a una potenziale crescita a infinito del pianeta. Invece, di pari passo, con il grado zero del cambiamento climatico, abbiamo compreso razionalmente che le risorse stanno finendo e dunque dobbiamo correre ai ripari. Sembrano perciò trattative di piccolo spessore quelle che vogliano procrastinare la fine dell’auto tradizionale per il 2035. La presenza dell’Italia, accanto a Paesi non proprio all’avanguardia industriale (tipo la Bulgaria) è stata corroborata dal sostegno della Germania. Ma bisogna comprendere che si tratta di battaglie di piccolo cabotaggio. Viene in mente la metafora…

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«L’insuccesso gli ha dato alla testa» chiosava Flaiano. Citando l’eccezione e non la regola. Perché più spesso succede il contrario. Accomuniamo nell’apologo due campioni veri o presunti dello sport italiano: il velocista Marcell Jacobs e il tennista Matteo Berrettini. Nel corso dell’ultimo biennio i titoli a nove colonne per questi due protagonisti si sono sprecati. Calate di testi digitali forse superiori ai loro meriti e soprattutto per quanto riguarda l’uomo con la racchetta. Ora i due sono in vistosa impasse. Ma scendiamo nel dettaglio. L’hanno definito un Carneade ma è bastato lo sconosciuto Ceccarelli per imporre al bicampione olimpico ventottenne…

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Si vis pacem para bellum. L’antica locuzione di Vegezio dovrebbe essere irreversibilmente trasformata in “Se vuoi la pace prepara la pace”. Pare però che nessuno dei potenti della terra sia interessato a metterla in pratica. In una guerra che taglia tristemente l’anniversario del primo anno di conflitto. Leggete i quotidiani, espressione di poteri forti e di interessi consolidati: il turn over dialettico riguarda solo il passaggio di armi secondo le richieste di Zelenski. Un pallido tentativo di negoziato a suo tempo con mediatore l’equivoco Erdogan. Poi il vuoto nel refrain di una guerra eterna. Vogliamo la pace e non per…

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La beneficenza è buona, santa e giusta. Ma può anche essere l’anima del commercio. Quando leggi che la maggior parte delle donazioni a Telethon in termini percentuali vengono riservate per mantenere in piedi la macchina dell’organizzazione qualche dubbio deve pur venirti. Quando leggi che la Ferragni fa beneficenza e fa ampia pubblicità del suo operato un secondo dubbio si aggiunge. Quando sei subissato di regali e materiale pubblicitario da parte di meritorie organizzazioni con le quali, fino a quel momento, non hai avuto nessun contatto, puoi affermare con certezza che tre indizi fanno una prova. La beneficenza dunque è anche…

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