Autore: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

Giorgio Armani ha speso 25 milioni di euro per la squadra di basket di Milano che porta il suo nome. Soldi privati che non devono essere rendicontati al pubblico. Ma la resa? Milano finora ha perso tutto quello che c’era da perdere: Coppa, Supercoppa, Eurolega, con vistosi passi indietro nel ranking europeo, nonostante la messa al bando delle squadre russe. Ha sfrecciato al primo posto nella regular season ma questo traguardo relativo non è certo garanzia per poter mettere le mani sullo scudetto, il traguardo salva-stagione. Cui prodest? C’è da chiederselo nel generale arretramento del basket italiano nelle graduatoria di…

Leggi

Immaginiamo la “Festa della liberazione” con il solito ricettario di polemiche. Sulla presenza nei luoghi istituzionali dei rappresentanti del governo di destra; sulla contestazione alla brigata Ebraica; sulla semplicistica equivalenza tra il ruolo dei partigiani e quello degli interventisti militaristi nella vicina guerra in Ucraina. Un copione già visto e abbondantemente saccheggiato, ma pur sempre polemicamente valido. In mezzo la domanda più evidente. C’è traccia di fascismo nell’ideologia del governo Meloni? Di sicuro c’è il tentativo nei suoi rappresentanti di mettersi al riparo da nostalgie con una collocazione ibrida. Né fascisti né antifascisti. Diremo, con un neologismo che si affaccia…

Leggi

L’ultimo film dell’attivissimo Walter Veltroni è l’ennesimo nostalgico sguardo rivolto al passato. Non intendiamo addentrarci in una recensione cinematografica e tanto meno sul versante estetico per “Quando”. Togliamo qualche lettera e ci limitiamo all’aspetto etico, con l’unico rilievo sull’imitazione/plagio. “Goodbye Berlin” è l’originale: il protagonista si risveglia quando il muro non c’è più e per evitargli choc gli rappresentano un mondo ancora pieno di Trabant, Honecker, Vopos etc. Veltroni quando non scrive gialli disimpegnati, disegna una sorta di epitaffio del proprio fallimento politico. Un autocompiacimento onanistico che non è masochistico perché sono prodotti che piacciono alla gente che piace. È…

Leggi

Può credere nel futuro dell’auto, fosse anche elettrica o Euro 7, solo chi crede a una potenziale crescita a infinito del pianeta. Invece, di pari passo, con il grado zero del cambiamento climatico, abbiamo compreso razionalmente che le risorse stanno finendo e dunque dobbiamo correre ai ripari. Sembrano perciò trattative di piccolo spessore quelle che vogliano procrastinare la fine dell’auto tradizionale per il 2035. La presenza dell’Italia, accanto a Paesi non proprio all’avanguardia industriale (tipo la Bulgaria) è stata corroborata dal sostegno della Germania. Ma bisogna comprendere che si tratta di battaglie di piccolo cabotaggio. Viene in mente la metafora…

Leggi

«L’insuccesso gli ha dato alla testa» chiosava Flaiano. Citando l’eccezione e non la regola. Perché più spesso succede il contrario. Accomuniamo nell’apologo due campioni veri o presunti dello sport italiano: il velocista Marcell Jacobs e il tennista Matteo Berrettini. Nel corso dell’ultimo biennio i titoli a nove colonne per questi due protagonisti si sono sprecati. Calate di testi digitali forse superiori ai loro meriti e soprattutto per quanto riguarda l’uomo con la racchetta. Ora i due sono in vistosa impasse. Ma scendiamo nel dettaglio. L’hanno definito un Carneade ma è bastato lo sconosciuto Ceccarelli per imporre al bicampione olimpico ventottenne…

Leggi

Si vis pacem para bellum. L’antica locuzione di Vegezio dovrebbe essere irreversibilmente trasformata in “Se vuoi la pace prepara la pace”. Pare però che nessuno dei potenti della terra sia interessato a metterla in pratica. In una guerra che taglia tristemente l’anniversario del primo anno di conflitto. Leggete i quotidiani, espressione di poteri forti e di interessi consolidati: il turn over dialettico riguarda solo il passaggio di armi secondo le richieste di Zelenski. Un pallido tentativo di negoziato a suo tempo con mediatore l’equivoco Erdogan. Poi il vuoto nel refrain di una guerra eterna. Vogliamo la pace e non per…

Leggi

La beneficenza è buona, santa e giusta. Ma può anche essere l’anima del commercio. Quando leggi che la maggior parte delle donazioni a Telethon in termini percentuali vengono riservate per mantenere in piedi la macchina dell’organizzazione qualche dubbio deve pur venirti. Quando leggi che la Ferragni fa beneficenza e fa ampia pubblicità del suo operato un secondo dubbio si aggiunge. Quando sei subissato di regali e materiale pubblicitario da parte di meritorie organizzazioni con le quali, fino a quel momento, non hai avuto nessun contatto, puoi affermare con certezza che tre indizi fanno una prova. La beneficenza dunque è anche…

Leggi

Il concetto di democrazia è palesemente in crisi nel mondo globale. Quando Putin si allunga il potere pretestuosamente fino a tutto il 2036 (mentre il terreno con l’incauta guerra in Ucraina gli frana sotto i piedi) meritandosi l’etichetta di “nuovo zar”, quando sembra difficile scalzare dal potere cacicchi come Erdogan o Netanyauh, quando presidenti deposti come Trump e Bolsonaro non accettano il verdetto delle urne e fanno mettere a soqquadro i rispettivi Congressi dai propri sostenitori, appare evidente la via facilitata alle autocrazie. E gli elettori sembrano convenzionalmente stanchi delle vecchie politiche e, se non partecipano disertando ai seggi, si…

Leggi

Quale l’evento sportivo più sopravvalutato organizzato in Italia nel 2023? Se siete attenti la risposta è facile: un potente lavoro di lobby ci fa quasi convincere che i destini dell’ex Belpaese muteranno con lo svolgimento della Ryder Cup in programma dal 29 settembre al 1° ottobre prossimi sui campi del Golf Club Marco Simone di Guidonia Montecelio alle Porte di Roma. Poco importa ai 25.000 pendolari che ogni giorno penosamente e ritualmente transumano nella capitale da quel luogo con un viaggio periglioso per corrispondere al proprio impegno lavorativo, evidentemente immemori che l’iscrizione a un semplice Golf Club (citiamo quello sito…

Leggi

È un dato empirico ma con buon grado di approssimazione possiamo sostenere che Ernesto Nathan è stato l’ultimo (unico?) sindaco di Roma che ha fatto collimare con perfetta sinergia l’interesse pubblico con quello privato. È un accoppiamento che in generale riesce difficile in Italia con un refrain ben noto ovvero “il privato va progressivamente a discapito del pubblico”. Ce ne accorgiamo per uno dei rami più importanti della società cosiddetta civile, la sanità. Esami generici di laboratorio più o meno prevedono la stessa spesa con un privato che si allarga e un pubblico che si restringe. Voi che scegliereste considerando…

Leggi