Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    16 Aprile 2026 - giovedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Un mondo da raccontare»Ucraina: un conflitto troppo silenzioso
    Un mondo da raccontare

    Ucraina: un conflitto troppo silenzioso

    Antonio Di MuroDi Antonio Di MuroAprile 20, 20210 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email
    Fonte immagini Freepik

    Sono trascorsi sette anni dall’inizio della guerra in Ucraina e dalla perdita di controllo dei territori della Crimea, di Lugansk e di Donetsk da parte delle forze governative ucraine ed in favore dei ribelli separatisti filorussi. Eppure tale conflitto risulta essere abbastanza misterioso agli occhi dell’opinione pubblica mondiale. Se un artista dovesse rappresentare in un dipinto l’attuale crisi ucraina, dovrebbe raffigurare un paesaggio a tinte fosche, grigie e avvolto da una coltre di nebbia causata dalla diffusione di poche informazioni.

    Tuttavia in questi anni sono giunte dal fronte notizie di scontri in Ucraina orientale tra esercito ucraino e ribelli separatisti filo-russi a volte intensi ed in altri casi sporadici, provocando vittime militari e civili da entrambi i raggruppamenti.

    Si tratta di un conflitto combattuto in ambienti urbani, dove ciascuna forza, in un contesto di guerra non convenzionale, tra i ruderi di abitazioni e vecchi capannoni distrutti, tende a sopraffare l’altra attraverso trappole, cammuffamenti di divise, corpo a corpo, trincee, spostamenti di civili in città o villaggi più sicuri, azioni di persuasione psicologica, impiego di uomini paramilitari, conquista faticosa dei territori.

    Tale strategia militare è stata teorizzata dal Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Russe Valery Gerasimov e si caratterizza nel dominio delle informazioni, nell’uso spregiudicato della tecnologia, dell’inganno e dell’impiego massiccio di forze paramilitari e reparti speciali verso l’avversario, che in base allo scenario bellico dell’Ucraina rappresenterebbe una “guerra irregolare”, ossia “una lotta violenta tra attori statuali e non statuali per la legittimità e l’influenza sulla popolazione interessata” (US Department of Defense DOD Dictionary of Military and Associated Terms 2020).

    Da recenti informazioni la Russia ha dispiegato negli ultimi giorni al confine ucraino carri armati, veicoli da combattimento di fanteria, veicoli corazzati, artiglieria semovente, sistemi di lancio di razzi, camion logistici e rimorchi anfibi, riversandosi nella Crimea occupata, Krasnodar Krai e Rostov Oblast.

    Fonte immagini Freepik

    Bisogna precisare che tali movimentazioni di mezzi e uomini da parte della Russia, non sono gli unici, ma rappresentano parte di una serie di azioni di disturbo e deterrenza verso l’Ucraina.

    Infatti la strategia di Mosca è ultimamente caratterizzata dalla minaccia di aggravare il conflitto se le forze governative ucraine attaccheranno i territori del Donbass.

    Nonostante le minacce di Mosca verso Kiev, l’Occidente non resta passivo nell’intervenire in aiuto del Governo ucraino.

    L’Unione Europea attiva contatti, trattative tra le parti e monitora gli eventi, ma gli USA dell’attuale amministrazione Biden, stanno reagendo in maniera energica per poter difendere l’Ucraina, sia da un punto di vista diplomatico che in una prospettiva di deterrenza verso Mosca. Da ultime notizie la Russia sta spostando 15 navi militari dal Mar Caspio nel Mar Nero, una replica all’invio di due cacciatorpediniere Usa nel Mar Nero comunicato da Washington alla Turchia.

    È possibile sottolineare che dietro la politica russa di tutela nazionalistica dei separatisti filorussi in terra ucraina, sussistono delle esigenze di riposizionamento di Mosca nello scacchiere geopolitico.

    La Russia non è intenzionata a perdere come Stato cuscinetto l’Ucraina, nel caso in cui quest’ultima entrasse nella NATO, con il rischio che parte dei territori russi confinanti ad Occidente con Kiev renderebbero strategicamente vulnerabile Mosca in caso di futuri attacchi da parte delle forze del Patto Atlantico.

    Fonte immagini Freepik

    Occorre inoltre ritenere che l’esigenza della Russia di possedere più sbocchi sul Mar Nero, consentirebbero alla stessa di garantire un monopolio della propria influenza geoeconomica, commerciale ed energetica in tale area alla luce della creazione dei gasdotti Turkish Stream e Blue Stream che uniscono Mosca e Ankara, rendendo la Turchia un hub fondamentale nella distribuzione del gas verso il Medio Oriente e l’Europa, nonché la scoperta di nuovi giacimenti di gas da parte della Turchia e l’avanzata di nuovi investitori quali la Cina nei Paesi costieri della Romania e Bulgaria.

    Inoltre è possibile rilevare come la penisola della Crimea, in caso di definitiva annessione alla Russia, in futuro potrebbe rappresentare per Mosca una valida base per la gestione di porti militari e commerciali utili per rafforzare la propria sicurezza e l’incremento dei propri sistemi di logistica.

    Infine bisogna sostenere che in tale contesto bellico sia la Russia che i membri della NATO non intendono aggravare il conflitto e nemmeno giungere ad una guerra termonucleare, in quanto gli stessi, già coinvolti nella crisi pandemica ed economica, cercheranno di mettersi a dura prova rispettivamente per poter giungere a prossimi negoziati tali da equilibrare le pretese; ma prima che si giunga a trattative certe tra le potenze mondiali, in Ucraina e nei territori conquistati dai separatisti russi la popolazione civile risulta essere stremata dalle crisi interne del Paese.

    L’incubo del Covid 19 e l’emergenza economica nazionale, la disoccupazione di massa nei territori ucraini, i fischi dei proiettili dei cecchini e la popolazione affamata del Donbass, le trappole esplosive nelle strade delle zone sulla linea del fronte, l’incertezza per il futuro per tutta la nazione rappresentano solo alcuni degli elementi per consentire alla comunità internazionale di attivare in Ucraina interventi umanitari nelle zone coinvolte dalla guerra e maggiori sostegni economici per tutto lo Stato ed evitare così una disgregazione del Paese paragonabile alla crisi dell’ex Jugoslavia in danno dei cittadini inermi.

    (Articolo redatto il 14 aprile 2021)

    Crimea guerra Russia Ucraina
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Antonio Di Muro

    Avvocato e consulente di Relazioni Internazionali per enti pubblici e privati, analista di intelligence, commentatore radiofonico; docente in master di alta formazione professionale e autore di pubblicazioni in materia di politica estera, Intelligence, Diritto dell'immigrazione e Diritto Internazionale.

    Articoli correlati

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Cultura e sport: due pesi e due misure

    Aprile 2, 2026

    La guerra lunga

    Marzo 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026141

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202644

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202644
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202644

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?