Author: Guido Bonarelli

Nato a Roma da famiglia di origine anconitana, si è laureato nel 1978 in Scienze Politiche e Sociali. Contemporaneamente agli studi universitari ha frequentato, nel 1975-77, un corso di giornalismo e un corso di diritto comunitario. In questi anni inizia la sua attività di volontariato con Associazione Italiana per la Gioventù Europea, Centro Giovanile per la Cooperazione Internazionale, Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale, Comitato Italiano Giovani per l’UNICEF. Autore di articoli di approfondimento su problemi riguardanti le relazioni internazionali e a tema economico, collabora negli stessi anni con diverse riviste (tra le quali Tutti, Lettera del MSOI, Studi Cattolici). Avvia quindi, nel 1978 una lunga esperienza professionale in materia editoriale. Nel 2006, intraprende l’attività di imprenditore agricolo in Umbria, dando vita ad un’azienda agricola multifunzionale, insieme azienda biologica condotta con pratiche colturali ecocompatibili e agriturismo. In parallelo ha da sempre rivolto il suo personale impegno alla ricerca storica.

L’America è ancora la terra delle opportunità? La spinta ideale del sogno americano è tuttora attrattiva? Secondo una lettura lirica e cruda la fine dell’ideale americano si è realizzata con l’assassinio di Kennedy, ucciso un anno esatto dopo l’esplosione dell’aereo di Enrico Mattei, in quel «luogo dove fede, speranza e misericordia sono morte … addio zio Sam … l’anima di una nazione è stata strappata via e si avvia al suo lento declino» canta Bob Dylan in Murder most foul. Mattei, da liquidatore a costruttore Un volume pubblicato nel 2012, a cinquant’anni dalla morte di Mattei, contenente i suoi Scritti…

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Dopo decenni di conflittualità che ha devastato molti dei Paesi arabi, il Medio Oriente sta faticosamente cercando un equilibrio che garantisca assieme sviluppo e sicurezza. Le monarchie del Golfo ma in generale tutti i Paesi del Medio Oriente e dell’Africa araba hanno progressivamente differenziato il proprio status nell’iniziativa diplomatica e nel quadro geopolitico internazionale dapprima in posizione equidistante tra Occidente e resto del mondo, quello ovviamente delle economie che contano, poi avvicinandosi a queste ultime con una decisa scelta di privilegiare i propri interessi rispetto alle vecchie alleanze storiche. Lo stesso si può dire degli altri Stati islamici dell’Asia come…

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Ci stiamo addentrando in una terra sconosciuta. Dio confonde quelli che vuole perdere, dice l’antica locuzione, e sembra proprio che a Est come a Ovest qualcuno sia animato da un istinto di auto-distruzione (Freud insegna). L’Europa nel quadro internazionale Esaminiamo alcuni dati significativi della situazione attuale del nostro continente che destano apprensione: – ci sarebbe da chiedersi perché invece di ricorrere alla decisione estrema di invadere un altro Stato la Federazione Russa non abbia fatto ricorso prima all’arma economica, per esempio sanzioni contro l’Occidente facendo leva sulle fonti energetiche; – in economia non è soltanto l’energia il problema del prossimo…

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Lo stratega della via d’uscita dalla guerra del Vietnam e del rilancio della potenza americana è tornato a farsi sentire, a più riprese, sulla crisi più dirompente degli ultimi anni, quella tra Russia e Ucraina. Il nucleo centrale del suo ragionamento ha sempre poggiato su due elementi fondanti: la centralità dell’Ucraina nella storia russa e l’importanza, considerando questo motivo, di trovare le ragioni di una possibile cooperazione tra Russia e Occidente, anche per evitare un legame strategico sempre più stretto tra Russia e Cina. Nel 2007 Kissinger si era espresso negativamente sull’adesione dell’Ucraina alla Nato. Nel 2014, in un’intervista al…

