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Il conflitto tra Israele e le Nazioni Unite si è intensificato nell’ottobre 2024, con Israele che accusa l’ONU di antisemitismo, in risposta alle critiche ricevute per le sue operazioni militari. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito l’ONU una “palude antisemita”, esacerbando la tensione diplomatica. La crisi ha raggiunto un punto critico con la dichiarazione di persona non grata per il Segretario Generale Antonio Guterres, accusato di non condannare adeguatamente l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma di criticare pesantemente l’operazione israeliana a Gaza.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno intensificato le operazioni nel Libano meridionale contro Hezbollah, con l’ONU presente attraverso la missione UNIFIL, principalmente composta da soldati italiani, francesi e spagnoli. Nonostante Israele avverta UNIFIL prima degli attacchi, ci sono state vittime e danni tra i contingenti, portando a tensioni diplomatiche tra Gerusalemme e i paesi europei.
Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti continuano a sostenere militarmente Israele, con aiuti significativi, ma hanno anche minacciato di sospendere il sostegno se non sarà facilitato l’accesso degli aiuti umanitari a Gaza. Netanyahu, tuttavia, sembra puntare sull’elezione di Donald Trump nel 2024 per rafforzare la sua posizione.
Le strade diverse di Vance e Pence sulla sconfitta di Trump nel 2020: ombre sul 2024?
JD Vance, il candidato vicepresidente di Donald Trump per le elezioni del 2024, si rifiuta di ammettere la sconfitta di Trump nelle elezioni del 2020, alimentando la “big lie” dell’elezione rubata, nonostante la mancanza di prove. Durante un’intervista su ABC e in altre occasioni, Vance ha evitato di rispondere direttamente alle domande sul tema, sostenendo così la narrativa di Trump che il 32% degli americani, e il 63% degli elettori repubblicani, continuano a credere.
Questa posizione di Vance riflette la fedeltà a Trump, contrastando con l’ex vicepresidente Mike Pence, che nel 2020 aveva riconosciuto la sconfitta e presieduto alla certificazione di Joe Biden, rischiando la vita durante l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Vance, invece, minimizza gli eventi di quel giorno, ignorando le vittime e i processi contro i responsabili.
La preoccupazione è che, in caso di sconfitta, Trump e Vance potrebbero ripetere la stessa strategia di contestare i risultati elettorali, con il sostegno di figure influenti come Elon Musk, che amplifica accuse infondate di frode. Tuttavia, la situazione differisce dal 2020, con Biden che questa volta dispone delle risorse governative per affrontare eventuali disordini, ma l’incertezza resta, soprattutto se i repubblicani otterranno una maggiore influenza dopo il 5 novembre.

