Autore: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

Le esperienze personali segnano e forgiano di più degli eventi pubblici. E lasciano un pensiero indelebile su chi si incontra. Dieci anni di permanenza su facebook non mi avevano fatto capire sulla creatura di Zuckerberg quanto la perdita dell’account dovuta ad hackeraggio. Succede che un giorno un’amica di FB (realmente una conoscente) mi chiede aiuto per attivare un nuovo smartphone sul social network. Aderisco alla richiesta (e non ho rimpianti) anche perché in passato una modalità di facebook per validare un account richiedeva il contributo degli amici (scoprirò nell’attualità che la modalità è stata abolita). Le passo dunque un codice…

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“E adesso, pover’uomo?”. Ci viene in mente di riecheggiare il titolo di un dimenticato romanzo di Hans Fallada, recentemente ripubblicato da Sellerio, per evocare lo stato d’animo dei 169.000 italiani, rispondenti ad altrettanti nuclei familiari, che hanno ricevuto la disdetta del reddito di cittadinanza attraverso l’antiquato ma sempre funzionale mezzo di comunicazione via Sms. E ci è venuta pure in mente una frase del pluri-miliardario Warren Buffett: “Si sta combattendo ogni giorno la guerra tra ricchi e poveri. E la stanno vincendo i ricchi”. La diffidenza per la misura sembra ispirata da una guerra tra poveri. Tra poveri che guardano…

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Nell’estate italiana vanno particolarmente di moda le arene, un contentino per chi resta in città, non certo una scorciatoia per gli appassionati di cinema, per non dire dei cinefili. Cavalcano l’onda del biglietto a 3,50 euro per i film italiani e/o europei. Più che fenomeno è quasi inflazione. Si può dire che non ci sia quartiere e sottoquartiere di Roma che non ne ospiti una, a volte urtando contro il peso della burocrazia. E parliamo di aggregati urbanistici da 200.00 e più abitanti. Gli organizzatori dell’Arena Aniene a esempio, alla vigilia della loro sospirata prima, si sono visti chiedere dalla…

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Le temperature che stiamo vivendo in questa calda estate del 2023 ci rimandano all’ineluttabilità di un problema che mettiamo tra parentesi, che stentiamo ad affrontare globalmente, un fronte a cui non forniamo risposte, complice una politica ricca di uomini di marketing (su tutti Renzi) ma non di statisti. Così nell’ignavia complessiva sprofondiamo in una terra sempre più calda dove ognuno se la cava accendendo il proprio condizionatore, probabilmente acquistato nell’estate del 2003, la prima stagione dell’allarme. Un allarme decisamente inascoltato. Per rimanere nell’attualità due esempi: il primo relativo al mese appena trascorso, il secondo all’anno di cui ci siamo sbarazzati…

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L’unione fa la forza? Si, a patto di non nascondere intrinseche debolezze. Ci pare questo il caso dei duetti o trielli proposti dall’industria discografica, frutto più che delle libere scelte degli artisti della volontà commerciale di sbarcare il lunario. Sono ormai definitivamente alle spalle i tempi dei dischi di platino e dei dischi d’oro. Ora le quantità di vinili per raggiungere tali traguardi si sono abbassati di quaranta volte con un considerevole depauperamento di valore. Il fatto è che c’è tanta musica gratuita e il sistema si regge sui concerti dal vivo a prezzi non d’affezione. Se un biglietto per…

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Le ragioni della pace sono quelle che si oppongono a tutti i 169 focolai di guerra diffusi nel mondo. A maggior ragione per il conflitto scoppiato nella pancia calda dell’Europa e che l’Europa non riesce a domare perché schiavo atlantico degli Stati Uniti. Le ragioni della pace sono quelle che si oppongono strenuamente alla spesa mondiale di 2.242 miliardi per le armi (Italia in quarta posizione in questa graduatoria negativa). Chi sostiene che ci si siederà al tavolo della pace solo quando l’Ucraina avrà vinto la guerra, sposa una posizione oltranzista che è negata dai fatti. Perché la Russia non…

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Uno dei più grandi fatiscenti miti della civiltà contemporanea è la macroscopica valorizzazione del PIL. Sembra che la vita di uno Stato non possa prescindere da un esuberante segno + collocato all’altezza delle stime delle previsioni per l’anno seguente. Regolarmente contraddette. I segni pesanti del cambiamento climatico, uniti all’aumento della temperatura, ad alluvioni impreventivate miscelate con lunghi periodi di siccità, alla pandemia triennale da Covid, ai 169 focolai di guerra sparsi per il mondo, non hanno indicato una strada alternativa al sempiterno miraggio della crescita. È facile trarre omologazioni pertinenti. Quattro anni fa la Cina si preoccupava perché la sua…

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L’analisi più catastrofica sul mondo del lavoro prevede la perdita di 300 milioni di posti di lavoro di qui al 2040. Percentuale tutt’altro che minoritaria all’interno di un universo di otto miliardi di esseri umani in una geo-statistica demografica che vedrà l’Africa crescere e l’Europa marginalizzarsi (Italia compresa) anche come capacità d’influenza. Chi vivrà vedrà bilanciando la famosa alternativa tra l’ottimismo della volontà e il pessimismo dell’intelligenza. Quello che è certo è che tra i marosi del cambiamento climatico, del politicamente corretto e dell’intelligenza artificiale, i Governi dell’orbe terracqueo non sembrano avere la capacità di visione e narrazione che sarebbe…

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Giorgio Armani ha speso 25 milioni di euro per la squadra di basket di Milano che porta il suo nome. Soldi privati che non devono essere rendicontati al pubblico. Ma la resa? Milano finora ha perso tutto quello che c’era da perdere: Coppa, Supercoppa, Eurolega, con vistosi passi indietro nel ranking europeo, nonostante la messa al bando delle squadre russe. Ha sfrecciato al primo posto nella regular season ma questo traguardo relativo non è certo garanzia per poter mettere le mani sullo scudetto, il traguardo salva-stagione. Cui prodest? C’è da chiederselo nel generale arretramento del basket italiano nelle graduatoria di…

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Immaginiamo la “Festa della liberazione” con il solito ricettario di polemiche. Sulla presenza nei luoghi istituzionali dei rappresentanti del governo di destra; sulla contestazione alla brigata Ebraica; sulla semplicistica equivalenza tra il ruolo dei partigiani e quello degli interventisti militaristi nella vicina guerra in Ucraina. Un copione già visto e abbondantemente saccheggiato, ma pur sempre polemicamente valido. In mezzo la domanda più evidente. C’è traccia di fascismo nell’ideologia del governo Meloni? Di sicuro c’è il tentativo nei suoi rappresentanti di mettersi al riparo da nostalgie con una collocazione ibrida. Né fascisti né antifascisti. Diremo, con un neologismo che si affaccia…

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