Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    13 Aprile 2026 - lunedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
      • La voce di Bruges
      • Lettere da Strasburgo
      • Finestra sulla Francia
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione internazionale
      • Finestra sul Brasile
      • Storia e controstoria
      • Un mondo da raccontare
      • Una finestra sul mondo
    • Società
      • Categorie
        • Società
        • Attualità
        • Industria
        • Lavoro
      • Categorie
        • Ricerca e innovazione
        • Pubblica amministrazione
        • Sanità
        • Sport
      • Categorie
        • Terzo settore
        • Controvento
        • Dolenti note
        • Servant Leadership
      • Categorie
        • Stroncature
        • TUTTI per Roma
        • Uomini e capre
        • Racconti dalle strade del mondo
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Eccellenze artigiane
      • Lanterne sulle città
      • Passione architettura
      • TUTTI a tavola
      • TUTTI al cinema
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Inchiesta sul futuro dell'Europa»Analisi elettorale di un profano che ha letto Stevenson
    Inchiesta sul futuro dell'Europa

    Analisi elettorale di un profano che ha letto Stevenson

    Pietro RagniDi Pietro RagniGiugno 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 8 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

     

    Siamo reduci di una campagna elettorale per le elezioni europee che, parafrasando un noto reality TV, potremo ricordare come “La vetrina dei famosi”. Il gioco è puntare su personaggi noti sui mass media e tali da garantire “una piccola rappresentazione della realtà, ovvero situazioni di vita reale, con all’interno circostanze di sceneggiate” (wikipedia). La Lega, ormai in caduta libera nei sondaggi, ha scelto un personaggio che ha deciso di fare della provocazione il suo mestiere: dopo le tirate razziste e omofobe, ora blatera contro l’ambientalismo, assommando ai pregiudizi l’ignoranza. Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha puntato su Ilaria Salis, una connazionale detenuta, con accuse inconsistenti, da più di un anno in Ungheria e siamo contenti della sua liberazione, insieme ad altri “famosi”, poi eletti: Ignazio Marino (ex sindaco di Roma) e Mimmo Lucano ex sindaco di Riace, assolto da ingiuste accuse penali.

    I famosi in vetrina hanno funzionato per AVS, che ha superato lo sbarramento e li ha eletti tutti. La Lega ha avuto 7 milioni di elettori in meno rispetto al ’19 ed ha anche subito molte defezioni interne, fra le quali quella clamorosa del Sen. Bossi; ma per non essere crollata del tutto, di fatto il suo segretario è, in Europa, in ostaggio del “famoso” molto votato, ma difficilmente indirizzabile.

    Fratelli d’Italia (FdI) ha puntato sulla popolarità della sua capa, che è anche Presidente del Consiglio e dunque già sapeva che avrebbe rinunciato all’elezione. PD, molto più votato rispetto alle precedenti elezioni, e Forza Italia hanno candidato i loro leader in alcune circoscrizioni e poi puntato su amministratori locali benvoluti per il loro impegno sul territorio ed in questo caso sono stati eletti candidati (come Bonaccini, Decaro, Gori, Nardella e Zingaretti da una parte e la Moratti e Tosi dall’altra) che effettivamente poi si dedicheranno alle istituzioni europee. Azione di Calenda e Stati Uniti d’Europa di Renzi e Bonino con messaggi incomprensibili e contraddittori hanno scoraggiato i loro elettori ed infatti non hanno superato la percentuale necessaria per far eleggere i loro candidati.

    Le elezioni sono finite, alcuni hanno molto migliorato (FdI, PD e AVS), FI ha tenuto, M5S ha dimezzato la sua rappresentanza, la Lega ha ottenuto meno di un terzo degli eletti, passando da 29 a 8. Quello che però importa ora è quanto avverrà al Parlamento Europeo, poiché gli eletti italiani sono confluiti nei “Gruppi” a livello europeo. La prima novità è il numero dei parlamentari che dai 751 della IX Legislatura (iniziata nel 2019) scende ai 720 della nuova X legislatura, che inizierà con la prima seduta prevista per il 16 luglio prossimo. Il dato è importante per poter valutare la maggioranza necessaria ad eleggere il nuovo Presidente; la soglia minima è fissata in 361 voti.

