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Author: Guido Bonarelli
Nato a Roma da famiglia di origine anconitana, si è laureato nel 1978 in Scienze Politiche e Sociali. Contemporaneamente agli studi universitari ha frequentato, nel 1975-77, un corso di giornalismo e un corso di diritto comunitario. In questi anni inizia la sua attività di volontariato con Associazione Italiana per la Gioventù Europea, Centro Giovanile per la Cooperazione Internazionale, Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale, Comitato Italiano Giovani per l’UNICEF. Autore di articoli di approfondimento su problemi riguardanti le relazioni internazionali e a tema economico, collabora negli stessi anni con diverse riviste (tra le quali Tutti, Lettera del MSOI, Studi Cattolici). Avvia quindi, nel 1978 una lunga esperienza professionale in materia editoriale. Nel 2006, intraprende l’attività di imprenditore agricolo in Umbria, dando vita ad un’azienda agricola multifunzionale, insieme azienda biologica condotta con pratiche colturali ecocompatibili e agriturismo. In parallelo ha da sempre rivolto il suo personale impegno alla ricerca storica.
La verità non è ciò che è dimostrabile, ma ciò che è ineluttabile. Antoine de Saint Exupéry La crisi della Roma repubblicana e le ragioni di una fine violenta Roma, tra il II e il I secolo a.C., attraversò una profonda crisi politica, sociale ed economica, che minò le fondamenta del sistema repubblicano. Le cause di questa crisi furono molteplici e interconnesse e le istituzioni si mostrarono incapaci di adattarsi all’enorme crescita territoriale e alle trasformazioni della società. L’espansione dell’imperium portò immense ricchezze a Roma, ma queste furono distribuite in modo diseguale. I piccoli proprietari terrieri, pilastro della società…
Al contrario di chi parla di «ritorno degli imperi», dovremmo forse parlare della crisi dell’unico impero rimasto, quello americano, della sua pretesa di governare un mondo globalizzato e dell’apertura di un nuovo scenario dove molte potenze sono oggi in competizione. Le radici della crisi Quando, con la disfatta delle vecchie potenze europee al termine della seconda guerra mondiale, la decolonizzazione e il crollo dell’Unione Sovietica, gli imperi tradizionali sono finiti e l’Europa ha perso la sua centralità, gli Stati Uniti sono emersi come unico impero non nel senso classico di dominio territoriale, ma che ha esercitato un’egemonia globale economica, culturale,…
Nessuna catena è più forte del suo anello più debole. G. K. Chesterton, Eretici 100 anni fa, a partire dal 1925 e fino al 1938, il Messico visse un dramma senza precedenti. Il governo – caduto a seguito dell’ennesimo regolamento di conti tra esponenti della massoneria nelle mani degli «uomini di Sonora», un nuovo gruppo di pochi autocrati, – inasprì in modo radicale la legislazione antireligiosa che già aveva colpito i cattolici in diversi momenti della storia messicana. Qualsiasi espressione pubblica della fede divenne impossibile. La Costituzione del 1917 e la Ley Calles Dopo un periodo di incubazione durato…
Secondo i dati UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development), il debito pubblico globale ha raggiunto il livello record di 97 trilioni di dollari nel 2023, e se nei Paesi in via di sviluppo ha raggiunto 29 trilioni di dollari – meno di un terzo del totale – dal 2010 è cresciuto due volte più velocemente rispetto a quello delle economie sviluppate. Nella ripartizione tra le aree in via di sviluppo, l’Asia e l’Oceania detengono il 27% del debito pubblico globale, seguiti dall’America Latina e dai Caraibi (5%) e dall’Africa (2%). Il debito pubblico è quindi una questione cruciale…
