Autore: Guido Bassi

Bolognese, 70 anni, dal 1978 residente a Roma. Prima segretario nazionale ANIEM-CONFAPI, l’associazione edili di quella confederazione, quindi funzionario di vendita e formatore in campo editoriale. Per la Hachette fino al 1990, per la Treccani (agenzia per il Lazio) dopo. Laureato in giurisprudenza a Bologna. Sposato, due figli. Giovanili trascorsi studenteschi da critico cinematografico.

“Sur l’Adamant” di Nicolas Philibert, Orso d’Oro a Berlino 2023) FESTIVAL Due notizie, collegate dal tema e da una data. La prima è che il 7 giugno a Bologna prende il via la ventesima edizione del “Biografilm”, festival del film biografico (concetto da intendersi nel senso che gli dava Alberto Savinio: “Narrate, uomini, la vostra storia”). Se la dizione “film biografico” non significa necessariamente “documentario” (ci sono, e come, le biografie romanzate), certo i documentari ne sono la parte più cospicua e i documentaristi le presenze dominanti. La seconda notizia, invece, è che si è chiusa due mesi fa…

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“Ça se discute” è il titolo di uno storico talk show della TV francese andato in onda per quindici anni, fino al 2009. Favorevoli e contrari si scontravano su un tema di attualità in discussione. All’inizio in due giorni (la prima sera i “pro”, la seconda i “contro”), poi in serata unica, poi basta. Era nata facebook: pro e contro, con le loro infinite sfumature e contraddizioni, cominciavano ad essere quel viluppo indistricabile che sono diventate, mandando progressivamente a farsi friggere l’interesse degli spettatori per quei tavoli di discussione più o meno ordinati, eleganti ed educati. “Fiato alle trombe, Turchetti!” diceva…

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Ruggiscono i conigli. “Il ruggito del coniglio”, originale declinazione dello storico modello Arbore-Boncompagni, è una gloriosa trasmissione che da quasi trent’anni allieta la prima mattina degli ascoltatori di Radio Due. Condotta da Marco Presta e Antonello Dose, interpella quotidianamente i suoi ascoltatori sui temi più vari. Giorni orsono, in occasione della giornata mondiale della radio, li ha invitati a dare personalmente in diretta l’annuncio che avrebbero voluto sentire quella mattina alzandosi. L’intento, come sempre umoristico, come tale è stato ovviamente accolto dagli intervenuti, primo dei quali a prendere la parola una signora che da Modena ha dato il suo annuncio.…

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1) Finlandia Una prospettiva inconsueta da cui guardare alla guerra in Ucraina è quella che offre “Foglie al vento”, l’ultimo film di Aki Kaurismaki, limpido saggio di regia sul mondo dell’autore. Ovvero: cosa ti faccio con un uomo, una donna, un cane e tre ambienti sociali (un supermercato, una fabbrica e un pub), in una Helsinki operaia, socialmente deprivata. Licenziati – lei dal supermercato (ingiustamente), lui dalla fabbrica (per alcolismo) – si incontrano al pub (karaoke). Si conoscono al cinema (Jarmush: “I morti non muoiono”), chiacchierano su Bresson e Godard (sotto il manifesto di “Breve inontro”), si piacciono. Lei però…

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Il 16 ottobre del 1923 Walter Elias Disney e suo fratello Roy firmavano a New York il loro primo contratto di distribuzione su scala nazionale. Si impegnavano con la distributrice Margaret Winkler a realizzare una serie di tredici cortometraggi intitolati “Alice comedies”: una  bambina filmata dal vivo entrava in un mondo di cartoni animati. La loro società era la “Disney Brothers Cartoon Studio”, con sede al 4649 di Kingswell Avenue (Hollywood), e la serie si sarebbe conclusa in tre anni. Protagonisti dell’animazione un gatto alcolista e un contrabbandiere di liquori. Un tema che sarebbe divenuto tabù di lì a qualche…

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È stato l’anno della fuoriuscita dalla pandemia. Non proprio del ritorno allo status quo ante, ma a qualcosa che gli assomiglia. Rimangono certi riflessi automatici degli anni di “coprifuoco” o di chiusure anticipate: al cinema è quasi scomparso il tradizionale ultimo spettacolo delle 22 e 30, anche nelle grandi città. Un po’ meno nei weekend. Corsi e ricorsi: si esce poco la sera, compreso quando è festa, cantava Lucio Dalla più di quarant’anni fa. Ci siamo tornati; ne stiamo lentamente uscendo. Del resto è tutto l’esercizio pubblico ad avere anticipato le chiusure, con l’eccezione di quei ritrovi e pub che…

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Il piacere come bene essenziale. Quello riprodotto a fianco è il manifesto di uno dei festival più singolari del panorama cinematografico francese. Si chiama “Ciné Délices – Festival du Cinéma Hedoniste”. Il suo motto è: “Le plaisir comme un bien essentiel” e il suo nume tutelare è Luis Malle, che poco più a sud, ai confini della Guascogna, girò uno dei suoi film più belli, l’incantevole “Milou a maggio”. Nato nel 2012 a Cahors (Midi-Pirenées), che l’ha ospitato fino al 2022, di solito dura una settimana. Nella nuova sede di Prayssac, trenta km più in là, si è svolto quest’anno…

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“Il Dritto arrivò al posto convenuto e gli altri lo stavano aspettando già da un po’. C’erano tutt’e due: Gesubambino e Uora-uora. C’era tanto silenzio che dalla via si sentivano suonare gli orologi delle case: due colpi, bisognava sbrigarsi se non si voleva farsi cogliere dall’alba”. Inizia così uno dei racconti più “iconici” (letteralmente) della nostra letteratura del dopoguerra: una vera riserva di immagini per scrittori, poeti, cantautori e registi. A “Furto in una pasticceria” (1946), di Italo Calvino, Monicelli si sarebbe ispirato per “I soliti ignoti” (dove “Uora-uora” diventa “Ferribotte”, la pasticceria una banca – mancata clamorosamente – e…

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OPPENHEIMER Se l’avete già visto lo sapete: “Oppenheimer” non è un film noioso, nonostante il prevalere della parola sull’immagine. Non lasciatevi intimorire dalla durata, se invece non l’avete visto. “Oppenheimer” non è neanche un film faticoso, nonostante la titanica ambizione che lo muove e la quantità di informazioni che elabora a ritmo incalzante, di connessioni e sinapsi che sollecita in ogni direzione, anche in virtù di un montaggio che tiene desta l’attenzione muovendosi avanti e indietro nel tempo, virtuosisticamente. Nonostante qualche stranezza di troppo e – questo sì – una delle colonne sonore più indebitamente frastornanti che si ricordino. Se…

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Prologo. Il 4 agosto di undici anni fa moriva Renato Nicolini, l’architetto che Giulio Carlo Argan aveva voluto (e i successori Petroselli e Vetere confermato) alla guida dell’Assessorato romano alla cultura. Moriva nel bel mezzo della sua stagione, l’estate, a nove anni dall’ultima delle manifestazioni cinematografiche in qualche modo afferibili alla sua Massenzio: “Gangs of Cinema” (2003), 11 giorni all’ex mattatoio di Testaccio. Da tempo ormai la Massenzio che aveva concepito lui era un fantasma che cammina. Tre sole estati (1977- ’79) nella sua sede eponima, la Basilica di Massenzio ai Fori imperiali, prima di esserne sfrattata da uno di…

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