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«La libertà non ha deviato verso il male in un colpo solo, c’è stata un’evoluzione graduale, ma credo si possa affermare che il punto di partenza sia stato la filantropica concezione umanistica per la quale l’uomo, padrone del mondo, non porta in sé alcun germe del male, e tutto ciò che vi è di viziato nella nostra esistenza deriva unicamente da sistemi sociali erronei che è importante appunto correggere.». Così Solženicyn descriveva nel 1978 nel famoso discorso di Harvard Un mondo in frantumi la parabola del mondo moderno. Ai primi del Novecento un altro scrittore, Robert Hugh Benson, aveva narrato nel…

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Fonte della civiltà moderna prima che occidentale, cioè prima che una distinzione geografica la delimitasse in un punto cardinale, l’Europa è al tempo stesso cultura, visione ideale e politica, economia, scienza e tecnologia che in essa hanno trovato linfa e sviluppo. Il continente che ha determinato più di altre civiltà il cammino dell’uomo appare tuttavia complessivamente diviso e indebolito di fronte all’emergere di competitori sempre più forti in un mondo inevitabilmente multipolare, come un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro. La domanda sull’identità europea è risultata drammaticamente evidente a seguito della guerra in Ucraina e l’Europa, oltre…

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Quale porta aprire all’economia del futuro? Per rispondere a questa domanda esaminiamo alcuni elementi, con un percorso che ci porti dalla storia del pensiero economico all’attualità. Dal liberalismo al neoliberismo L’economia moderna nasce come economia politica con l’obiettivo di governare il cambiamento della società, produrre ricchezza al fine di soddisfare i bisogni umani. Secondo Adam Smith e la sua dottrina della «mano invisibile», che spinge ogni individuo a massimizzare il proprio interesse, dovrebbe garantire attraverso il benessere individuale quello collettivo: in breve e in perfetto equilibrio, arricchire «sia il popolo sia il sovrano». Lo Stato da parte sua dovrebbe avere…

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La frase del senatore americano Hiram Johnson «La prima vittima della guerra è la verità» è del 1917, ma testimonia ancora che mai come in guerra, quando diventa più difficile contare su fonti attendibili e possibilmente neutrali, sarebbe necessaria un’informazione responsabile. Un conflitto non solo militare ma anche mediatico L’invasione russa dell’Ucraina, in realtà quel confronto decisivo tra Russia e Occidente che non si è aperto ora, ma nel 2014, oggi rivela oltre il motivo apparente della guerra l’obiettivo principale della ridefinizione delle sfere di influenza a livello globale. Il popolo ucraino è l’evidente vittima di un rischioso confronto tra…

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Abbiamo visto sgomenti l’esercito russo attraversare il confine e dare inizio a una guerra e abbiamo sperato senza troppa convinzione che si trattasse di una semplice dimostrazione di forza per affermare la difesa etnica di regioni contese, anche se lo spiegamento di truppe attorno all’Ucraina non suggeriva un’operazione militare limitata ma ben più vasta e complessa, della quale è tuttora difficile intravedere il piano finale. Abbiamo visto anche un Occidente, consapevole da mesi, anzi da anni degli obiettivi russi, rispondere apparentemente compatto con forniture di armi all’Ucraina e sanzioni sempre più pesanti contro la Russia, senza un coinvolgimento diretto sul…

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Il 9 maggio 1950 Robert Schuman tenne il suo celebre appello per un’Europa di Stati fratelli. «L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto» e ancora, riferendosi alla C.E.C.A., essa «costituirà il primo nucleo di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della pace». Elementi del discorso, fondativi dell’Europa, erano la pace, dopo le contrapposizioni della guerra, la solidarietà, conseguenza della giustizia, l’unità in una federazione sovranazionale, le realizzazioni comuni, frutto dell’unità d’intenti. Quanto rimane oggi di quella visione ideale del nostro continente? Pochi…

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