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Author: Nunzio Ingiusto
Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;
Prendendo in prestito (al contrario) il titolo del celebre romanzo di Geoffrey Holiday Hall “La fine è nota”, questo numero di TUTTI Europa ventitrenta dedica un focus al dibattito in corso in Italia sulla riforma della giustizia proposta dal governo di Giorgia Meloni. Il disegno di legge di riforma costituzionale ha iniziato l’iter parlamentare ed è stato già approvato dalla Camera con 174 voti favorevoli, 92 contrari e 5 astenuti. Ci saranno altri passaggi in Senato e alla Camera, ma sul testo è in corso uno scontro durissimo tra maggioranza e opposizione, con la stragrande maggioranza dei magistrati, contraria alla…
La corsa dell’Europa nella costruzione di un’autentica economia circolare prosegue a zig-zag. Tra i punti più controversi del Continente a 27, l’equilibrio tra materie consumate e materie riciclate è diventato il più precario. Le analisi dei migliori Istituti di ricerca concordano sul fatto che i tempi per un’economia sostenibile indicati dalla prima versione del Green deal sono da rivedere. In particolare per due ragioni. La prima riguarda il consumo di materie prime necessarie all’economie di Paesi come Ungheria, Polonia, Slovenia, Romania che hanno bisogno di raggiungere target produttivimiglori degli attuali. La seconda è che fare del riciclo delle materie il…
Partire dai territori per invertire la rotta contro i cambiamenti climatici è l’espressione più abusata dalla politica negli ultimi anni quando si parla di eventi improvvisi. L’abuso, tuttavia, ha una sua ragion d’essere perché è nei territori che si conquista il consenso per ambire poi ad altri livelli. L’Italia ha adottato la Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ma non riesce a dargli il vigore necessario per evitare disastri e calamità. Evidentemente bisogna intendersi anche bene sulle parole. Disastro equivale più o meno a sciagura, mentre per calamità si intende un evento funesto. Il Paese, per fortuna, non ha…
Una sfida a rovescio ? Gli Usa di Donald Trump saranno l’altro nemico da battere nella lotta al cambiamento climatico ? Aspettare per vedere e nemmeno tanto. Una cosa è certa: Trump ha sempre negato che il clima sia un pericolo per l’umanità. I milioni di americani, soprattutto giovani, che hanno partecipato alle centinaia di manifestazioni per la salute del pianeta non lo hanno mai turbato. Per tutta la campagna elettorale ha rivendicato il primato degli Usa di maggiore produttore di petrolio e gas, continuando a vedere gli accordi internazionali sul clima come fumo negli occhi. Nella corsa verso la…
Da anni si discute dei problemi della Pubblica Amministrazione italiana, spesso percepita come un ostacolo insormontabile. Tuttavia, ENEA ha recentemente evidenziato progressi positivi nel settore della sostenibilità e dell’efficienza energetica all’interno delle strutture pubbliche. L’ente ha messo a disposizione delle amministrazioni oltre 100 strumenti tecnici e organizzato 170 eventi per promuovere pratiche sostenibili, come il “Catasto Energetico Unico” in Sicilia e il programma PELL a Livorno, che ha ridotto del 70% il consumo energetico e le emissioni di CO2. Nonostante questi risultati, ENEA sottolinea che la Pubblica Amministrazione italiana deve ancora compiere passi significativi, soprattutto in termini di formazione sulla sostenibilità, l’adattamento climatico e le energie rinnovabili. I progetti territoriali integrati per lo sviluppo sostenibile stanno contribuendo a creare nuove filiere produttive basate sui principi dell’economia circolare. La sfida principale rimane la capacità dello Stato di adottare soluzioni tecnologiche innovative per affrontare i cambiamenti climatici e i rischi ambientali, dimostrando che anche un sistema burocratico complesso può evolvere.
Di quanto si è indebolita la forza dell’Europa rispetto alla transizione energetica ? Di molte lunghezze. Da quando il Green Deal è stato pensato e strutturato i cambiamenti nello scacchiere mondiale sono stati molti e pieni di significato. Il Continente con l’ambizione di combattere i cambiamenti climatici più velocemente di altri, stabilendo date simbolo di rigenerazione climatica e ambientale, ha dovuto prendere atto che il suo piano conteneva molte insidie. La buona politica in genere conosce i tranelli dei grandi progetti, ma poi nella pratica di tutti i giorni li mette da parte. Nell’Europa della rivoluzione energetica ed ecologica la…
Li piangiamo, ma facciamo anche finta di non vederli. L’ipocrisia verso i migranti che lavorano, e muoiono, nelle campagne italiane è giunta a livelli insopportabili. Le loro vite ci appartengono fino a quando sono funzionali a soddisfare la vendita di prodotti di cui non possiamo fare a meno. Lavorano per noi tutti. Al momento in cui scrivo l’ultimo morto è un indiano. Riposi in pace nel paese della disfatta umanitaria. Li piangiamo- i migranti morti- nelle cerimonie religiose, nelle sedi della politica, sui giornali e nei talk show mentre un poliziotto-notaio aggiorna il numero dei decessi. Che paese è questo…
C’è stato un tempo in cui l’Italia ha affrontato le sfide energetiche con la forza necessaria per non restare indietro. Gli anni dal dopoguerra alla fine dei ’70 sono stati decisivi per l’economia, l’industria, il commercio, la crescita. L’energia é stato il pilastro principale su cui ricostruire un paese distrutto dalla guerra. Non ci si poteva fermare e immaginare uno Stato democratico dentro un consesso internazionale di pace e sviluppo, dopo la sventurata parentesi del fascismo, era l’unica strada da seguire. Enrico Mattei intuì la straordinaria potenza delle fonti di energia e mise direttamente nelle mani dello Stato il controllo…
Un passo avanti da stabilizzare. Il Piano italiano energia e clima-Pniec- è stato rifatto e inviato alla Commissione europea. Ha richiesto un anno e mezzo di lavoro dopo che la Commissione stessa aveva respinto un precedente testo. Il passo avanti compiuto riguarda scelte più definite sul nucleare, sul biometano, su altre fonti rinnovabili. Sull’idrogeno, per citare il caso più controverso, gli industriali hanno criticato la timidezza del governo sugli investimenti. Sul nucleare, invece, so è aperta una porta importante. Il Piano nella sua articolazione deve assicurare all’Italia un percorso di sostenibilità per i prossimi anni con il concorso di tutti.…
***Editoriale da www.Humaneworldmagazine.com Il sentimento di un’Europa unita non può essere una variante della storia. Nei paesi che oggi compongono il Parlamento europeo e gli organismi collegati, espressione di volontà popolare, è urgente rafforzare alcuni pilastri. Sembra scontato, non lo è, ma gli egoismi nazionali non producono mai nulla di buono. Unità è senso di appartenenza. In una crudele e immaginaria lista dei disastri provocati dalla guerra in Ucraina, dopo le migliaia di morti e feriti, le deportazioni di bambini, le devastazioni di città e villaggi, bisognerebbe inserire il tema degli approvvigionamenti di energia. Fino all’invasione dell’Ucraina i tre quinti…