    Un altro dato importante da riscontrare, nel corso dei prossimi anni, è relativo al “peso politico” che l’insieme dei parlamentari italiani riuscirà ad ottenere. EU Matrix, un Centro studi indipendente, in aprile ha pubblicato la classifica dell’influenza dei parlamentari in base alla loro nazionalità. L’Italia occupava la venticinquesima posizione sui 27 stati EU, precedendo solo Cipro e Ungheria; i primi tre paesi erano Spagna, Germania e Francia. Non significa che i nostri parlamentari siano stati migliori o peggiori, ma il Centro studi specifica che la classifica è stilata in base ad alcuni fattori (fra cui i ruoli ricoperti e la partecipazione alle votazioni); per essi i parlamentari italiani hanno dimostrato una bassa performance. Una delle ragioni è stato il ruolo marginale dei parlamentari europei della Lega, i più numerosi della delegazione italiana, e del Movimento 5 Stelle. Visto che sono i due partiti più penalizzati dal voto di giugno, si spera che le nuove compagini più numerose abbiano ben scelto i parlamentari ora eletti e che questi riescano ad impegnarsi in modo proficuo per la UE e l’Italia.

    Come abbiamo sentito in TV in alcuni dei paesi EU si sono realizzate sorprese, in particolare notata l’avanzata dei partiti di estrema destra in Austria, Francia e Germania. Raccogliendo le varie informazioni ho preparato la Tab. I aggiornata con i dati al 14/6/2024, ma non ancora definitiva.

     

    Gruppo 2019-24 2024-29 Contributo IT
    PPE 182 190 FI              9 eletti
    S&D 154 136 PD          21
    RE 108 80
    Verdi 74 52 AVS         3
    I&D 73 58 Lega         8
    ECR 62 76 FdI          24
    Sinistra 41 39 AVS         2
    Non Iscritti e Neoeletti 57 89 M5S   8  + SVP 1
    TOTALE 751 720             76 eletti IT

    Tabella I: suddivisione degli eletti al Parlamento Europeo e contributo degli eletti italiani

    Al di là dei clamori, la cosa importante è capire come le varie elezioni nazionali si siano riverberate nel contesto dei Gruppi presso il Parlamento Europeo. Fermo restando che i dati sopra riportati non dovrebbero cambiare di molto prima dell’inaugurazione, mentre ci si aspetta che ci saranno, nel tempo, alcune affiliazioni da parte dei Non iscritti e Neoeletti ad uno dei 7 Gruppi storici. Si può facilmente notare come i cambiamenti non siano stati di grandi proporzioni.

    La prima considerazione numerica è che il Partito Popolare (PPE) resta il primo Gruppo Europeo per numero di eletti, avendoli anche leggermente aumentati, è invece diminuito di più del 10% il numero degli eletti di Socialisti e Democratici (S&D), ma nel complesso non vi è una ridimensione drammatica. Diminuiscono maggiormente Renew Europe (RE) -partiti liberali e centristi-; Identità e Democrazia (I&D) -partiti sovranisti, nazionalisti ed euroscettici- e i Verdi; stabile la Sinistra. Infine aumenta di quasi il 20% il Gruppo Conservatori e Riformisti Europei (ECR), grazie anche alla crescita di FdI.

    Questa fotografia della composizione del Parlamento Europeo sembrerebbe (in politica il condizionale è obbligatorio) scongiurare una maggioranza di destra, con l’alleanza del PPE (o parte di esso) con ECR e I&D, quella che avevamo paventato a gennaio . Non ci sono i numeri. La somma degli eletti dei due Gruppi di destra è inferiore al numero dei deputati europei di S&D; potrebbe con accordi e acquisti dell’ultimo minuto superarlo, ma di poco. Sarebbe stata una triste beffa consegnare agli euroscettici la gestione della UE; poi, visto come la pensano alcuni degli eletti di I&D, la beffa avrebbe potuto trasformarsi in dramma.

