Author: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

Il concetto di democrazia è palesemente in crisi nel mondo globale. Quando Putin si allunga il potere pretestuosamente fino a tutto il 2036 (mentre il terreno con l’incauta guerra in Ucraina gli frana sotto i piedi) meritandosi l’etichetta di “nuovo zar”, quando sembra difficile scalzare dal potere cacicchi come Erdogan o Netanyauh, quando presidenti deposti come Trump e Bolsonaro non accettano il verdetto delle urne e fanno mettere a soqquadro i rispettivi Congressi dai propri sostenitori, appare evidente la via facilitata alle autocrazie. E gli elettori sembrano convenzionalmente stanchi delle vecchie politiche e, se non partecipano disertando ai seggi, si…

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Quale l’evento sportivo più sopravvalutato organizzato in Italia nel 2023? Se siete attenti la risposta è facile: un potente lavoro di lobby ci fa quasi convincere che i destini dell’ex Belpaese muteranno con lo svolgimento della Ryder Cup in programma dal 29 settembre al 1° ottobre prossimi sui campi del Golf Club Marco Simone di Guidonia Montecelio alle Porte di Roma. Poco importa ai 25.000 pendolari che ogni giorno penosamente e ritualmente transumano nella capitale da quel luogo con un viaggio periglioso per corrispondere al proprio impegno lavorativo, evidentemente immemori che l’iscrizione a un semplice Golf Club (citiamo quello sito…

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È un dato empirico ma con buon grado di approssimazione possiamo sostenere che Ernesto Nathan è stato l’ultimo (unico?) sindaco di Roma che ha fatto collimare con perfetta sinergia l’interesse pubblico con quello privato. È un accoppiamento che in generale riesce difficile in Italia con un refrain ben noto ovvero “il privato va progressivamente a discapito del pubblico”. Ce ne accorgiamo per uno dei rami più importanti della società cosiddetta civile, la sanità. Esami generici di laboratorio più o meno prevedono la stessa spesa con un privato che si allarga e un pubblico che si restringe. Voi che scegliereste considerando…

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Il digitale migliora la società. Un ragionamento secco, tutto da verificare. Ma è più comodo per gli utenti? Sarà nota a tutti l’abituale scena alle Poste o in Banca dei computer che si bloccano per difetto di sistema (o, al limite, per l’intervento di hacker). La ripresa del servizio è lenta, faticosa, debilitante dove l’intervento umano di una volta, diciamo pure artigianale, avrebbe rimediato in breve tempo all’impasse. In questo caso invece la palla passa ai server e dunque massima calma e aspettare. Così, parallelamente, complice la pandemia (che a volte diventa una scusa e una scorciatoia) vengono progressivamente eliminate…

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La marcia della pace di Roma ha dimostrato il 5 novembre scorso che c’è un’Italia antropologicamente diversa. Che crede ancora nel pacifismo senza “se” e senza “ma”. Senza i sofismi che vengono dalle contestazioni di chi taccia di pressapochismo e qualunquismo una dimostrazione di piazza che pretende il tavolo della trattativa e ripudia l’uso delle armi, in omogeneità con quanto scritto e iscritto nella Costituzione italiana. Piazza San Giovanni non riusciva a contenere questo popolo civile che non nominava Putin e Zelenski, ma rispondeva a centinaia di sigle della società civile e che con ogni probabilità non corrispondeva all’attuale assetto…

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Il biglietto da visita del Governo Meloni? Certo, il contante “rialzato” a 10.000 euro, l’editto contro i rave party. Ma c’è qualcosa di più strisciante che s’insinua nella terminologia ed è lo specchio di una diversa ideologia e di un tentativo di invertire la tendenza rispetto ai presunti deviazionismi di una sinistra, per la verità mai realmente al potere (neanche ai tempi di Berlinguer). E allora si riaffaccia subdola e suadente, la parola “merito”. Come se la sua semplice evocazione, anche nella definizione di un Ministero, avesse il potere di cancellare l’abominio della stasi dell’ascensore sociale. Constatiamo l’immobilità e la…

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Il populismo? Fateci caso, nella polemica elettoralistica, è sempre quello degli altri. Chi legittimamente può arrogarsi la patente di anti-populista nell’attuale arco parlamentare? Forse solo un soggetto fuori dalla mischia. Come Monti, come Draghi anche se bisogna ricordare che il primo varò un proprio partito, naufragato alla prima prova elettorale. Bisogna prendere atto che la politica è cambiata e che la salsa populista è in voga da quando una visione prospettiva propria dello statista è stata trasformata nel marketing delle promesse irrealizzabili in cui la ragione sociale del partito è saldata alla personalità del leader. Dunque teoricamente più carisma e…

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C’è il rischio di essere radical chic se scriviamo che le reti Mediaset di coniazione berlusconiana hanno abbandonato una pur minima idea di pubblica utilità, stile e decoro abbracciando il trend dell’intrattenimento più infimo? Ebbene, in nome delle rituali stroncature correremo questo rischio. Vi ricordate quando Massimo D’Alema in odore di bicamerale affermava che «Le reti Fininvest erano degno patrimonio del Paese». Non erano tempi molti diversi da quelli in cui Veltroni non nominava Berlusconi ma lo evocava come «il leader del partito avverso», precisando di non essere mai stato comunista. Nel Paese delle abiure forse qualcosa è cambiato. E…

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Non siamo facili profeti ma profeti banali se affermiamo con buona dose di certezza che il primo partito nelle prossime elezioni del 25 settembre sarà quello degli astenuti. Probabilmente a questa folta legione (un 40-45% per cento che schiaccia la maggioranza relativa attribuita nei sondaggi alle Meloni) sarà infoltita dal solo partito degli indecisi, più facilmente indotti a disertare le urne che a turarsi il naso e a votare lo schieramento giudicato meno nocivo. L’astensionismo è una pericolosa deriva della democrazia contro cui non funziona un antidoto potenzialmente convincente: «Se nessuno voterà in futuro il nostro destino sarà deciso dall’unico…

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Favorita dalla pandemia, dalle passeggiate, spesso insensate, magari per portare a spasso pretestuosamente il cane (vedi lockdown), in Italia è scoppiata la moda del camminare, di un walking che se impostato a velocità ragguardevole può anche far dimagrire. Su questa tendenza 2020-2021, si è sviluppata la moltiplicazione su scala esagerata dei Cammini, vaghe imitazioni del Cammino di Santiago, traccia su cui si sono buttate a pesce le solo teoricamente disciolte Province, i Comuni, le Regioni, le aziende di soggiorno, le aziende di promozione turistica. Ma Santiago rimane un exemplum unico e inimitabile. Per il prestigio acquisito nel corso dei decenni,…

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