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Autore: Nunzio Ingiusto
Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;
C’è stato un tempo in cui l’Italia ha affrontato le sfide energetiche con la forza necessaria per non restare indietro. Gli anni dal dopoguerra alla fine dei ’70 sono stati decisivi per l’economia, l’industria, il commercio, la crescita. L’energia é stato il pilastro principale su cui ricostruire un paese distrutto dalla guerra. Non ci si poteva fermare e immaginare uno Stato democratico dentro un consesso internazionale di pace e sviluppo, dopo la sventurata parentesi del fascismo, era l’unica strada da seguire. Enrico Mattei intuì la straordinaria potenza delle fonti di energia e mise direttamente nelle mani dello Stato il controllo…
Un passo avanti da stabilizzare. Il Piano italiano energia e clima-Pniec- è stato rifatto e inviato alla Commissione europea. Ha richiesto un anno e mezzo di lavoro dopo che la Commissione stessa aveva respinto un precedente testo. Il passo avanti compiuto riguarda scelte più definite sul nucleare, sul biometano, su altre fonti rinnovabili. Sull’idrogeno, per citare il caso più controverso, gli industriali hanno criticato la timidezza del governo sugli investimenti. Sul nucleare, invece, so è aperta una porta importante. Il Piano nella sua articolazione deve assicurare all’Italia un percorso di sostenibilità per i prossimi anni con il concorso di tutti.…
***Editoriale da www.Humaneworldmagazine.com Il sentimento di un’Europa unita non può essere una variante della storia. Nei paesi che oggi compongono il Parlamento europeo e gli organismi collegati, espressione di volontà popolare, è urgente rafforzare alcuni pilastri. Sembra scontato, non lo è, ma gli egoismi nazionali non producono mai nulla di buono. Unità è senso di appartenenza. In una crudele e immaginaria lista dei disastri provocati dalla guerra in Ucraina, dopo le migliaia di morti e feriti, le deportazioni di bambini, le devastazioni di città e villaggi, bisognerebbe inserire il tema degli approvvigionamenti di energia. Fino all’invasione dell’Ucraina i tre quinti…
Le forme attraverso cui si costruisce la resilienza delle città ai cambiamenti climatici sono le più impreviste. Non esiste un modello applicabile da ciascuno e ovunque. Inoltre, si sbaglia quando si dice che la responsabilità di città più salubri e organizzate è nelle mani degli amministratori pubblici. Si sbaglia perché è “anche” nelle mani di sindaci e assessori. Da soli gli eletti del popolo non riusciranno mai a cambiare la faccia delle città che amministrano. Hanno bisogno della società, delle pulsioni e dei bisogni che si agitano dentro un corpo vivo che nella stragrande maggioranza dei casi è sensibile alle…
C’è chi non ci crede, ha il diritto di farlo, ma non può stravolgere la realtà. In Italia la libertà di stampa non gode di buona salute. È colpa del governo di centro destra ? Rispondere si, da un lato è semplicistico, dall’altro vuol dire non andare a fondo di questioni che si sono accavallate, stratificate. Per fortuna il panorama informativo italiano è vasto e non c’è media che non arrivi ai cittadini. Passare, tuttavia, dal 41° al 46° posto nella classifica di Reporters sans frontières, dopo Mauritania, Namibia, Sud Africa, è il segnale più evidente delle condizioni in cui…
I pregiudizi distruggono. Sugli italiani se ne contano a centinaia, ma non tutti reggono il passare del tempo. Si dice: non amano molto l’ambiente, le grandi città sono mediamente meno pulite delle altre europee. Quando poi vengono studiati i comportamenti reali, gli italiani escono diversi da come li si descrive. È noto che Greta Thumberg, l’eroina dell’ambientalismo, è una figura divisiva. La maggioranza dei nostri connazionali, però, dice che quando fa la spesa al supermercato si orienta verso prodotti sostenibili. Un riflesso condizionato ? Non esattamente, perché alla fine romani, milanesi, napoletani, bolognesi, sono abbastanza simili a tedeschi, francesi, spagnoli.…
Gira e rigira è sempre la stampa a ingannare i cittadini. Il cane da guardia della democrazia, secondo il vecchio adagio, in Italia è diventato il cane da bastonare. Direttamente o indirettamente i giornalisti vanno biasimati secondo i gusti e le pulsioni dei potenti. L’Italia ha una lunga tradizione di intrecci tra potere politico, industriale, finanziario e organi di informazione. Una vischiosità che non ha impedito a migliaia di professionisti di fare bene il proprio lavoro nell’interesse di chi legge e ha il diritto a essere informato. Negli ultimi tempi, però, la politica ha invaso il campo come mai aveva…
L’Italia ha la presidenza di turno del G7 e a Torino in questi giorni si svolge quello dedicato a clima, energia, sviluppo sostenibile. È una straordinaria occasione per raccontare ai paesi più industrializzati cosa si sta facendo per combattere i cambiamenti climatici. Essere nel Club esclusivo dei paesi più industrializzati del mondo è già un valore ma che andrebbe valorizzato oltre ogni altra iniziativa. Perché ? Per anni gli italiani si sono sentiti dire che gli interventi non si facevano per mancanza di denari. Con il PNRR si può, finalmente, fare il miracolo e spiegarlo agli altri. L’Italia ha scelto…
Le abitazioni a basso consumo energetico sono un cruccio dell’Ue. A poche settimane dal “tutti a casa” , il Parlamento europeo ha approvato la direttiva sulla sostenibilità degli edifici. Un pezzo del Green Deal che ha caratterizzato la gestione di Ursula von der Leyen. Il prossimo passaggio è l’esame da parte del Consiglio Ue. I governi alla fine dovranno recepire la direttiva per ridurre l’impatto ambientale delle abitazioni. Le città saranno per questo più sostenibili ? Il punto di partenza di una fatica politica intensa, durata mesi, è che il patrimonio edilizio è responsabile del 40% del consumo energetico e…
È da quando l’Unione Europea ha approvato il Green New Deal che nella testa dei cittadini europei il 2030 è visto come anno salvifico. L’anno che segna lo spartiacque da un mondo all’altro. Un nuovo modo di vivere, ovvero di produrre, vendere, consumare, recuperare, riciclare. Nessun essere umano del vecchio Continente sprecherà alcunché, né abuserà del denaro di cui dispone per inquinare o distruggere la natura. In Europa, ribadiamo. Perché fuori da essa non sappiamo. E forse si sta costruendo anche un sovranismo ambientale continentale. Chissà. Il Moloch più importante che avremo abbattuto entro l’anno salvifico, sarà stato il petrolio.…