    Probabile allora una riedizione della “maggioranza Ursula” che, grazie all’accordo fra PPE e S&D, con il supporto di RE e di forze comprese fra i Non iscritti (come il M5S), riuscì nell’estate ‘19, dopo una lunga impasse, a eleggere Ursula von der Leyen come Presidente della Commissione Europea.

    Ci potrebbe essere una variazione della maggioranza. Tutto dipende dalle scelte che farà ECR nelle prossime settimane. La Meloni ci ha abituato, da quando ha preso il potere nell’autunno ’22, ad un atteggiamento ondivago. A me ricorda il capolavoro di Stevenson: nella stessa persona due modi di manifestarsi. In Italia un atteggiamento super-conservatore, autocelebrativo, sempre dedicato a denigrare o irridere chi si oppone o critica. Atteggiamento aggravato dal modo di comportarsi del suo entourage, dei giovani del suo partito (sorpresi nel ripetere motti fascisti e nazisti), dall’inefficacia dei suoi ministri. Una Mr. Hyde in gonnella. Invece in Europa e negli incontri internazionali (tranne che con Vox in Spagna) l’atteggiamento è conciliante e collaborativo; ferma presa di posizione su NATO e supporto all’Ucraina, quasi un idillio con la Presidentessa von der Leyen, nonostante lo schiaffo della non approvazione del MES, ma soprattutto grazie ad aver riposto nel dimenticatoio un euro-scetticismo un tempo sbandierato.

    Chi preverrà nei prossimi mesi: il Dottor Jekyll del conservatorismo moderato o il Mr. Hyde tentato da pulsioni inconfessabili? La cartina di tornasole sarà nelle scelte che Meloni, come presidentessa di ECR, effettuerà nei prossimi giorni. Già il 12 giugno sono stati ammessi al Gruppo 4 neoeletti (uno ciascuno da Cipro, Croazia, Lettonia e Lussemburgo), portando il totale di ECR a 76 deputati. Il partito di Orban -Fidesz- (che in Ungheria ha vinto, ma è stato ridimensionato) aveva aperto colloqui prima delle elezioni, per ora non vi è alcuna decisione in merito, ma alla fine essa dovrà essere presa.

    La sensazione è che la Meloni voglia condurre l’ECR in una posizione che da una parte rimarchi la distanza da I&D di Le Pen e Salvini, considerati troppo estremisti ed inaffidabili e dall’altra dimostri la disponibilità a supportare una rielezione della von der Leyen, semmai chiedendo per il suo Gruppo un commissario importante nel nuovo esecutivo Europeo. Certo dovrebbe, la Meloni, essere in una maggioranza con i Socialisti; ha la forza di imporlo ai suoi elettori più nostalgici? Alla fine avremo una “maggioranza Ursula bis” più caratterizzata dalle indicazioni conservatrici o sarà confermata la versione originale della maggioranza?

    Attendiamo poche settimane e sapremo quel che accadrà. Poi, se in Europa vincesse Dottor Jekyll, che cosa succederà in Italia, ci saranno ripercussioni? La Mrs. Hyde sarà maggiormente sotto controllo o, all’opposto, si sentirà libera di impazzare?

    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Pietro Ragni

    Primo tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. Presidente di Erfap Lazio. Direttore del Consorzio universitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto. Cofondatore di dieci spin off in Bio-scienze. Esperto di valutazione e gestione progetti europei.

    Articoli correlati

    Ue: le polveri un po’ bagnate della risposta dei leader europeisti all’avanzata delle destre tengono le nomine in sospeso e non avvicinano le paci in Ucraina e Medio Oriente

    Giugno 20, 2024

    Frassoni: UE a rischio paralisi ma non il Green Deal

    Giugno 20, 2024

    Per realizzare le priorità strategiche 2024-2029 serve un patto di legislatura fra Parlamento europeo e Commissione

    Giugno 20, 2024

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530

    La guerra e la transizione verde: perchè l’Italia paga il conto di Trump

    Aprile 2, 202622

    Guerriglia e guerra senza quartiere

    Settembre 20, 202512
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202611

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?