Ancora una volta la Siria appare il crocevia delle contraddizioni mediorientali, la spina nel fianco di molti protagonisti del confronto in atto nel mondo arabo e dei grandi protettori che, dall’esterno, da sempre aspirano a condizionare le fazioni in lotta per determinare equilibri geo-politici a loro favorevoli. Sunniti contro sciiti con le loro diverse sigle, Israele contro Hamas, Hezbollah, Houthi, Iran, che poi significa la più grande sfida tra Stati Uniti da una parte Russia e Cina dall’altra, una contrapposizione che sta sempre più minacciando la pace mondiale, trova oggi il suo epicentro in Siria. Apparentemente a guadagnare dalla caduta…
Elegia americana (nella lingua originale Hillbilly Elegy: A Memoir of a Family and Culture in Crisis), best seller dal quale è stato ricavato da Ron Howard un film di successo, racconta la storia di una parte dei reietti americani di oggi, quei poveri conosciuti come hillbillies (in italiano: villani, montanari, bifolchi). Ma il libro non è soltanto un successo editoriale, l’autore è infatti James David Vance, oggi vicepresidente americano, e i contenuti del suo racconto autobiografico possono spiegare molto sulle ragioni della vittoria a valanga di Trump nelle elezioni del 5 novembre. Con un’affermazione netta, più di quella del 2016 contro…
Il Nobel per l’economia del 2024 è stato assegnato a Daron Acemoglu, Simon Johnson e James A. Robinson per i loro studi sulle istituzioni e il loro impatto sulla prosperità economica. La loro ricerca dimostra che le istituzioni inclusive, introdotte durante la colonizzazione in Paesi poveri, hanno spesso portato a una prosperità duratura, mentre le istituzioni estrattive, adottate in ex colonie ricche, hanno favorito la povertà. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza delle istituzioni forti per ridurre le disuguaglianze globali. I tre economisti evidenziano come il potere delle istituzioni possa influenzare l’economia e la politica, anche nel mondo attuale, dove la tecnologia è concentrata in poche mani, potenzialmente amplificando le disuguaglianze. La loro analisi, già affrontata nel saggio “Perché le nazioni falliscono”, sottolinea che il successo economico dipende da istituzioni che promuovono inclusione e riducono il potere concentrato nelle mani di pochi.
“Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!” Matteo 15,14 A sentire Francesco nessuno dei due candidati americani è per la vita. Ma vi è un ma e siccome il papa non parla ex cathedra qualche appunto, anche da parte cattolica, si può fare. A me pare azzardato un parallelo tra il controllo del fenomeno migratorio e l’aborto. Inoltre, sul primo punto va aggiunto che la costruzione del muro con il Messico è stata iniziata da Bill Clinton e continuata in perfetto accordo bipartisan…
«Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto, se perdete non perdete nulla. Scommettete, dunque, che Dio esiste, senza esitare.» Blaise Pascal, Pensieri Secondo Pascal, di fronte all’incertezza sull’esistenza di Dio, l’atteggiamento più ragionevole è quello di scommettere sulla sua esistenza, poiché i potenziali guadagni (la vita eterna) superano di gran lunga i costi (una vita morale). Questo originale approccio probabilistico e pragmatico alla fede mostra una mentalità moderna, che accetta l’incertezza e cerca di gestirla attraverso il calcolo dei rischi. In un momento cruciale della storia intellettuale europea, tra il rinascimento e l’illuminismo, un’epoca di trasformazioni profonde nella…
«Non parlare mai di amore e pace: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocifisso.» Jim Morrison Il presidente Biden, che abbiamo visto nella sua ultima «apparizione» al vertice NATO di Washington, esprime plasticamente l’immagine di un Occidente che, sull’onda del confronto economico avviato dai neocon del complesso militare-industriale, sembra andare diritto verso un tragico scontro: un uomo malato, che governa la (prima?) potenza mondiale su una strada di contrapposizione, lontana da un orizzonte di cooperazione. Robert Kennedy jr potrebbe essere una buona alternativa per il Partito Democratico, ma la sua fama di avvocato impegnato nelle cause ambientaliste…

