Autore: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

L’ultimo film dell’attivissimo Walter Veltroni è l’ennesimo nostalgico sguardo rivolto al passato. Non intendiamo addentrarci in una recensione cinematografica e tanto meno sul versante estetico per “Quando”. Togliamo qualche lettera e ci limitiamo all’aspetto etico, con l’unico rilievo sull’imitazione/plagio. “Goodbye Berlin” è l’originale: il protagonista si risveglia quando il muro non c’è più e per evitargli choc gli rappresentano un mondo ancora pieno di Trabant, Honecker, Vopos etc. Veltroni quando non scrive gialli disimpegnati, disegna una sorta di epitaffio del proprio fallimento politico. Un autocompiacimento onanistico che non è masochistico perché sono prodotti che piacciono alla gente che piace. È…

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Può credere nel futuro dell’auto, fosse anche elettrica o Euro 7, solo chi crede a una potenziale crescita a infinito del pianeta. Invece, di pari passo, con il grado zero del cambiamento climatico, abbiamo compreso razionalmente che le risorse stanno finendo e dunque dobbiamo correre ai ripari. Sembrano perciò trattative di piccolo spessore quelle che vogliano procrastinare la fine dell’auto tradizionale per il 2035. La presenza dell’Italia, accanto a Paesi non proprio all’avanguardia industriale (tipo la Bulgaria) è stata corroborata dal sostegno della Germania. Ma bisogna comprendere che si tratta di battaglie di piccolo cabotaggio. Viene in mente la metafora…

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«L’insuccesso gli ha dato alla testa» chiosava Flaiano. Citando l’eccezione e non la regola. Perché più spesso succede il contrario. Accomuniamo nell’apologo due campioni veri o presunti dello sport italiano: il velocista Marcell Jacobs e il tennista Matteo Berrettini. Nel corso dell’ultimo biennio i titoli a nove colonne per questi due protagonisti si sono sprecati. Calate di testi digitali forse superiori ai loro meriti e soprattutto per quanto riguarda l’uomo con la racchetta. Ora i due sono in vistosa impasse. Ma scendiamo nel dettaglio. L’hanno definito un Carneade ma è bastato lo sconosciuto Ceccarelli per imporre al bicampione olimpico ventottenne…

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Si vis pacem para bellum. L’antica locuzione di Vegezio dovrebbe essere irreversibilmente trasformata in “Se vuoi la pace prepara la pace”. Pare però che nessuno dei potenti della terra sia interessato a metterla in pratica. In una guerra che taglia tristemente l’anniversario del primo anno di conflitto. Leggete i quotidiani, espressione di poteri forti e di interessi consolidati: il turn over dialettico riguarda solo il passaggio di armi secondo le richieste di Zelenski. Un pallido tentativo di negoziato a suo tempo con mediatore l’equivoco Erdogan. Poi il vuoto nel refrain di una guerra eterna. Vogliamo la pace e non per…

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La beneficenza è buona, santa e giusta. Ma può anche essere l’anima del commercio. Quando leggi che la maggior parte delle donazioni a Telethon in termini percentuali vengono riservate per mantenere in piedi la macchina dell’organizzazione qualche dubbio deve pur venirti. Quando leggi che la Ferragni fa beneficenza e fa ampia pubblicità del suo operato un secondo dubbio si aggiunge. Quando sei subissato di regali e materiale pubblicitario da parte di meritorie organizzazioni con le quali, fino a quel momento, non hai avuto nessun contatto, puoi affermare con certezza che tre indizi fanno una prova. La beneficenza dunque è anche…

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Il concetto di democrazia è palesemente in crisi nel mondo globale. Quando Putin si allunga il potere pretestuosamente fino a tutto il 2036 (mentre il terreno con l’incauta guerra in Ucraina gli frana sotto i piedi) meritandosi l’etichetta di “nuovo zar”, quando sembra difficile scalzare dal potere cacicchi come Erdogan o Netanyauh, quando presidenti deposti come Trump e Bolsonaro non accettano il verdetto delle urne e fanno mettere a soqquadro i rispettivi Congressi dai propri sostenitori, appare evidente la via facilitata alle autocrazie. E gli elettori sembrano convenzionalmente stanchi delle vecchie politiche e, se non partecipano disertando ai seggi, si…

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Quale l’evento sportivo più sopravvalutato organizzato in Italia nel 2023? Se siete attenti la risposta è facile: un potente lavoro di lobby ci fa quasi convincere che i destini dell’ex Belpaese muteranno con lo svolgimento della Ryder Cup in programma dal 29 settembre al 1° ottobre prossimi sui campi del Golf Club Marco Simone di Guidonia Montecelio alle Porte di Roma. Poco importa ai 25.000 pendolari che ogni giorno penosamente e ritualmente transumano nella capitale da quel luogo con un viaggio periglioso per corrispondere al proprio impegno lavorativo, evidentemente immemori che l’iscrizione a un semplice Golf Club (citiamo quello sito…

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È un dato empirico ma con buon grado di approssimazione possiamo sostenere che Ernesto Nathan è stato l’ultimo (unico?) sindaco di Roma che ha fatto collimare con perfetta sinergia l’interesse pubblico con quello privato. È un accoppiamento che in generale riesce difficile in Italia con un refrain ben noto ovvero “il privato va progressivamente a discapito del pubblico”. Ce ne accorgiamo per uno dei rami più importanti della società cosiddetta civile, la sanità. Esami generici di laboratorio più o meno prevedono la stessa spesa con un privato che si allarga e un pubblico che si restringe. Voi che scegliereste considerando…

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Il digitale migliora la società. Un ragionamento secco, tutto da verificare. Ma è più comodo per gli utenti? Sarà nota a tutti l’abituale scena alle Poste o in Banca dei computer che si bloccano per difetto di sistema (o, al limite, per l’intervento di hacker). La ripresa del servizio è lenta, faticosa, debilitante dove l’intervento umano di una volta, diciamo pure artigianale, avrebbe rimediato in breve tempo all’impasse. In questo caso invece la palla passa ai server e dunque massima calma e aspettare. Così, parallelamente, complice la pandemia (che a volte diventa una scusa e una scorciatoia) vengono progressivamente eliminate…

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La marcia della pace di Roma ha dimostrato il 5 novembre scorso che c’è un’Italia antropologicamente diversa. Che crede ancora nel pacifismo senza “se” e senza “ma”. Senza i sofismi che vengono dalle contestazioni di chi taccia di pressapochismo e qualunquismo una dimostrazione di piazza che pretende il tavolo della trattativa e ripudia l’uso delle armi, in omogeneità con quanto scritto e iscritto nella Costituzione italiana. Piazza San Giovanni non riusciva a contenere questo popolo civile che non nominava Putin e Zelenski, ma rispondeva a centinaia di sigle della società civile e che con ogni probabilità non corrispondeva all’attuale assetto…

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